Intervista a Ky-Mani Marley: nuovi progetti e l’energia trasmessa dal pubblico europeo

In occasione del Turin Roots Urban Explosion Festival svoltosi lo scorso agosto a Torino abbiamo avuto il piacere di scambiare due parole con Ky-Mani Marley, che ci ha raccontato un po’ dei suoi nuovi progetti musicali e non solo, di come in ogni canzone che produce metta il meglio di sé per avere un ottimo risultato e di come in America si è avvicinato anche al rock ed all’hip-hop. Nah miss it!

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Ciao Ky-mani, è un piacere conoscerti.
Greetings, grazie per avermi invitato, yeah man.

So che ti sei esibito a Genova negli scorsi giorni e continuerai ad esibirti in Italia ed Europa; come ti senti quando ti esibisci in Europa?
Sai, l’Europa è uno di quei luoghi dove non vedo l’ora di esibirmi ogni estate, ha una vibe particolare e diversa, c’è un’energia pura e genuina, capisci? Quindi per me venire qua, suonare la mia musica ed avere il pubblico europeo che gravita intorno ad essa ed esprimere il loro amore e le loro vibrazioni è sempre una sensazione bellissima e questa è decisamente una tappa che non vedo l’ora di fare ogni estate.

Ci fa molto piacere sentire queste parole. Perciò vedi qualche differenza tra la scena reggae Americana-Giamaicana e quella Europea?
Certo, c’è senza dubbio una differenza, una differenza che puoi percepire. Sappiamo che in Europa ci sono alcuni dei più grand festival reggae al mondo perciò, già solo questo dimostra il valore ed il modo ne quale la gente abbraccia questa cultura e questa musica.

E riguardo agli artisti? Hai incontrato degli artisti europei che ritieni per certi versi siano speciali?
Si incontrano molti artisti lungo la via e non voglio lasciarli da parte perché non voglio perderne nessuno, capisci cosa voglio dire? Ho avuto l’opportunità di condividere il palco con molti grandi artisti ed è una cosa che mi piace molto, che non vedo l’ora di fare e che è uno dei miei più grandi piaceri nel produrre musica. Non so se sai, Gentleman ed io abbiamo pubblicato un album chiamato Conversations, inoltre sto lavorando ad un progetto con Alborosie in Giamaica perciò manteniamo vivo lo spirito del messaggio. Yeah.

Riguardo ad Alborosie, come vi siete incontrati?
(ride, ndr) Ho incontrato Alborosie prima che pubblicasse il suo primo album tanti tanti anni fa, quando si era appena trasferito in Giamaica e lavorava al GeeJam studio. Quindi conosco Alborosie da circa quindici-sedici anni. Abbiamo fatto un primo progetto un po’ di tempo fa chiamato “Adelante”, che comprendeva diversi musicisti da Cuba, dalla Giamaica, dall’Europa e così via. Alborosie è prima di tutto un mio bredren.

È stato anche uno degli autori di una nota introduttiva nella versione italiana del tuo libro Dear Dad.
Yeah.

Questo tuo libro è stato tradotto da Nadia Montanari. Come ti sei sentito quando hai saputo della possibilità di tradurre il tuo libro anche in italiano?
Per me è una gran cosa perché vogliamo.. vogliamo essere sentiti, capisci quello che voglio dire? Non solo vogliamo essere sentiti, vogliamo essere capiti quindi, sai, aver il libro tradotto in italiano –credo sia anche stato tradotto in francese– per me è stato sicuramente una cosa nella quale ci speravo e sono contento che Nadia sia stata in grado di realizzare questa cosa.

Riguardo alle cose scritte nel tuo libro, parli in particolare di alcune relazioni con la tua famiglia. Come sono poi andati questi rapporti?
Vanno bene. Voglio dire, siamo una famiglia come qualunque altra, capisci quel che intendo?Non siamo diversi. Ci azzuffiamo, discutiamo, stiamo male, ci riprendiamo ed andiamo avanti..

