Freddie McGregor a Prato: report, foto e video

Un concerto reggae di tale portata mancava a Prato da oltre un decennio, forse anche di più. La città toscana non ha un curriculum lungo in materia di musica in levare e, a parte qualche show di artisti locali e veterani della scena regionale, chi vive da queste parti è sempre costretto a spostarsi verso Firenze o il più delle volte oltre i confini regionali.

Per questo motivo quando ho letto che il True To My Roots tour di Freddie McGregor avrebbe fatto tappa a Prato, la mia città, sono rimasto incredulo per qualche giorno sopratutto perché il concerto, oltre ad essere ad ingresso gratuito, era in occasione della Festa della Libertà e all’interno di un evento, il Bomba Libera Tutti, giunto alla sua ottava edizione e che negli anni passati aveva riempito la piazza. Insomma i presupposti per mostrare a Prato tutta la bellezza di questa musica c’erano tutti. E così è stato.

Nell’intenso programma giornaliero ad aprire la serata in levare è toccato ai Frank DD & Friends, gruppo reggae locale che ha saputo, con grandi risultati, coinvolgere i presenti con uno show di poco meno di un’ora che ha svariato tra roots, ska e reggae con contaminazioni punk e rock. La band, tra un brano e l’altro, ha più volte ricordato Marco Willie Dabizzi, rapper pratese prematuramente scomparso lo scorso dicembre.

Con leggero ritardo sul programma pre-stabilito, è arrivato finalmente il tanto atteso momento: Freddie McGregor, anticipato dalla sua Big Ship Band, ha fatto il suo ingresso in scena e ha proposto un mix di brani del suo repertorio dove non sono mancati pezzi come Africa Here I Come, Let Him Try o Bobby Bobylon, estratta dall’omonimo album pubblicato nel 1979 e prodotto da Clement ‘Coxone’ Dodd. Non mancano poi tributi ad artisti leggendari di questa musica: con War e One Love viene omaggiato Bob Marley, con Here I Come e Revolution viene ricordato Dennis Brown, prima di poter ascoltare alcune tracce dall’ultimo album come la title track True To My Roots.

E mentre nella piazza la gente balla e si muove a ritmo e mentre il buon Freddie intona il ritornello “True to To My Roots, roots and culture“, finalmente ho la certezza che anche in una città come Prato, non abituata a questi tipi di concerti, ci può essere un degno futuro all’insegna proprio del roots & culture.

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