One Love Festival #7: report foto e video Anima Caribe, Sisyphos e Bunny Wailer

Giorno storico al One Love Festival dove sul main stage arriva la leggenda Bunny Wailer. Un giorno non casuale per il reggae e per il cantante giamaicano: il 23 luglio 1892 nasceva Hailè Selassie, il Re dei Re, il Leone conquistatore della tribù di Giuda, il Signore dei Signori. Per questo l’appuntamento era doppiamente imperdibile, visto che cadeva in un giorno così speciale per tutti i rastafariani.

E l’omaggio di Bunny Wailer sul palco non tarda ad arrivare: il primo brano proposto è Rastaman Chant, un canto nyabinghi che fa venire i brividi al numeroso pubblico accorso al Camping Girasole. Neville O’Riley Livingston, questo il vero nome del cantante, si presenta in completo bianco con alcuni dettagli verdi, gialli e rossi, con i dread raccolti e con indosso occhiali scuri che lasciano comunque intravedere il suo sguardo. Dopo il debutto in Italia nel 2009, nell’ultima edizione italiana del Rototom Sunsplash e dopo una data esattamente un anno fa, quello andato in scena al One Love Festival è stato il terzo concerto italiano in assoluto di mister Bunny Wailer: una rarità vederlo nel nostro paese e per questo motivo, lo show era di quelli imperdibili che ti rimangono impressi nella mente per tutta la vita.

Tra i brani proposti non è mancato il classico Blackheart Man, title track del suo primo disco da solista e pubblicato nel 1976. Grande coinvolgimento anche con Love Fire e Cool Runnings ma, come era prevedibile, il pubblico era in estasi quando sono stati eseguiti brani degli Wailers e quando Bunny Wailer ha omaggiato Bob Marley: No Woman No Cry, Trenchtown Rock ed Easy Skanking. I quasi settanta anni ed un caldo micidiale, hanno stremato l’unico Wailers rimasto in vita che ha rinunciato al bis: alcuni fortunati sono riusciti anche a scattarsi una foto con la leggenda ma dopo un paio di foto, la stanchezza si è fatta sentire e, a bordo di un pulmino, Bunny Wailer ha lasciato il One Love Festival tra gli applausi della gente che si era accalcata per una foto o un autografo.

La giornata era stata aperta precedentemente dagli Anima Caribe, formazione vicentina che sul palco ha portato con se diversi amici come Pidduck, Zethone, K DeBridge e Lethal V. Lo spettacolo ha proposto brani dell’ultimo album Rallenta il tuo Respiro tra cui La Regola, prima di lasciare spazio agli altoatesini Sisyphos. I giovani ragazzi del Sudtirolo hanno fatto sentire al pubblico del One Love Festival il proprio genere: un reggae particolare che mescola ritmi in levare a sonorità dub ed elettroniche, proponendo brani del loro album di debutto Travel Wide come ad esempio la title track, una delle canzoni più note e cantante dal pubblico presente.

Qui di seguito una gallery della settima giornata, seguita dal video del concerto di Anima Caribe e Bunny Wailer.

Foto, video e recensione a cura di Andrea Izzo (leggi il diario day by day anche su onelovefestival.it)

 

 

 

 

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