.. sicuro, tra alti e bassi..
Yeah, ci sono alti e basse ed alla fine del giorno siamo tutti persone e prendiamo percorsi diversi nella vita, passiamo attraverso diverse fasi, quella è stata una fase.

Si è trattato di un momento.
Esatto, è stato di un momento.

Nel 2014 hai pubblicato un album intitolato Maestro, al quale ha preso parte un altro Marley: tuo fratello Damian nel singolo Keepers of the Light; qual è il significato dietro questa tune?
Beh, Keepers of the Light siamo noi persone in quanto responsabili l’uno per l’altro, siamo responsabili nei confronti di Madre Terra, responsabili per la nostra consapevolezza e per rendere ogni giorno un giorno migliore, you know? Molte volte penso che un sacco di persone vengano indotte a cercare questa guida altrove, you know? Alcuni guarderanno alla politica, che è il posto sbagliato, e noi guardiamo verso altre persone in cerca di guida quando siamo noi stessi a portare all’interno di noi la luge, you know? Perciò occorre che scaviamo un po’ più a fondo per comprendere che siamo governati dalla nostra consapevolezza, non dalle leggi. Le leggi son qui per manipolare l’umanità mentre noi siam governati dalla nostra consapevolezza, portiamo una luce dentro di noi e sta a noi far fuoriuscire questa luce e lasciarla birllare. Perciò siamo noi i “Keepers of the light”. Yeah.

Hai una canzone preferita in questo album?
Una canzone preferita? (ride) Sai, io… no, no. Non ho canzoni preferite, you know, perché se ho una canzone preferita significa che la canzone precedente non così buona e vorrei pensare come se, you know, quando faccio musica in ogni canzone do tutto me stesso. Per ogni canzone scavo profondo dentro di me, perciò non voglio pensare che una sia migliore dell’altra.

Dalla traccia uno fino all’ultima…
Yeah, magari per il pubblico, loro avranno una canzone preferita ma per me sono tutte le mie preferite, perché provengono tutte da me.

Sono una parte di te.
Esatto.

Riguardo all’album Conversations con Gentleman che hai citato prima: come vi siete incontrati e come avete deciso di fare questo progetto?
Son stato un fan di Gentleman da diverso tempo, ed ebbi l’opportunità d’incontrarlo in Francia una volta che stavamo passando nel backstage, ci siam fermati e salutati. Effettivamente il mio road manager era anche il suo road manager quindi sai, gli dissi che avrei voluto incontrare Gentleman. C’incontrammo e scambiammo un paio di parole, poi ci siamo rivisti in un altro festival , e allora gli dissi “potremmo fare una collaborazione”. Quando fu il momento io stavo lavorando al mio album ed anche lui stava lavorando ad un progetti. Lo raggiunsi e gli chiesi una parte nel mio album, in contemporanea lui mi mandò una canzone su cui registrar un verso; questa cosa è chiamata flip songs; dopo questa cosa lui propose: “Beh, perché non facciamo un album insieme?”

È stata una cosa molto naturale!
Esatto, molto naturale. E, un mese dopo, eravamo a Miami a registrare un album. Ma sai, Gentleman è un artista che ammiro, per cui ho molto rispetto ed ammirazione, you know I mean? È un grande artista ed una grande persona.

