La Giamaica e il reggae straniero che non viene trasmesso

La Giamaica è la terra della musica reggae e su questo non si discute. I migliori artisti della scena sono giamaicani e da sempre insegnano al resto del mondo come creare la giusta vibrazione. E, come logico che sia, chi si è inventato un genere musicale e sa fare bene il proprio lavoro, non ha intenzione di ascoltare gli insegnamenti di altri.

È questo quello che accade oggi sull’isola, come racconta il produttore Aldin ‘Smood Face’ Taylor in un’intervista per il Jamaica Observer. In particolare si pone l’attenzione sul mercato britannico e di come quest’ultimo venga snobbato sull’isola. Artisti noti in Inghilterra, capaci di sfornare hit di grande successo nel loro paese, non vengono minimamente considerati nella terra madre della musica in levare.

Fra gli esempi più lampanti c’è Stylo G che in Inghilterra ha ottenuto un grande successo con brani come Soundbwoy, Badd e Move Back. Il cantante nativo di Spanish Town ha anche recentemente vinto il Mobo Award per il reggae ma ancora non riesce ad imporsi nella sua terra natale. Anche Krishane Levy, figlia del grande Barrington Levy, non sta ottenendo un buon riscontro in Giamaica nonostante in Inghilterra è riuscita a piazzarsi alla posizione 27 della classifica dei singoli più venduti, con il brano Drunk and Incapable.

Taylor, che nel Regno Unito ha prodotto artisti come Gappy Ranks, Stylo G, Gyptian, Alkaline e Kalado sostiene che per far conoscere in Giamaica la musica britannica, ci vuole della promozione che non c’è: “Penso che se gli artisti trascorressero del tempo in Giamaica a promuovere se stessi, potrebbero diventare famosi in Giamaica. Tutti hanno bisogno della spinta giusta ma manca la promozione” ha detto Taylor aggiungendo anche “mi rifiuto di dare bustarelle per un po’ di promozione“.

Dei problemi della promozione della musica in Giamaica non è la prima volta che se ne parla e sicuramente qualcosa che non funziona ci deve essere. Un problema che vale per gli stessi giamaicani: ricordiamo infatti il gesto estremo del giovane deejay Nuffy che, pochi mesi fa, aveva minacciato di suicidarsi buttandosi dalla nota torre Zip FM. È impensabile che solo chi ha i mezzi economici possa provare ad emergere, portando frustrazione e gesti estremi in chiunque non possa permettersi di pagare per trasmettere i propri brani in radio. Un qualcosa che dura ormai da decenni e ricordiamo che anche Bob Marley e gli Wailers dovettero andare di radio in radio a minacciare (c’è chi parla anche di pistole) i vari deejay radiofonici per poter trasmettere le proprie canzoni.

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