Intervista a Rootsman I che ci presenta “Some Songs”

All’archivio delle interviste di eventireggae.it si aggiunge una nuova chiaccherata che abbiamo fatto nei giorni scorsi con Rootsman I, noto a tutti per essere uno dei cantanti dei Train To Roots ma che ha rilasciato ad inizio dicembre il suo EP “Some Songs”. Noi lo abbiamo voluto ai nostri microfoni per parlare con lui di questo lavoro, di come nasce, di cosa c’è dietro. Non potevamo poi esimerci dal chiedere come procedono i lavori sul nuovo disco dei Train.

Se volete saperne di più non vi rimane che schiacciare play e ascoltare l’intervista o in alternativa leggerla qui sotto.

EventiReggae: Continuano le interviste su eventireggae.it e oggi qui con noi abbiamo un’artista molto apprezzato nel panorama reggae italiano, sia come solista sia con la sua band, quindi non mi rimane che dare il benvenuto e salutare Rootsman I. Ciao!
Rootsman I: Ciao, ciao..buonasera a tutti! Come stai, tutto bene?

E: Si, qui tutto bene. Te? So che in Sardegna ultimamente non è un buon momento.
R: Si si, è passata tutta la parte stressante del lavoro e adesso ci possiamo rilassare. Mi rilasso per due settimane e poi si riparte a bomba.

E: Ok, so che infatti questi sono giorni molto intensi per te. Sono giorni che susseguono l’uscita del tuo nuovo Ep che si chiama “Some Songs” …ce lo vuoi presentare?
R: Si certo! “Some Songs” come dici tu è il mio ultimo Ep. Diciamo che è un resoconto di questi ultimi due-tre anni di lavoro. Ho messo insieme un po’ di idee nel corso del tempo e finalmente ho trovato di tempo tutto per me, per dedicare alle mie cose. Poco tempo perchè come già dicevi all’inizio, faccio parte anche dei Train To Roots e comunque essendo una band molto attiva, siamo spesso in giro e la possibilità di stare rintanato a scrivere è capitata poco spesso. Però ho trovato un po’ di mesi in cui abbiamo fatto pausa con la band perchè avevamo in lavorazione il disco e quindi finito quel lavoro la mi sono dedicato a me stesso e alla mia musica. E’ un lavoro che arriva per il decimo anno di Rootsman I. Insomma era da un po’ che inseguivo questa cosa…E’ stato più lungo del previsto perchè è stato suonato tutto da me e quindi ho avuto lunghi periodi dedicati alla composizione dei brani, poi ovviamente dovevo scrivere i testi e c’è voluto quasi un anno intero per farlo, intervallato da milioni e milioni di impegni. Mi è piaciuto realizzare quello che è stato fatto, mi è piaciuto collaborare con gli amici che ci hanno suonato e che hanno registrato….è una bella cosa, così come è bella la musica in generale. E’ una cosa che possiamo ascoltare in qualsiasi momento della giornata e che è entrata così tanto nelle nostre vite che non ci rendiamo neanche conto se magari abbiamo una radio accesa perchè è la normalità. La musica è questa. Sono contento di aver fatto il mio Ep e sono pronto a ripartire per fare un sacco di nuove cose.

E: Dicevi appunto che sono sette tracce, tra cui ci sono due brani con due diciamo “ospitate”. Il brano “I try”, di cui è uscito anche il videoclip, è quello con tuo fratello. Come è lavorare in famiglia?
R: Lavorare in famiglia è bello. Io e mio fratello siamo molto diversi ma per quanto riguarda la musica ci capiamo al volo. Siamo cresciuti non suonando mai assieme però condividendo la musica. Abbiamo collaborato in migliaia di produzioni. Io poi per cinque anni sono andato in Toscana a lavorare, a suonare, insomma a fare un cambio. Poi quando sono tornato qui in Sardegna abbiamo iniziato anche a produrre cose reggae perchè prima era esclusivamente più hip hop, una roba un po’ più sua. Poi ci siamo aperti al reggae, facciamo tante altre robe. Ci piace insomma, abbiamo questa affinità, lavoriamo bene e mi sembrava giusto ospitarlo. Tra l’altro lui ha missato e fatto il master a tutto il disco però mi sembrava giusto ospitarlo come voce. Poi l’altro featuring invece è con Momar Gaye, un’artista senegalese che vive in Sardegna. Lui ha tutti i suoi progetti e tra le mille collaborazioni che fa, ci siamo trovati in studio e abbiamo fatto questo pezzo. E’ un amico ed è un disco fatto con amici, per gli amici e per chiunque voglia sentirle. Come dici tu sono sette tracce che scorrono, non c’è nessun tipo di contaminazione esagerata: ho voluto tenere dei brani che stessero sulle onde del reggae senza che si allontanassero troppo.