Parlando della tua musica la trovo molto particolare, perché sei in grado di mischiare il reggae con altri generi come il rock, l’hip-hop, il country (Ky-Mani ride). Da dove prendi l’ispirazione musicale?
L’ispirazione per la mia musica proviene da tutto cià che mi circonda, you know? Traggo ispirazione da qualunque cosa, cerco in tutti luoghi possibili. Sai, per me crescere nel percorso musicale è stata sempre una questione di assicurarmi di avere una identità e non solo di esser fedele alla musica ma anche e prima di tutto fedele a me stesso, you know? Credo che all’inizio della mia carriera, provenendo dal lignaggio di Marley ed avendo questo cognome è come se tutti avessero delle aspettative su ciò che avrei fatto, you know? Tutti vogliono piazzarmi all’interno di questo box in cui dovrei suonare determinate canzoni, cantare in un certo modo e seguire la tradizone.. beh no. Son nato in Giamaica e cresciuto negli Stati Uniti d’America, perciò son stato esposto ad un sacco di musica fin da giovane e mi sono innamorato di un sacco di musiche fin dalla giovane età. La mia iniziazione al rock and roll, al soft rock (…); quando vivevo in Giamaica da bambino c’era una sola stazione radio sulla quale sintonizzarsi. Mi ricordo che trasferendomi in America mia madre mi comprò questa bella boom box, you know, una radio molto grossa, mi ricordo l’eccitazione, la collegai e la sintonizzai e, nel sintonizzarla, il primo canale che trovai, nella mia mente e venendo dalla Giamaica pensai che anche in America ci fosse solo una stazione radio (ride), perciò il primo canale che trovai lo lasciai, e rimase lì circa un anno ed era tutto soft rock, Led Zeppelin, Guns ‘n’ Roses, Aerosmith, un sacco di musica rock. Mi innamorai del genere ed iniziò tutto a gravitare intorno a questo, amavo le chitarre, le tonalità, la ruvidezza ed il realismo della musica. Poi un giorno improvvisamente decisi di muovere la manopola (ride) e trovai della musica hip-hop ed il primo brano hip-hop che mi catturò davvero fu “You Be Illin’” dei Run DMC.

Parlando invece del cannabusiness (scusate, non ho resistito al gioco di parole), sembra che molti artisti reggae stiano iniziando ad entrarci, come tuo fratello Damian che ha un cannabis shop in America, anche i Morgan Heritage sono entrati in questo business con prodotti a base di cannabis, cosa ne pensi di questo cambiamento verso una direzione più commerciale?
Mm, penso sia una buona cosa. Per noi e per le nostre credenze la marijuana non sarebbe mai dovuta essere illegale fin dall’inizio ed ora che sta per diventare si spera legale a livello globale è giusto prendere parte anche sotto l’aspetto commerciale, you know what I mean? Perché abbiamo difeso e sostenuto questa pianta per tutta la vita.

Certo, inoltre ha molte proprietà.
Esatto, proprietà medicinali.

Ed oltre al progetto con Alborosie di cui ci hai parlato prima, ci sono altri progetti in vista per il futuro?
Yeah, al momento sto lavorando su questo album roots con Alborosie, inoltre mi sto occupando del follow-up al mio ultimo album Maestro, quindi sto lavorando in contemporanea a due progetti. You know, abbiamo anche iniziato a girare questa serie TV a Miami chiamata Shottas. Al momento sto anche scrivendo una sceneggiatura.

Questa serie è un sequel del film?
No non è un sequel, è una cosa completamente differente. Si tratta di una serie TV di otto episodi. Molti attori sono gli stessi, ma interpretano diversi personaggi.

E in questo nuovo album cui hai accennato sentiremo anche qualche membro della nuova generazione di Marley?
Yeah, senz’altro.

So che anche tuo figlio fa musica..
Yeah, mio figlio fa soprattutto rap e anche i miei nipoti fanno musica quindi sentirete senza dubbio qualcuno della nuova generazione.

Grazie per il tuo tempo.
È stato un piacere.

During the Turin Roots Urban Explosion Festival that took place last July in Turin, we had the chance to exchange a few words with Ky-Mani Marley, who told us about his new projects both musical and not, how in every song he puts the best of himself in order to get the best result and on how when he moved in America approached to rock and hip-hop. Nah miss it!

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Hi Ky-mani, nice to meet you.
Greetings, thanks for having me, yeah man.

