BrazilUP!: intervista ai Mato Seco, il reggae roots brasiliano

Eccoci arrivati al secondo appuntamento della rubrica BrazilUP!, a cura di Totinho. Nato in Sicilia, formatosi a Bologna, conta diverse esperienze in giro per il mondo. La sua patria adottiva é il Brasile, da lí ci delizierá con tanti piccoli assaggi delle migliori vibes del momento.

É il 6 marzo 2015 e al Curitiba Master Hall si tiene l’Incontro delle Tribú di Jah. Ospiti di chiusura del festival sono i Mato Seco che siamo riusciti a intervistare prima del loro show. Il clima é conviviale e all’intervista partecipa tutta la band con il cantante Rodrigo Piccolo che fa da portavoce.

Totinho: Chi sono i Mato Seco, da dove vengono e cosa li rende tali?
Mato Seco: Siamo quasi tutti amici di infanzia, cresciuti a San Caetano, nei pressi di San Paolo. Nel 2002 mettemmo su una band ispirandoci a Edson Gomes, Tribo di Jah e ai The Wailers. La maggior parte di noi ha imparato a suonare da autodidatta. Venire da San Paolo rappresenta un segno distintivo per ció che riguarda il mix culturale. Io sono discendente di Italiani, lui di giapponesi, lei di africani… tutto ció ci arricchisce molto e caratterizza il nostro sound.

T.: Come si colloca la vostra band nello scenario del Reggae Brasiliano?
M.S.: Abbiamo tenuto lives dappertutto, i nostri sostenitori si identificano con la nostra musica e grazie a Jah ci considerano oramai come punto di riferimento del Reggae.

T. : Progetti recenti e futuri?
M.S.: Nel 2014 abbiamo realizzato il tour “Marley Experience” con la produzione di un vídeo e di alcune cover di Bob. Entro il 2015 realizzeremo un dvd e il nostro quarto album.

T.: Una cosa interessante che ho visto sul vostro sito é il fatto di poter scaricare per intero i vostri album…
M.S.: Qui in Brasile la cultura é molto segregata e non tutti ne hanno acesso. Sin dall’inizio abbiamo deciso di autoprodurre la nostra musica liberamente col proposito di sommare energie e diffondere la parola di Jah.

T.: Possiamo affermare che i Mato Seco si mantengono coerenti coi propositi iniziali: pace, amore e cultura?
M.S.: In realtá non siamo cambiati, la lotta si intensifica e si trovano nuove forme di azione per continuare nello stesso cammino. Uno dei nostri lemmi é quello di trasformare la parola in azione per aiutare chi ha meno privilegi e manifestare l’amore. Sommando la forza di tutti, anche con piccoli gesti, si puó aiutare chi é piú bisognoso.

T.: Condividete ció anche con altri artisti?
M.S.: In Brasile siamo molto legati ai Nazireu Rupestre. Negli anni abbiamo maturato una solida amicizia con i Groundation, aprivamo i loro concerti. Nel nostro ultimo album “Seco e ainda vivo” uscito nel 2013, Marcus Urany ha partecipato alla realizzazione di “Gueto do mundo”. Anche Max Romeo é presente in “Like a Lion”. Inoltre il Giamaicano Errol “Flabba” Holt, ha curato la produzione artistica dell’intero album.

T.: Che mi dite della vostra casa discografica?
M.S.: Purtroppo viviamo in un paese in cui l’ignoranza regna e solo determinati tipi di musica vengono privilegiati, non c’é d’aspettarsi che qualcuno arrivi e ci aiuti. Dunque autoproduzione sempre, attraverso la nostra etichetta “Homem do Mato”.

T.: Quale é la canzone che più vi rappresenta?
M.S.: Pedra Pesada. É diretta e semplice. Ha riscosso molto interesse anche sui media e su Mtv.

T.: Dove vi piacerebbe suonare all’estero?
M.S.: Bhé la Jamaica é un’utopia per qualsiasi band del genere, mentre l’Europa ci affascina per festival come il Rototom. In realtá siamo amici di Alborosie con cui abbiamo condiviso palco ed energie in diverse occasioni qui in Brasile… Magari ci invita ad andar in Italia con lui.

T.: Dove vi vedete tra 10 anni considerando che la vostra età media é di 28 anni?
M.S.: Continuare a fare musica in maniera sempre piú intensa per denunciare gli scandali che sconvolgono il Brasile e il mondo. Molte volte del Brasile viene mostrato solo il lato divertente e pulito, ma come ad esempio stiamo vedendo con gli scandali che riguardano la Petrobras (Impresa petrolífera nazionale) molte persone non hanno acesso alla dignitá umana a causa dell’avarizia di pochi.

T.: Mi pare un ottimo proposito… Un grande in bocca a lupo!
M.S.: Ciao e a presto alla massive italiana!

Grazie a Gió per il supporto ed a Wesley per le foto.

www.matoseco.com.br

Brazil UP è la rubrica reggae dal Brasile a cura di Totinho

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