Il ritorno di Spragga Benz nel ricordo del figlio ucciso ed in aiuto dei giovani

Spragga Benz è uno dei nomi più noti della scena dancehall anni novanta: una serie di successi come A-1 Lover, Jack It Up, Machine Gun Kelly o She Nuh Ready Yet lo hanno portato ad estendere la sua popolarità a livello internazionale, anche se negli ultimi anni non è stato molto attivo.

Nonostante ciò il suo contributo nella musica è sempre stato massimo, aprendo la strada ai più giovani nel ruolo di produttore con la sua etichetta Red Square. Ma alla soglia dei 47 anni per Spragga Benz è il momento di tornare a far sentire la propria voce e riprendere in mano il microfono: già in queste ultime settimane lo abbiamo ascoltato su diversi riddim con brani come Don’t Do It sul Do Dem Bad Riddim, pubblicato a febbraio, e nelle scorse settimane con A Just We e The Threat.

Sono molto orgoglioso di questi lavori ma anche di quello che sto facendo con i giovani con la Red Square” ha detto Spragga Benz in una recente intervista per il Jamaica Observer nel quale poi svela di aver pronto del nuovo materiale: “Ho una serie di brani pronti: saranno una decina e potrebbero essere messi insieme per un nuovo album ma non è tra i miei progetti più immediati“.

Brani in cui saranno ricorrenti temi come la politica e la grave perdita che lo ha colpito nel 2008 quando suo figlio Carlton ‘Carlyle’ Grant Jr è stato assassinato: “La morte di Carlyle è stata per me fonte di ispirazione: ogni anno, nel giorno della ricorrenza, ho rilasciato una traccia in sua memoria. Per esempio Shotta Culture è dedicata a lui. Ho voluto trarre il positivo da questa esperienza tremendamente negativa“.

Infine una battuta sulla politica e su quello che andrebbe fatto per le nuove generazioni: “I politici prendono la musica come capro espiatorio per coprire le loro carenze. La musica reggae e dancehall è musica di liberazione, serve ai giovani per tirare fuori la loro voce e le tensioni represse: non ho mai sentito nessuno che sia stato influenzato da un brano in senso negativo. Invece di puntare sempre il dito verso di loro, servirebbero dei programmi sociali per i giovani che non hanno più speranze, dei sistemi intelligenti per dare loro nuove opportunità: il governo trova i soldi per tante cose ma investire sulle nuove generazooni è quello che serve“.

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