I know you performed in Genova a few days ago and you’re going to tour in Europe as well as in Italy; how do you feel when you perform in Europe?
You know, Europe is a place I look forward to come into every summer, it’s a different vibration, it’s a pure and genuine energy, you know what I mean? So for me coming and playing my music and have the European crowd gravitate to it and express their love and vibration for me is always a wonderful feeling and, you know, this is definitely a stop I look forward to each and every summer.

We are glad to hear this. So you see some kind of difference between the American-Jamaican scene and the European reggae scene?
Yeah, there’s definitely a difference, you can feel the difference. You know, we know that Europe keeps some of the biggest reggae festivals around the world so, that alone speaks value to the way the people embrace this culture and this music.

How about the artists? Maybe you have met some European artists that are some kind of particular in your opinion?
We meet a lot of artists around the way, you know, and I don’t want to single ‘em out because I don’t want to miss anyone, you know what I mean? I’ve had the opportunity to share the stage with may great artists, you now? And it’s something that I enjoy, something that I look forward to my greatest pleasure as making music. Uhm I don’t know if you know we have an album that we just released with Gentleman called Conversations, I’m also working on a project with Alborosie in Jamaica, so, you know we just keeping the spirit of the message alive. Yeah.

About Alborosie, how did you meet?
(chuckles) I met Alborosie before he released his first album many many years ago when he just moved to Jamaica was working at GeeJam. So I’ve known Alborosie now for roughly about fifteen-sixteen years. We did a early project a while back called “Adelante”, which featured many different musicians from Cuba, from Jamaica, from Europe and so on. You know Alborosie is my bredren first, you know I mean? Yeah, so that’s my brother.

He was also one of the writers in your book Dear Dad, he also made an introduction in the Italian version of your book.
Yeah.

This book of yours was also translated by Nadia Montanari. How did you feel when you got to know there was the chance to translate your book in Italian as well?
For me that is great, because we want.. we want to be heard, you know what I mean? Not only we want to be heard, we want to be understood, so you know, having it translated in Italian –I think we also did it in French– for me it was definitely something that I was looking forward to and I’m happy that Nadia was able to get that, you know, accomplished.

How about the things you write in your book, you talk very particularly about some kind of relations with your family. How did these relations evolve?
Relationship is good. I mean, we’re a family just like every other family you know what I mean? We’re no different. We fight, we argue, we hurt, we kiss, we make up and we move on..

.. sure, ups and downs..
Yeah, ups and downs and at the end of the day we’re all individuals and, you know, we go through different things in life, through different stages and, you know that was one of those stages.

It was a moment.
Yeah, it was a moment.

You also released an album in 2014 called Maestro, and there was another Marley in it: your brother Damian in the single Keepers of the Light; what’s the meaning beyond this tune?
Well, Keepers of the Light is we the people who are responsible for each other, we are responsible for Mother Earth, we’re responsible for our own consciousness and we’re responsible for making each day a better day, you know? So, a lot of times I think that a lot of people get caught up looking elsewhere for that guidance, you know? Some people will look to politics, which is the wrong place, and we look to other people to guide us when we carry the light with inside us, you know? So is for us to dig a little deeper to know we are governed by our consciousness, not by laws. Laws is there for mankind for them to manipulate decisions(??) so we are governed by our consciousness, so we carry the light inside of us and is up to us to let that light out and let that light shine. So we are the keepers of the light. Yeah.

Do you have a favorite song in this album?
Favorite song? (laughs) You know, I… no, no. I don’t have favorite songs, you know, because if I have a favorite song that means the song before is not as good and I would like to feel as though, you know, when I’m making my music in each and every song I give my all. To each and every song I dig deep, so I don’t want to feel like one is better than the other.

From track one to the last one..
Yeah, so maybe for the audience they’ll have a favorite song but for me they’re all favorite, because they’re all coming from me.

They’re part of yours.
Right.

