Tarrus Riley live a Bologna: il nostro report fotografico e video

Due anni fa lo avevamo visto sul palco del Venice Sunsplash ma non appena saputo che avrebbe fatto nuovamente ritorno in Italia non abbiamo esitato un istante nel volerlo nuovamente rivedere dal vivo. Tarrus Riley, grazie ad una splendida voce e testi poetici, è ormai da anni uno dei più affermati artisti della scena reggae. È inoltre uno di quegli artisti che, accompagnati da band, è sempre un piacere rivedere perché i suoi show sono sempre un mix di poesia, emozioni ed energia. E anche questa volta non è stato diverso.

Delle quattro date italiane del Love Situation Tour, serie di tappe europee in cui Singy Singy presentava il suo nuovo lavoro discografico, abbiamo scelto di vederlo a Bologna dove si è esibito sul palco del Sottotetto Club lo scorso 25 settembre. Nonostante ogni volta si percorrano chilometri su chilometri per raggiungere questi straordinari eventi, una volta messo piede dentro il club si respira già l’odore di casa: profumi familiari, volti noti, sorrisi amici e tante buone vibrazioni nell’aria. Mentre Pier Tosi delizia i presenti con le selezioni pre-show, tra la folla si individuano vari artisti della scena come Lion D, Nico Royale, Bizzarri e, se non ho visto male, pure Lampa Dread. La bellezza della reggae music è anche questa e non smetterò mai di dirlo: artisti affermati che assistono ai concerti di “colleghi”, tranquillamente mischiandosi tra il pubblico; lo stesso pubblico che al prossimo concerto sosterrà questi artisti sul palco.

Nonostante i buoni propositi di iniziare presto, il locale stenta a riempirsi “colpa” anche del giovedì sera che per molti significa lavoro nel giorno successivo. E così gli orari previsti si sballano subito, anche se a noi non dispiace ascoltare ancora le selezioni del sempre in forma Pier Tosi che ci propone brani che svariano tra Bob Marley, Sizzla, Damian Marley e tanti altri big artist. Poco dopo la mezzanotte il palco inizia a riempirsi con i componenti della Black Soil Band, seguiti subito dopo dal mitico Dean Fraser che da anni accompagna con il suo sax mister Riley. Sul palco compare la prima ospite della serata, la bellissima e bravissima Alaine che presenta alcuni dei suoi brani: non conosco benissimo questa cantante, attiva da diversi anni, ma riesce a colpirci nel profondo. Il pubblico risponde presente e in tanti conoscono a memoria il testo di alcune canzoni come Better Than This (di cui è uscito il video i primi di settembre) e Without you.

Alaine lascia il palco e la Black Soil Band suona per alcuni minuti una classica intro strumentale. Arriva finalmente sul palco Tarrus Riley che viene accolto da un boato. Il giamaicano sorride, saluta il pubblico e dopo aver fatto un respiro profondo parte intonando “He’s never satisfied no matter how hard she tries to make him feel like a king” che sono le prime parole di Getty getty no wantee. Si apre così la seconda tappa italiana di Mr. Riley. I ritmi si fanno subito più veloci con Love’s Contagious, altro classico del suo repertorio e non può mancare uno dei suoi più noti brani come Protect the People che infiamma la massive: il brano è intervallato per alcuni istanti da Let’s do again, canzone di J Boog che spesso i due cantano insieme sul palco, per poi riallacciarsi nuovamente con il sound di Protect the people. Singy Singy, nonostante lo spazio sul palco non sia molto, non sta mai un attimo fermo e spesso coinvolge anche gli altri membri della band. Anche Dean Fraser si lascia coinvolgere e salta come mai non lo avevo visto. Da citare anche Glen Browne, bassista della band, che riesce a catturare le attenzioni su di se e sulla sua pacata presenza che sembra avere un qualcosa di mistico. Tra i tanti brani proposti ci sono anche Worldwide rebellion, Wild fire, She’s royal, One two order e Good girl gone bad. Non mancano neanche le canzoni del nuovo album Love Situation: ricoridiamo 1 2 3 I Love you e Dem a watch con super chiusura dub.

Si passa da un tributo a Buju Banton, con l’esibizione di Untold stories, ad altri classici come Sorry is a sorry world e Gimme likkle one drop. Tra un Jump, un Are you feeling e una stretta di mano con i primi della fila sottopalco, il concerto si va concludendo. C’è tempo per un breve bis e sopratutto per salutare i fans e dare appuntamento pochi minuti dopo all’esterno del locale per foto e autografi.



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