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Campovolo Reggae Fest #2: report foto e video Protoje, Lion D e Rootical Foundation

Dopo una prima giornata fantastica con Alpha Blondy, Raphael e Empatee Du Weiss, la seconda serata del Campovolo Reggae Fest non è da meno. L’ingresso gratuito all’area concerti e i suoni in levare attira anche il pubblico che era giunto a Festareggio per una serata tranquilla ma che si è ritrovata a scoprire e ballare la musica reggae.

In perfetto orario ecco on stage i Rootical Foundation, reggae band di Milano che ha alle spalle un gran bel disco dal titolo Reload. Il loro genere è un roots che ti entra nell’anima e per chi è amante di quei suoi, deve assolutamente cercare ed ascoltare i loro brani. Dal vivo lo spettacolo non è da meno e mentre ci avviamo dall’area tende al sottopalco si viene subito catturati e coinvolti da quel ritmo che è impossibile non ballare. Nonostante lo svantaggio di essere i primi ad esibirsi e considerato l’orario, il pubblico non fa mancare il suo sostegno. Davvero bravi e speriamo di rivederci presto.

Allo show dei milanesi segue il concerto di un altro pezzo grosso del reggae italiano. Ecco sul palco Lion D accompagnato dai Sound Rebels, in cui figura ormai da tempo anche Piero Dread. Lo show dell’artista italo-nigeriano è una miscela tra brani del suo ultimo album Heartical Soul come Ruff Inna Town ed Heartical Luv ma anche canzoni più datate dell’album Bring Back the Vibes, ad esempio Babylon, e singoli precedenti come Laba Laba, cantato da tutto il pubblico. Lion D mette sul palco tutta la sua carica e chi cerca un concerto movimentato ed energico non rimane deluso, neanche quando lo stage viene lasciato al bravo Piero Dread che si esibisce in Turn Up the Radio. Ritroveremo tutti nell’area dancehall con ai controlli Bizzarri Sound.

La serata sul palco principale procede con l’arrivo dell’artista internazionale della serata: Protoje. Accompagnato come in tutti i suoi concerti dai The Indiggnation Band, il cantante giamaicano propone uno show identico a quello che avevamo visto un mese prima anche se appare in forma decisamente migliore. Si parte subito forte con I&I che è il primo brano proposto. Lo show prosegue poi con brani che hanno reso noto Protoje in tutto il mondo come Who dem a program, Kingston be wise, Who Knows e canzoni del suo ultimo album Ancient Future come Stylin, Bubblin e Criminal. Non manca poi di rendere omaggio ai grandi artisti della prima generazione del reggae, proponendo Police In Helicopter di John Holt, ma anche della seconda generazione giamaicana citando Chronixx e Jesse Royal.

Il Campovolo Reggae Fest per noi si chiude qua: la prima edizione ha avuto un grande successo e speriamo possa ripetersi anche il prossimo anno con altrettanti nomi di rilievo e qualche miglioramento sopratutto nell’area campeggio. Lo spirito è quello giusto e come primo anno c’è solo da fare i complimenti a chi ha organizzato.

Foto, video e recensione a cura di Andrea Izzo

 

 

 

 

 

 

 

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