How about the album you recalled before, Conversations with Gentleman: how did you meet and how did you decide to do this project?
You know, I’ve been a fan of Gentleman for quite some time, and I had the opportunity to meet him in France once we were backstage just in a passing, we stopped and we hailed him up. Actually my road manager was also his road manager so, you know I told him I would like to meet Gentleman. We met and we exchanged a few words and then we met again at a next festival , and then I said to him “maybe we should do a collaboration together”. So the time came and I was working at my album, he was doing a project as well. So I reached out to him and asked him for a verse in my album, and at the same time he sent me a song for me to do a verse on, so we call that you know, flip songs; and after that he was like: “Uhm, why don’t we make an album together?”

That was like this natural!
Yeah, just natural. And then one month later we were in Miami recording an album. But you know, Gentleman is an artist that I admire, I’ve a lot of respect for, admiration, you know I mean? Is a great artist and a great individual.

Speaking of your music I find it very particular because you can blend reggae music and other genres like rock, hip-hop, country (Ky-Mani laughs). The thing is, where does your musical inspiration come from?
My musical inspiration comes from everything around me, you know? I pull from everything, I try to leave no stone unturned. You know for me growing up on my musical journey was always to make sure that I had an identity and not only am I true to the music but I’m true to myself first, you know? I think that early in my career coming from the Marley lineage and having that last name it’s almost like everyone has an expectation of what I’m supposed to be doing, you know? And everyone want to place me in this box that, you know, I’m supposed to play these songs and you’re supposed to song like this and it’s supposed to be tradition.. well no. I was born in Jamaica, raised in the United States of America so I was exposed to a lot of music from a very young age and I fell in love with a lot of music from a very young age. My introduction to rock and roll, to soft rock (…); when I was living in Jamaica as a child we only had one radio station that we will tune in to. I remember moving to America and my mother bought me this nice boom box, you know, this big radio, I remember getting excited and I plugged it in and turned it on and tuning in to the channel, and the first channel I found, in my mind coming from Jamaica as a child America only had one radio station as well (laughs) so the first channel I tuned into I left it there, and it stayed there for like a year and it was all soft rock, it was Led Zeppelin, it was Guns ‘n’ Roses, it was Aerosmith, plenty of rock music. And so I fell in love with that genre and started to gravitate to it, I loved the guitars, I loved the tones, the raspiness, the realness of the music. Then one day out of the blue I decided to touch that tuner (both laugh) and I ended up on some hip-hop and the first hip-hop song that really grabbed me was a song named “You Be Illin’” by Run DMC.

Speaking of cannabis business instead, it seems like many reggae artists are making the step inside of it, like your brother Damian who’s got his own cannabis shop in America, Morgan Heritage as well started this business with cannabis products, so what do you think about this switch to something like more commercial?
Uhm, I mean that thing is a good thing. For us and for our belief marijuana should have never been illegal to begin it in the first place and now that it is on its way to be legal hopefully globally then it’s only right that we take part in the business aspect as well, you know what I mean? Cause we’ve been advocating for this plant our entire lives.

Yeah, that also carries many properties.
Right, medicinal properties.

And, apart from the project with Alborosie you told before, are there any other projects for the future?
Yeah, I’m currently working on the roots album with Alborosie, after that I’m doing the follow-up to my last album Maestro, so I’ve two projects that I’m working on in the meantime. You know, we also started shooting this TV series in Miami called Shottas. I’m also, now at the present time, writing a script.

Was like the follow-up of the movie?
No, this is not the follow-up of the movie, this is something totally different. This is more like a eight-episodes TV series. So we have a lot of the same actors, but playing different characters.

And in this album you told before are we going to listen to some new generation Marleys?
(laughs) Yeah, absolutely.

I know your son is also into music..
Yeah, my son is into music in some rap and, you know , my nephews are into music as well so you definitely will hear some of the new generation.

Thank you for your time.
My pleasure.

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