Il Rototom Sunsplash apre ad un ritorno in Friuli

L’eventuale ritorno del Rototom Sunsplash in Italia è uno degli argomenti più discussi del nuovo anno. In queste prime settimane del 2016 si sono infatti susseguite una serie di voci e di dichiarazioni che potrebbero portare ad un clamoroso ritorno in Friuli di quello che oggi è considerato uno dei più grandi ed importanti festival reggae del mondo.

Dopo l’apertura del sindaco di Tramonti di Sotto ad accogliere il festival e la successiva dichiarazione di Giulio Lauri di Sel e la mozione depositata per riportare il Rototom in Friuli, arrivano le prime parole di chi diversi anni fa è stato obbligato ad andarsene, per la gioia di tutti gli spagnoli. Con un lungo post pubblicato sul suo profilo facebook, Filippo Giunta ha aperto uno spiraglio ad un eventuale ritorno: “La voglia di una rivincita (morale) e la voglia di far conoscere ai più giovani che cos’era (e che cos’è ancora oggi) il rototom è veramente tanta. Se le cose dovessero/potessero cambiare: noi ci saremmo“.

Un’apertura che sicuramente fa piacere ma sappiamo tutti che la situazione è molto più complicata, come ha riferito lo stesso Giunta in apertura del post: “Ringrazio sinceramente tanto le persone che stanno facendo la loro lotta contro i mulini a vento per riportare “l’essenza del rototom” in Friuli. Credo che siano in buona fede e meritino tutta la nostra gratitudine. Purtroppo già adesso le posizioni ambigue di chi dichiara “va bene il rototom a patto che le forze di polizia tornino a fare quello che hanno fatto” ci fanno capire che sotto tutto questo “consenso” si nasconda un mare di ipocrisia. Se siamo andati in Spagna è perchè proprio le forze dell’ordine hanno trattato male la nostra gente! Ce ne saremmo fregati della mancanza di appoggio politico (per quei 4 soldi che ci davano…), avremmo sopportato l’idiozia delle notizie infamanti pubblicate di continuo sui giornali, ma quello che non abbiamo potuto tollerare è stata la persecuzione perpretrata ai danni di chi veniva al festival sperando di trovare un ambiente di pace e di armonia. Temo che purtroppo le cose le ritroveremmo tali e quali come le abbiamo lasciate. Non fosse così… saremmo pronti a stupirvi!

In tantissimi sperano che la situazione possa davvero cambiare ma in pochi sono fiduciosi. La situazione, così come descritta da Giunta, sembra essere identica a quella del 2010 quando il Rototom fu accolto da Benicassim e dove in pochi anni è diventato un punto di riferimento per appassionati reggae di tutto il mondo. “Emancipatevi dalla schiavitù mentale, solo noi stessi possiamo liberare le nostre menti” cantava Bob Marley: e finché tutte le menti di chi ha contribuito a mandare via il festival dall’Italia non saranno finalmente libere, è improbabile pensare di poter rivivere le vibrazioni che ci ha regolato per anni il parco del Rivellino.

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