Eventireggae intervista i Babamandub: “In mente già alcuni nuovi brani”

Eventireggae.it ha avuto il piacere di intervistare i Babamandub, gruppo reggae di Rovereto di cui vi avevamo già parlato mostrandovi il loro ultimo video di “Un’altra Civiltà“. Senza perdere altro tempo, vi proponiamo l’intera intervista che abbiamo realizzato, ringraziando ancora una volta per l’infinità disponibilità i ragazzi dei Babamandub.

 

1) Ciao ragazzi e benvenuti sulle pagine di eventireggae.it. Iniziamo subito l’intervista con una domanda mirata al vostro nome. Babamandub è una modifica di Bab el Mandeb, uno stretto dello Yemen. Perchè proprio questo posto? Cosa significa per voi?
Lo stretto di Bab el Mandeb  unisce l’Africa e L’Asia e per questo rappresenta bene l’idea di unione, di arricchimento da elementi diversi: la nostra attività musicale sin dai primi anni è stata contraddistinta da un tentativo di combinare varie inclinazioni stilistiche dei diversi componenti del gruppo  (naturalmente sotto il segno costante del reggae), nella convinzione che è solo l’incontro tra elementi diversi il segreto per il progresso (nel nostro caso progresso musicale).
D’altra parte noi proveniamo da una regione da sempre stretta tra due realtà nazionali. C’è chi rivendica le radici austriache  rinnegando la nazionalità italiana e chi invece  esalta quest’ultima disdicendo ogni legame con il passato asburgico. Tali persone non capiscono che è proprio il nostro essere contraddistinti da diversi elementi a renderci speciali, e dobbiamo essere fieri delle nostre contaminazioni senza rinnegare il passato o il presente. Siamo una terra di passaggio … come lo stretto di Bab el Mandeb, dove l’acqua del mare non smette mai di passare.
Per questo il nostro reggae non può dirsi certo tradizionale. Nell’intento di affrontare tutti i diversi stili del genere, dal roots al dub, cerchiamo sempre di introdurre nelle nostre canzoni elementi di rottura con la tradizione, proponendo a volte anche veri e propri brani sperimentali.

2) Venite della provincia di Trento (esattamente da Rovereto). Una città da cui provengono anche i Rebel Rootz e Anansi. Ormai il Trentino si sta affermando come una regione dalle positive vibrations? 
Questa vostra osservazione ci fa molto piacere, perché sta a significare che anche fuori regione si inizia a parlare di reggae trentino.
Quando abbiamo iniziato con i Babamandub nel 2002 la situazione era molto diversa in Trentino: le possibilità di uscire, anche solo dalla propria città, non erano molte, in quanto il reggae in regione non aveva ancora un seguito di massa, inteso non in senso commerciale ma in senso di movimento culturale (fenomeno non a caso indicato con la felice espressione  “massive”).
In quegli anni c’erano solo i Crisalide di Trento e gli eterni We & Them da Merano, storica band di livello nazionale attiva già nei primi anni ’90, veri e propri pionieri del reggae non solo in regione, e la Bomborasklat crew che offriva diversi eventi di rilievo.
Per quanto riguarda la nostra città, Rovereto, possiamo tranquillamente dire che siamo stati i primi a proporre questo tipo di genere musicale che ora, a diversi anni di distanza, ha visto il  proliferarsi di realtà una più interessante dell’altra, sia tra le band che tra i soundsystem. Molti hanno avuto durata solo temporanea, ma tra quelli che sono “resistiti” ci fa piacere citare la band Rebel Wave, mentre tra  i soundsystem ricordiamo  i precursori BangBass, protagonisti di questa svolta culturale non solo a Rovereto ma anche nella zona del Garda,  ed i più recenti  Radio Fontani e Dread Lion. Queste formazioni organizzano eventi con regolare frequenza ed il numero  delle persone partecipanti  di qualsiasi età è in costante crescita: ci fa piacere pensare  che per la  nascita di questo movimento reggae roveretano  sia stato importante anche il nostro contributo.
Nel resto del Trentino, come detto da voi, le positive vibration incominciano a farsi proprio intense: Anansi, con il quale abbiamo fatto collaborazioni live sin dal lontano 2005, haavuto un ottimo successo anche nazionale, i Rebel Rootz sono una bellissima realtà, mentre altri gruppi come Guanabana e Roots Reggae Band si segnalano per ottima qualità e costanza negli  anni.

