Cornell Campbell: il ritorno di un “vecchio” leone. Recensione dell’album New Scroll

Cornell Campbell è uno degli esponenti della vecchia guardia di cantanti jamaicani, e in quanto tale ha vissuto in prima persona tutta l’evoluzione della musica del suo paese, dal rocksteady allo ska e al reggae. Ha iniziato giovanissimo presso gli studi di Clement Dodd, ha lavorato con gli Skatalites, ha fondato un gruppo, The Sensations con Jimmy Riley, per approdare poi come solista al reggae con una serie di album tendenti al lovers rock, anche se i testi sono per la maggior parte piuttosto consciouness.

Dopo qualche anno di silenzio, è uscito da poco un suo nuovo lavoro, “New Scroll” dove con la sua voce sempre molto vellutata e coinvolgente, scorre letteralmente una serie di classici riddim jamaicani, ovviamente con testi aggiornati ai nostri tempi, su basi roots, dove si parla di povertà e di diritti civili, “New scroll” e “People” , di sfruttamento “Weed out vampires” su una base steppers, di religione “Seek JAH love” forse uno dei momenti spirituali più alti del cd, con base molto gospel reggae, insieme a “Chant out” un vero e proprio rastafari chant, punteggiato da bellissime percussioni, da brividi lungo la schiena. Ovviamente i riferimenti alla “Holy Bible” dei rasta sono continui, e in molte parti dei testi sono riportate interamente delle frasi del libro sacro.

“Gun powder” è una bel rockers reggae, con un testo che si scaglia contro l’uso delle armi e delle armi, sottolineando il potere salvifico della musica, mentre “Walking in the rain”, sottolineata da una linea di basso molto elegante, e un momento più leggero e riflessivo, mentre “JAH Higway” invita a prendere la strada di Jah, per liberare lo spirito, la mente e il corpo, su una notevole base incalzante e ipnotica, quello che ci affascina da sempre di questa musica, la capacità di “prendere” l’ascoltatore e non mollarlo più!
L’album viene completato da 4 brani dub ed esattamente “New scroll dub”, “People dub”, “Weed out vampires dub” e Seek Jah love dub”. Momenti molto piacevoli all’ascolto con tutte le regole del dub perfettamente rispettate, effetti, brevi incisi cantati, basso e batteria estremamente presenti, eccellenti fiati, ritmo avvolgente.

Il vecchio leone torna alla grande, con un disco ben fatto ed elegante, e la voce di Cornell si integra perfettamente, donando quel tocco “in più” al tutto.

Emilio Chirico

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