One Love Festival #1: report foto e video Rhomanife, Ken Boothe e Junior Kelly

Irie Irie amici del One Love Festival. Con la prima giornata di concerti che è andata in archivio, si apre il nostro diario giornaliero, un appuntamento quotidiano per tutta la durata del festival che vi racconterà la giornata appena trascorsa al Camping Girasole.

Ad aprire la terza edizione del One Love World Reggae Festival sono stati i Rhomanife, band barese presente sulla scena da trent’anni e che ha proposto al pubblico i brani dell’ultimo disco In the Sky uscito nel 2013. Uno show che ha preso il via alle prime ore della sera e ha fatto da sottofondo anche a chi era appena arrivato al camping: quale miglior benvenuto di un po’ di buona e sana musica reggae italiana? E da una band italiana si è passati ad un’artista italiano con Andy Mittoo, annunciato in lineup solo pochi giorni fa, che ha avuto il compito di scaldare ulteriormente la massive. Un artista a tutto tondo che negli anni ha collezionato collaborazioni con importanti figure della musica reggae come Derrick Morgan, Dennis Alcapone, Chris e Alton Ellis solo per citarne alcuni.

Dalla voce, Andy Mittoo, si è spostato alla tastiera e insieme ai The Groove Makers hanno accompagnato il concerto della leggenda Ken Boothe. E proprio sul palco del One Love Festival si è aperto il tour europeo di Mr. Rocksteady che ha richiamato a Latisana fan da diverse parti d’Italia: concerto imperdibile visto che è stata e sarà l’unica data nel nostro paese. Completo blu e scarpe bianche con tanto di strass: è così che il cantante classe 1948 si presenta sul palco. Tra le varie canzoni proposte, riconosciamo When I Fall in Love brano del ’68 inserito nel disco Mr. Rocksteady ma il repertorio svaria tra i decenni della sua carriera. “La musica è un linguaggio universale” dice Ken Boothe sul palco, in apertura di concerto. E come dargli torto? Il pubblico lo acclama e lui non si risparmia e dopo un’ora di show, prima di lasciare definitivamente il palco, si deve sedere per riprendersi: caldo ed energia on stage, sono un mix che potrebbero abbattere chiunque ma non un giamaicano vero come il re del rocksteady.

L’alta temperatura si è fatta ancora più bollente quando sul palco si è presentato Junior Kelly. Il suo è stato un concerto esplosivo e coinvolgente che ha saputo intervallare energia e momenti più “low”. Il giamaicano si è dilettato tra classici brani come la hit Love So Nice e tra brani più recenti come No Dig It Up, singolo rilasciato ad inizio luglio e primo estratto del suo imminente nuovo album. E con un disco in uscita, per la precisione Urban Poet atteso per la fine dell’anno, si è ascoltato qualche novità che si è andata ad aggiungere ad una scaletta che ha visto proporre anche brani come Smile, Rasta Should Be Deeper senza dimenticare il tributo a Bob Marley con I Shot the Sheriff. Anche Junior Kelly termina il suo show stremato ma quando sembrava ormai uscito di scena, lo ritroviamo quasi in mezzo al pubblico, intonare le ultime note di uno show fantastico. Super emozione ritrovarselo, inaspettatamente, a neanche trenta centimetri.

Qui di seguito una gallery della prima giornata, seguita dai video dei concerti di Ken Boothe e Junior Kelly.

Foto, video e recensione a cura di Andrea Izzo (leggi il diario day by day anche su onelovefestival.it)
Foto Rhomanife di Giulio Siroli

 

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