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Il reggae contro l’ebola: la musica come prevenzione

La musica non è ancora considerata un metodo curativo anche se in tanti contesti aiuta a migliorare le condizioni di un soggetto con problemi di salute. In particolare studi sulla musica reggae, hanno dimostrato come possa portare ad effetti positivi.

Anche in un momento così delicato per l’Africa, colpita dal virus dell’ebola che sta facendo vittime in tutto il continente e non solo, la reggae music si schiera in prima linea. Ovviamente non come cura ma come mezzo di prevenzione. È infatti questo lo scopo di un collettivo di artisti che hanno deciso di realizzare un progetto che aiuti ad arrestare il contagio, diffondendo in musica le norme igieniche da seguire.

Il brano si chiama Africa stop Ebola e propone un testo in francese e in diversi dialetti africani come il maninka o lingala: un modo, come hanno sottolineato gli autori, di far arrivare questi consigli a più popolazioni e sopratutto a chi non sa leggere. Nella canzone, oltre a preziosi consigli da seguire, viene espressa la vicinanza al popolo africano in modo che non si senta solo in un momento così critico. Non mancano inoltre accuse come era già successo nel brano Ebola realizzato da Sizzla in cui si scaglia contro il sistema e in cui sostiene che il virus sia un prodotto di laboratorio.

Al progetto ideato da Carlos Chirinos, un professore della New York University specializzato in musica, radio e cambiamenti sociali, hanno aderito i cantanti africani Tiken Jah Fakoly, Amoud e Mariam e Didier Awadi. Il testo è stato scritto da Kandi Kora e Sekou Kouyaté. Qui di seguito vi proponiamo il video.

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