Polizia e promotori impediscono a Beenie Man ed altri di esibirsi: la triste fine dello Sting

Lo abbiamo sempre definito come uno degli eventi più attesi dell’anno in Giamaica. Questo perché lo Sting nelle precedenti trenta (ed oltre) edizioni è sempre riuscito a catturare l’attenzione di appassionati e curiosi di tutto il mondo. Un evento di una giornata che dalla sera del 26 dicembre va avanti fino alle luci del giorno seguente. Una sorta di grande festival con una lineup che porta sul palco, in poche ore, i migliori artisti dancehall e che ogni anno proponeva un clash che per cultura e tradizione dello Sting non poteva mancare.

Quest’anno, quando abbiamo letto “niente clash”, siamo rimasti un po’ increduli perché infondo era quello il momento più seguito ed interessante. Un qualcosa che andava oltre la musica, di non programmato, che faceva schierare il pubblico da una parte o dall’altra. Negli ultimi anni però i limiti erano stati superati abbondantemente e così il clash dello Sting è stato etichettato come violento e di conseguenza cancellato. Effettivamente quanto successo nell’edizione 2014 non aveva niente a che fare con la musica e la decisione di rinunciare, almeno per quest’anno, al clash poteva essere una scelta condivisibile con la consapevolezza che era grande il rischio di un insuccesso.

L’edizione 2015 sarà ricordata come un bel ritorno al passato ma anche come un clamoroso flop organizzativo. Sul palco si sono esibite leggende del passato come Frankie Paul, Little John e, intorno alle tre del mattino, il trio di donne composto da Lady G, Lady Junie e Lady P che hanno fatto gustare al pubblico un po’ di dancehall old school. Questi sono solo alcuni dei nomi delle “vecchie glorie” che si sono esibite e anche su questo il pubblico ha avuto da ridire: “Hanno proposto gran parte di artisti ‘anziani’ quando sanno benissimo che il pubblico dello Sting è giovane e che la gran maggior parte di noi non era neanche nato quando questi artisti erano al successo“.

Questo però è niente in confronto a quanto poi accaduto intorno alle 6.15: mentre sul palco si stava esibendo Starface, la polizia ha fatto irruzione sul palco facendo terminare lo show in anticipo. Non è ancora chiaro il motivo vero e proprio, oltre al “motivi di sicurezza” che è stato citato dalle forze dell’ordine. Pare però che la brusca interruzione sia stata dovuta all’elevato numero di imprecazioni che i vari artisti hanno fatto sul palco. Organizzatori e polizia erano stati chiari fin da subito sul fatto che non avrebbero tollerato male parole: forse è per questo che in lineup c’erano così tanti artisti del passato che facevano musica senza un linguaggio “osceno”. Così quando Starface ne ha sparata una dietro l’altra, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha decretato la fine anticipata dello show.

Quel che è certo è che lo Sting 2015 rimarrà come l’edizione peggiore di sempre e non sappiamo se mai riuscirà a riprendersi, come un poliziotto ha commentato poco dopo l’accaduto. Verso i promotori dell’evento adesso vengono puntati tutti i diti: il pubblico invoca a gran voce il rimborso completo dei biglietti mentre gli artisti parlano di organizzazione e pianificazione imbarazzante. L’interruzione da parte della polizia non ha infatti permesso a numerosi headliner di esibirsi, uno su tutti Beenie Man ma anche Elephant Man, Ninja Man e Gully Bop. Sono inoltre saltate le performance di Tanto Blacks, Vershon, Devin Di Dakta, Quick Cook, Merciles e Razor B.

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