Anthony B rilasciato dopo l’arresto, racconta cosa è accaduto realmente

Si era diffusa ieri la notizia dell’arresto di Anthony B che secondo le prime notizie apprese era stato fermato per possesso di ganja e successivamente arrestato in Georgia. Oggi siamo qui a raccontare come sono andate le cose ed è stato proprio lo stesso Anthony B a raccontarlo telefonicamente in un’intervista rilasciata al famoso sito reggaeville.

Io stavo dormendo quando la polizia ci ha fermato. Quello che ho detto loro e poi durante l’interrogatorio, è che non sapevo quale fosse la legge in quello stato in relazione alla marjiuana. Non vorrei però dire di più, se non il fatto che credo nella giustizia. D’altronde per cosa mi batto da sempre se non per la giustizia?” ha detto il cantante. Ma cosa è accaduto precisamente? Anthony B e altre nove persone che con lui stanno portando avanti il tour americano sono state fermate poiché il pulman sul quale viaggiavano aveva i vetri oscurati, cosa che è vietata in alcuni stati Usa tra cui appunto la Georgia. Una volta fermati, la polizia ha trovato all’interno del furgone cinque grammi di marjiuana: stando sempre alla legge in vigore in quello stato, il possesso di ganja equivale alla volontà di spacciarla.

L’artista e gli altri membri del gruppo sono stati quindi arrestati (il 27 gennaio) e rilasciati nella giornata di sabato dopo il pagamento della cauzione. Adesso però bisognerà vedere cosa accadrà, visto che in Georgia per questi reati si rischia da uno a dieci anni di reclusione. Lo stesso artista e la sua agenzia hanno ancora ribadito che non sono in pericolo le date del prossimo tour europeo.

Nella restante intervista (che potete leggere per intero a questo link), Anthony B ha poi aggiunto: “Noi siamo Rasta e per noi la ganja è un sacramento. Nella chiesa cattolica bruciano l’incenso, mentre noi bruciamo la marjiuana, io spero che questo aspetto essenziale per noi venga compreso anche dalla giustizia americana. Se questa cosa fosse successa a Peter Tosh cosa avrebbe detto? Di certo, legalizzatela. Quando decidi di camminare nel sentiero tracciato da Peter Tosh, allora devi aspettarti di tutto. Ogni volta che torno in Jamaica, sono in tanti a dire che verrò ucciso e questo perchè proprio come Tosh, combatto il sistema politico. Dobbiamo credere nelle nostre battaglie. Io non diffondo cose illegali, io porto in giro radici e cultura. Comunico amore, pace e unità, questa è la reggae music e questo è quello in cui credo“.

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