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Africa Unite live al Flowers Festival: il nostro report fotografico

Per la seconda serata reggae del Flowers Festival, in scena giovedì 23 luglio, non poteva mancare una band di casa: in questo caso il concerto, organizzato in collaborazione con la Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza (SIMEU), per fortuna ha goduto di un tempo che non ha regalato acquazzoni imprevisti come la sera precedente.

La cosa che lascia sempre sorpresi ai concerti degli Africa Unite è, oltre all’energia della band, in particolare del percussionista Papa Nico, l’elevata eterogeneità del pubblico: infatti tra la folla si possono trovare sia ragazzi sia famiglie con tanto di bambini. A precedere gli Africa sul palco questa volta non c’è una band, ma un gruppo di dottori della SIMEU che stanno portando avanti una campagna di sensibilizzazione contro gli attacchi di cuore.

Capiamo che sta per iniziare il concerto quando le luci sul palco si spengono, e si leva una musica di violino sulle note di ‘L’Attacco al Tasto’ (la versione prodotta assieme agli Architorti), che però funge solo da introduzione. I musicisti prendono posto e, sotto una pestante batteria, comincia ‘L’Esercito con gli Occhiali a Specchio’ e la folla esplode in un boato. I brani si succedono velocemente: pezzi  che abbiamo imparato a conoscere negli anni come ‘Il Mistero del Numero Scomparso’, ‘Amantide’, ‘La Storia’, ‘Così Sia’ e ‘Il Partigiano John’ si alternano alle ultime canzoni contenute nell’album “Il Punto di Partenza” come ‘Pure Music Today’, ‘Riflessioni’, ‘L’Attacco al Tasto’ e ‘La Teoria’ e ‘Thanx and Praises’, quest’ultima dedicata (come raccontato dallo stesso Bunna) al pubblico.

Ad un certo punto viene invitato sul palco Cesare Vodani, ideatore, assieme a Bunna e Madaski, del testo di ‘Notti’, brano contenuto nell’album “Vibra” e che in questa occasione ripropone una “versione aggiornata”, con tanto di invettive contro Salvini, la TAV, la chiusura dei Murazzi, da sempre uno dei più importanti centri di aggregazione e della movida torinese, e molte altre tematiche attuali. Abbiamo ancora il piacere di sentire brani come ‘Baby Jane’, ‘Ruggine’ e ‘Sui Miei Passi’ ma è ancora troppo presto per concludere il concerto: infatti dopo pochi minuti e sotto l’insistenza della massive, la band torna sul palco intonando ‘Salmodia’ ed un altro paio di brani prima di chiudere in bellezza con ‘U Man Rights’ e salutare la folla, come in ogni loro concerto, con un inchino.

Report a cura di Francesco Palazzi
Foto a cura di Francesco Palazzi e Valeria Fattori

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