E: Parlando sempre di “Some Songs” è uscito un po’ tutto insieme in questo weekend di fuoco come è stato definito. Sono usciti anche due videoclip…abbiamo citato poco fa “I try” che è un brano in cui vengono citati Che Guevara e Nelson Mandela che pochi giorni dopo il rilascio del video è scomparso. Come mai hai voluto citare questi personaggi, cosa rappresentano per te?
R: Questo brano diciamo che è un po’ un invito a provarci nella vita, a non cadere mai nella disperazione, a non arrendersi nelle debolezze. Appunto dei personaggi storici come Che Guevara e Mandela sono l’esempio che avendo la volontà di portare a termine qualsiasi sogno, desiderio..si può fare. Naturalmente tra di loro sono due personaggi molto diversi anche se hanno combattuto per una vita intera per un unico scopo che era fondamentalmente quello del rispetto dell’essere umano, del benessere che è un diritto di tutti…di una vita agiata e decente quantomeno per tutti quanti. Mi piaceva inserirli proprio perchè penso nella vita di chiunque questi personaggi hanno significato qualcosa: che poi sia stato un punto di partenza per uno studio approfondito o un allontanamento dalle loro vicende di vita è un altro discorso, però sono innegabilmente due persone che hanno cambiato l’esito della storia anche se poi purtroppo le lotte non sempre sono andate a buon fine, Mandela ha passato anni e anni della sua vita in galera. Tornando al brano è un invito a non arrendersi mai anche se ci troviamo sempre di fronte a situazione molto dure, non ha grande senso abbandonare le sperarsi e ritirarsi da questo grande gioco che è la vita.

E: Mentre l’altro videoclip uscito è quello di “Dem Cyaan”. Parlaci anche di questo brano che tratta di povertà…
R: Esatto, il tema principale di “Dem Cyaan” è la povertà che a quanto mi sembra di capire è un argomento molto lasciato ai margini dei discorsi che si dovrebbero fare quotidianamente. La povertà è un problema che colpisce centinaia e centinaia di milione di persone nel mondo. Considerando poi che le trecento persone più ricche del mondo hanno beni per un miliardo e mezzo di persone che invece stanno facendo la fame, diciamo che ci sono delle cose che in questa società non girano molto bene. La povertà è una di quelle cose che secondo me spaventa la gente: nessuno ne parla apertamente o quanto meno, nessuno affronta quelle che sono le mille facce della povertà, perchè è una situazione che in molte parte del mondo si è spinta al limite: ci sono persone che guadagnano un dollaro al giorno e non si può vivere con un dollaro al giorno, è impensabile. La povertà è una piaga, è un problema che uccide milioni di persone…mi piace questa cosa che il reggae, che poi è stata una delle cose che mi ha avvicinato al reggae, porti con se un messaggio che sia un messaggio di amore, di protesta, di incoraggiamento…insomma c’è sempre qualcosa dietro che deve far pensare. Il reggae non mira ad istruire la gente perchè imparare è una cosa continua nella vita, ma mira a far pensare, a dare un motivo per confrontarsi, per guardare il mondo con occhi diversi e secondo me la povertà non è una cosa da sottovalutare. Abbiamo tantissimi problemi nel 2013 quasi 2014, l’Italia è un esempio: abbiamo per anni fatto finta di stare bene, fatto finta di arrangiarci di trovare delle soluzioni e in realtà poi siamo quasi sul fondo. Non è il modo giusto per affrontare le problematiche che ci affliggono e affliggono l’umanità. Sembra un discorso esagerato però se ognuno facesse qualcosa nel suo piccolo, a partire anche solo dagli sprechi che facciamo ogni giorno come la roba da mangiare che non consumiamo e vanno a finire nel cestino…insomma ci sono tante cose che potremmo fare nel singolo ma in realtà è più semplice girarsi dall’altra parte e far finta di non vedere.

