Alborosie a Panorama: “A settembre nascerà mio figlio, si chiamerà Marco Mosaja”

Mentre il tour per portare in giro “Sound The System” è già bello che iniziato, Alborosie rilascia un’intervista a Matteo Politanò per Panorama.it.
Al racconto del nuovo disco, delle scelte e delle influenze, si mischiano un po’ di curiosità: il figlio in arrivo, la passione per la pesca, l’opinione sulle nuove leve e qualche frecciata a Snoop Lion. Ecco i passaggi più interessanti:

Tu hai detto di aver ritrovato la passione per la musica quando hai smesso di rincorrerla. Dopo una carriera ventennale quale è il tuo legame con lei?
Ho imparato a non prenderla più troppo sul serio. La musica è femmina e come tale te ne innamori e puoi perdere la testa. Quando ci sono donne belle e dannate può succedere di tutto e lei è una di queste. La musica ha portato nella mia vita gioia e dolore ma adesso so prenderla con i piedi di piombo senza dare tutto per scontato. Mi sento come in barca, finché c’è vento continuo a navigare.

A settembre nasce tuo figlio e vivrà in Giamaica, come ti stai avvicinando a questo momento?
Adesso non saprei risponderti, te lo dirò quando nascerà. Quando lo prenderò in braccio la prima volta credo che tutto sarà diverso. Di certo in vent’anni di carriera è la cosa più bella che mi è successa. Più di ogni premio e di ogni spettacolo dal vivo ricorderò la sua data di nascita. Si chiamerà Marco Mosaja.

Da padre continuerai la carriera musicale come hai fatto fino ad oggi?
Bella domanda. Come gestirò la mia carriera dopo la nascita di mio figlio? Me lo sono chiesto spesso ma non ho ancora affrontato la questione. Naturalmente voglio crescerlo e voglio che la figura paterna sia presente nella sua vita fin dall’inizio. Allo stesso tempo lavorare è importante e non posso smettere. Credo che presto mi siederò ad un tavolo con il mio manager per valutare tutte le possibilità. Adoro la musica ma la mia vita sta per cambiare e io non vedo l’ora che accada…

Come va con la pesca? Ci dicono che sei appassionato…
Vado a pescare diligentemente ancora oggi. Prendo i pesci ma soprattutto stacco dalla quotidianità, per me la pesca è anche meditazione. Vengo da una famiglia di pescatori e non ho mai smarrito il legame con il mare, la spiaggia e il vento… Continuo ad essere un uomo del sud, l’amore per le onde mi pulsa dentro.

Cosa ne pensi del nuovo fenomeno giamaicano Tommy Lee Sparta?
E’ un periodo nel quale escono molti giovani volenterosi che però mi sembrano più fenomeni del momento. Per fare una carriera bisogna confermare le aspettative nel tempo, ora è troppo presto per valutare.

Al Gusto Dopa suonerai pochi giorni dopo Snoop Dogg, ora diventato Snoop Lion. Questo cambiamento ha portato anche tanti artisti hip hop a cercare sonorità più reggae. Tu come valuti la scelta di Dogg?
Sinceramente è una cosa che non ho capito. Io sono Alborosie e faccio reggae da 20 anni, lui è Snoop Dogg e non lo riconosco come Snoop Lion. Lo conosco e lo stimo artisticamente da parecchi anni ma non ho capito il senso di questa sua decisione, mi sembra dettata più dai soldi che da percorsi musicali e di vita. Per me resta Snoop Dogg, per anni ha fatto un genere per cui è stato apprezzato in tutto il mondo, ora sta cercando di trattare musica che non gli compete. Io continuerò a chiamarlo Dogg, l’artista rap. Poi ognuno è libero di fare le sue scelte per carità…

Mentre Pupa Albo chiacchiera, la Shengen Clan Band si gode Barcellona a ridosso del concerto all’Apollo: il batterista Fitzroy Green, il corista Keymar Williams e il tastierista, nonché trombettista, Antonio Tarantino si divertono e fanno divertire con una particolare versione a cappella di “Rock The Dancehall”. Ecco il video:

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