3) Proprio a Rovereto avete partecipato qualche settimana fa al Rafanass Festival dove si sono esibiti anche i Mellow Mood. Che esperienza è stata per voi?
Per noi è stata la quarta volta al Rafanass e, nonostante ciò, è stata come le altre volte una grande emozione. La cosa più bella è stata vedere le numerose  persone che sono venute per sentirci nonostante l’orario (abbiamo iniziato alle 21.30..) e sono subito venute sotto il palco senza alcun bisogno di essere ripetutamente “richiamate”… è stata una cosa che ci ha fatto molto piacere.
Condividere il palco con realtà reggae di primissimo livello nazionale ci fai sentire parte del  movimento e, quindi, ci da stimoli per migliorare.  Festival reggae come il Rototom Sunspalsh, il Wintersplash, il Bornasco Reggae Festival, ai quali abbiamo partecipato negli anni, sono i  posti giusti per questo tipo di incontri: il Rafanass si inserisce di diritto ormai da anni tra queste manifestazioni di livello nazionale.
E’ un piacere vedere suonare dal vivo Mellow Mood e Train To Roots, hanno grande fantasia e gradi doti musicali.

 4) Parliamo del prossimo album. A quando l’uscita?
Il nostro terzo album “Un’Altra Civiltà” ufficialmente è già uscito ed è stato presentato proprio al Rafanass.Per l’uscita vera e propria nei negozi bisogna ancora aspettare qualche giorno, tutto è legato ai tempi di fabbrica. C’è stato anche  qualche problema dovuto ai tempi del periodo estivo ma credo che ormai siamo alle ultime curve. Comunque ai nostri concerti ci sarà la possibilità di averne una copia, insieme, naturalmente, al vecchio cd “Milioni di Persone”.

5) Qualche altra anticipazione?
Per il momento i nostri brani sono scaricabili su CDBABY. Un grazie alla casa editrice “Gulliver Studio” di Alex Carlin che ci ha curato la produzione, nonchè a Giacomo Plotegher e Mauro Andreolli che si sono occupati della registrazione e del mastering.
Tutti i brani di “Un’Altra Civiltà” hanno una loro storia per come sono stati creati, per come sono stati arrangiati e per il testo adattato alla base. Ci piacerebbe poter parlare di tutte le 10 tracce del cd, ma forse diventerebbe troppo lungo.
Ci soffermiamo, allora, su un brano in particolare, la traccia numero 2, “Johnny’s a Good Man”: la parte strumentale è stata fatta cercando di  avvicinarci il più possibile al  roots tradizionale, mentre il testo riprende come soggetti due personaggi della “letteratura” reggae, cioè Johnny (the “Good Man”) e Sheriff John Brown. Abbiamo messo uno contro l’altro questi due personaggi, come in una simbolica guerra tra il bene ed il male, durante la quale arriveranno alla resa dei conti finale.

6) Sarà un album con canzoni tutte con testo italiano o vi cimenterete anche con qualche altra lingua? 
Sin dal primo cd (“Babamandub” – 2006) abbiamo fatto testi sia in italiano che in inglese. D’altra parte  è giusto offrire concetti nella nostra lingua, ma nello stesso tempo noi consideriamo l’inglese come la “lingua della musica”, per tradizione e per caratteristiche intrinseche. Molti  gruppi reggae  italiani seguono questa strada.

7) Avete promesso un restyling del sito. Quando sarà pronto?
Il sito, che sarà molto minimale, in linea con le tendenze attuali, seguirà la grafica del cd ed avrà la luce durante le presentazione autunnale, che cureremo con diverse iniziative che i questa sede non possiamo anticipare in quanto è ancora tutto in elaborazione.

8) Un’altra Civiltà è stato il vostro ultimo singolo, di cui avete fatto anche un videoclip. Se non sbaglio è stato anche il vostro primo video. Come vi siete trovati sul “set”?
Per il primo video abbiamo cercato di fare una cosa non troppo auto-celebrativa, quindi abbiamo ridotto al minimo la nostra presenza, limitandoci a delle riprese live.
Abbiamo voluto dare il ruolo di protagonista a Francesco Russo, il regista del video, lasciando che fosse lui ad interpretare il senso del brano, per il quale ha preso spunto, naturalmente, dal testo.
Questo è stato anche un modo per vedere come viene percepito “dall’esterno” il nostro messaggio.

9) Dove vi vedremo prossimamente? Avete qualche data in programma?
Ecco le nosre prossime date:
20 luglio: Festival dell’Informazione Indipendente – Arco (TN)
21 luglio: Festa dello Sport – Bordala (TN)
1 agosto: Sailing Bar – Riva del Garda (TN)
2 agosto CastelFolk Festival – Castellano (TN)

10) Proteggi futuri?
Come abbiamo detto prima abbiamo dei progetti per il prossimo autunno per continuare la promozione del cd. Non possiamo dare, però, maggiori informazioni in quanto le iniziative sono ancora allo stato organizzativo. Di certo c’ è che in sala prove abbiamo già iniziato a creare dei nuovi brani.

11) Noi vi ringraziamo per la disponibilità. Se volete, potete fare dei ringraziamenti e lasciare i vostri contatti.

www.facebook.com/babamandub
tra un po di tempo … www.babamandub.com
Un sincero ringraziamento e un saluto agli amici di eventireggae.
Con rispetto. Babamandub

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