Roots & Culture #7: I Roy

Roots & Culture prosegue l’obbiettivo di ripercorrere le vite e le carriere musicali di chi ha contribuito all’evoluzione e alla diffusione della musica in levare. Protagonista del mese di ottobre è I Roy, uno dei dj più prolifici emersi all’inizio degli anni ’70.

Nato come Roy Samuel Reid il 28 giugno del 1949 a St. Thomas, in Giamaica Reid riuscì a coltivare la passione della musica grazie allo stipendio che percepiva come contabile presso il Ministero delle Finanze del Governo giamaicano. Nel 1969, inizia a lavorare per il Son’s Junior sound system di Harry Mudie, producer per cui registrerà pezzi come The Drifter, Heart Don’t Leap e Musical Pleasure sotto il nome di I- Roy, in risposta scherzosa a quello di U-Roy.

Dopo la separazione da Mudie, Roy lavorerà per il Home Town Hi-Fi di King Tubby e collaborerà con diversi produttori sotto contratto con la Island tra cui Bunny Lee, Derrick Harriott, Rupie Edwards e Lee Perry; su tutti però, sarà la partnership con Gussie Clarke ad essere la più prolifica, come dimostrano le diverse hit contenute nell’album di debutto Presentig I-Roy del 1973.

Con Buck and the Preacher e Monkey Fashion, contenute nel secondo album autoprodotto Hell and Sorrow, I-Roy si trasferirà a Londra: qui nascerà The Many Moods of I-Roy che consoliderà la crescente fama del deejay, grazie anche alle numerose esibizioni dal vivo accompagnato dal gruppo inglese Matumbi. Un anno dopo la permanenza in Inghilterra, ritornerà in Giamaica per lavorare con Jojo Hookim di Channel One e per sfornare grandi successi come Welding, grazie a cui venne nominato produttore interno dello studio.

Considerato uno dei deejay più colti ma anche uno dei più sarcastici, Reid trascinò ironicamente l’amico Prince Jazzbo in un clash da cui nacquerò Straight to Jazzbo’s Head e Straight to I-Roy’s Head, Jazzbo Have Fe Run e Gal Boy I-Roy a cui si unirà anche Derrick Morgan in I Roy The Chiney Commer Around.

Nel 1976 I-Roy firmerà un contratto di cinque album con la Virgin Records, tra cui Heart Of A Lion, considerato uno dei migliori nella sua carriera. Con il passaggio alla dancehall degli anni ’80 la popolarità dell’artista iniziò a declinare: i primi problemi correlati furono quelli economici che lo porteranno a vivere lunghi periodi senza dimora e a chiedere l’ elemosina ai turisti. All’inizio degli anni novanta cercò di costruire il suo studio personale in Spanish Town che, in mancanza di fondi, non venne mai completato.

I tentativi per aiutarlo fuorono diversi quanto inutili: Leroy Mafia del duo inglese Mafia & Fluxy organizzerà uno show a scopo di raccogliere fondi per poter inviargli delle cure mediche.
I-Roy morirà di attacco cardiaco all’età di cinquatacinque anni, nell’ospedale di Spanish Town il 27 novembre del 1999, a circa un mese dall’uccisione di uno dei suoi figli in una prigione giamaicana.

Di seguito la discografia ed alcune delle traccie più significative.

1973 Presenting I Roy e Hell And Sorrow
1974 Many Moods Of I Roy
1975 Truths And Rights e Step Forward Youth (con Prince Jazzbo)
1976 Crisus Time, Dread Baldhead e Musical Shark Attack
1977 Can’t Conquer Rasta, Heart Of A Lion e The Best Of I Roy
1978 Exodus Chapter II, Hotter Yatta, The Godfather eWorld On Fire
1979 African Herbsman, Cancer, The General e Spider’s Web
1980 Sunset At Moonlight City (con Derrick Morgan), Ten Commandments eWhap’n Bap’n
1981 I Roy’s Doctor Fish
1983 Outer Limit
1986 The Classic I Roy

Deep & Heavy

Black Man Time

Roots Man

Welding

Money Worries

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