E: L’Ep in questo momento è ancora in free download, ci vuoi dire dove possiamo trovarlo e scaricarlo?
R: L’Ep è scaricabile sul portale di reggaerevolution.it che è una comunità di persone fantastiche che lavorano per il reggae che si muovono cercando di creare dei ponti anche a distanza di centinaia di chilometri e che mi hanno dato questa possibilità di mettere sul loro portale in free download l’ep. Fino alla fine del 2013 sarà in free download e poi non so ancora se lo metterò sul mare di iTunes o continuerò a darlo in free download perchè fondamentalmente è nato con questo spirito cioè per essere scaricabile e fluibile da tutti quanti. Perciò credo che questo sarà il suo percorso fino alla fine. Naturalmente tutti quanti a visitare il portale di ReggaeRevolution che è ricco di notizie, di info che come voi da una mano a questo panorama reggae italiano che secondo me, per fortuna, fa parte di un underground e di un ambiente di nicchia.

E: Un saluto agli amici di ReggaeRevolution che sono ormai a spingere il reggae da quasi quindici anni, se non di più. Se non ricordo male dal 1999, quindi un big up anche a loro. Prima di salutarti se ci vuoi dire qualcosa sui Train To Roots…il treno sta per ripartire! So che siete in studio ad ultimare l’album: ci puoi dire già qualcosa oppure è ancora top secret?
R: No, non è top secret dai. Qualcosa è ancora top secret ma non tutto: l’album è praticamente pronto, stiamo finendo gli ultimi accorgimenti. A brevissimo come narra la pagina ufficiale dei Train To Roots ci sarà una novità perciò invito tutti gli amici in ascolto a farci un salto. Sarà un disco nuovo, diverso: abbiamo fatto un lavoro diverso da tutti gli altri ed è una cosa che ci ha appagato tanto. Abbiamo lavorato con un produttore che non è dell’ambiente reggae e che ci ha aperto ancor di più la mente e le orecchie, anche perchè in studio abbiamo lavorato con dei volumi veramente disumani. E’ quasi tutto pronto, chiudiamo l’anno con un regalino e ad inizio anno poi si riparte con il disco nuovo e poi magari sarai tu a dirmi cosa ne pensi. Noi abbiamo fatto tutto questo lavoro anche pensando a chi ci ha sempre seguito chi ci apprezza perchè comunque vogliamo sempre tenere la nostra linea: è un disco diverso ma non significa che non ci sono i Train To Roots, anzi ci sono i Train To Roots del passato, i Train To Roots che abbiamo sentito negli ultimi due-tre anni e ci sono i Train To Roots che impareremo tutti insieme ad ascoltare e speriamo ad apprezzare. Comunque avrete presto notizie, dai. Non c’è niente di troppo segreto.

E: Ok, quindi non ci rimane che aspettare il regalino di fine anno e seguire tutti gli aggiornamenti sulla pagina facebook dei Train To Roots e sul sito che è www.traintoroots.it. Io prima di ringraziarti, ti lascio virtualmente il microfono se vuoi fare un saluto a tutti coloro che ci stanno seguendo qui in radio e su eventireggae.it
R: Ringrazio davvero te, la crew di eventireggae.it perchè siete sempre sull’onda e state facendo un lavoro che tiene viva la scena. Ringrazio tutte le persone che hanno scaricato l’ep, quelli che lo ascolteranno, quelli che non lo scaricheranno, quelli che lo masterizzeranno. Ringrazio non tanto chi supporta me ma chi supporta il reggae in Italia perchè ha bisogno davvero di supporto. State bene e un big up a tutti e di nuovo un big up grandissimo a te.

E: “Some Songs”, nuovo Ep di Rootsman I disponibile in free download per tutto dicembre, reggaerevolution.it dove scaricarlo. Io l’ho già fatto, molto semplice due passi veloci e…tutto qua. Io ti ringrazio di cuore per essere stato qui con noi e per averci dedicato un po’ del tuo tempo e spero di sentirvi presto magari anche con Buju e Paulinho…
R: Assolutamente. Grazie a te.

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