Intervista ai The Protesters: siamo nati per ispirare cambiamento e dare speranza

Con un disco alle spalle e uno appena pubblicato dal titolo Postcolonial World, i The Protesters sono una delle voci più interessanti del panorama reggae Made in Sydney. Li abbiamo intervistati parlando del loro ultimo lavoro, Post-colonial World e della loro carriera artistica.

bandiera-regno-unito ENGLISH VERSIONbandiera-italia VERSIONE ITALIANA


Grazie per essere qui su eventireggae.it
Grazie a voi per averci sul vostro sito.

Quando nasce questo progetto?
Abbiamo iniziato a comporre canzoni di protesta reggae nel 2013. Abbiamo poi registrato il nostro primo album quell’anno e dato il nostro primo concerto alla sua pubblicazione.

Chi sono i The Protesters?
La forza trainante che sta dietro i The Protesters sono Micheal Brown e Pat Powell, i due compositori principali. Pat è il cantante, Micheal suona il sax, le tastiere mentre alla sezione ritmica c’è Peter Firth come bassista, il batterista Sun Rise e alla chitarra Micheal Coggins, tutti musicisti ormai stabilitisi a Sydney. Ai cori abbiamo Jane Solo e ai fiati Miles Bennet e Harvey Yates, tutti giovani musicisti che amano il roots reggae.

Da dove viene la vostra ispirazione musicale?
La nostra ispirazione musicale viene dalla tradizione reggae di lamentela e di idee politiche espresse in grooves “ripetizione” che diano anche un senso di sollievo e gioia. Fuori dal genere reggae artisti come Fela Kuti, Miriam Makemba, Gil Scott Herron e ogni altro artista che abbia ispirato il mutamento attraverso la loro musica.

Per quale motivo sono nati I The Protesters?
Per ispirare cambiamento e dare speranza attraverso la musica reggae.

Avete recentemente pubblicato il vostro secondo album che si chiama “Post-Colonial World”. Qual è il significato che date e che sta dietro a questo titolo?
Beh la storia di Sidney è fatta di colonialismo, esproprio delle terre indigene e sfruttamento da parte delle società inglesi. Non è cambiato molto qui riguardo a questi problemi, quindi questa è l’era post coloniale. Stesso schifo ma nomi diversi.

È stato pubblicato in un giorno particolare nella storia dell’Australia, potresti spiegarcelo?
Il 27 maggio del 1967 quando l’Australia ha votato per dare agli Aborigeni il voto e la cittadinanza. L’album è stato lanciato nel 50esimo anniversario di questa data.

Post- Colonial World è uscito tre anni dopo Soul Of A Nation. Hai notato c’è stata una maturità, un’evoluzione artistica del gruppo durante I diversi processi di creazione di questo nuovo album?
Si credo principalmente nella produzione. Abbiamo prodotto il nostro album quindi si, la seconda volta abbiamo fatto un lavoro migliore. Anche se questo lavoro è più dub, mi piace ancora quello precedente e suoniamo ancora molte canzoni di quel disco.

In che occasione Soul Of a Nation è stato realizzato?
Questo progetto è stato la nascita della band. Ha toccato i problemi di equità, giustizia sociale ed ambientale, temi come l’apartheid e l’avidità. Solo scrivendo quello che noi osserviamo nel nostro ambiente.

La musica Reggae e I suoi sottogeneri sono popolari in Australia?
Si, è sempre stato parte della nostra musica dagli anni 80. Molte band indigene si esprimono attraverso il reggae e lo ska ma fuse a sonorità un po’ più rock. Adesso ci sono molte grandi reggae band in Australia che spaziano in diversi generi come l’hip hop o il jazz e il pop.

Vi siete mai esibiti al di fuori del vostro paese?
Si abbiamo suonato ad un festival in Inghilterra.

Avete già organizzato il prossimo tour?
Non ancora, ma abbiamo alcuni concerti e festival prenotati ed un possibile supporto ai the Original Wailers.

State già lavorando per qualche altro progetto?
Abbiamo lavorato assieme ad una organizzazione inglese chiamata Specialized che sta raccogliendo soldi per le giovani vittime di cancro in giro per il mondo. Abbiamo registrato due cover One Love e una versione dub dei The Jam That’s Entertainment, che sono state pubblicate.

Grazie per essere stati qui!
Grazie a voi ragazzi.

bandiera-regno-unito ENGLISH VERSIONbandiera-italia VERSIONE ITALIANA


With album behind and a newly released, The Protesters are one of the most interesting voices in the reggae scene Made in Sydney. We interviewed them about their latest work, Post Colonial World, and their artistic career.

Thank you guys for being here on eventireggae.it
Thank you for having us on your site.

When was born this project?
We began to write reggae Protest songs in 2013. We then recorded our first Album that year and our first gig was on it’s release.

Who are the Protesters?
The driving force behind ‘The Protesters’ are Michael Brown and Pat Powell, the main songwriters. Pat is the vocalist, Michael plays Sax and keys and the Rhythm section Is bassist Peter Firth, drummer Sun Rise and guitarist, Michael Coggins.,all well established Sydney musicians. On backing vocalist we have Jane solo and to brass players Miles Bennett and Harvey Yates, all young musicians who love roots reggae.

Where your musical inspiration came from?
Our musical inspiration comes from reggae traditions of protest and political ideas being expressed in grooves that are uplifting and joyous. Outside the reggae genre artist like Fela Kuti, Miriam Makemba, Gil Scott Herron and any other artist who has inspired change through their music.

For which purpouse the Protesters were birth?
To Inspire change and give hope through reggae music.

You have recently published your second album that is called “Post-Colonial World”. What is the meaning you want to give to it that stands behind this title?
Well the history of Sydney is one of colonialism, dispossession of Indigenous lands, and the exploitation of English Corporations. Nothing much has changed here in regards to these issues so it’s the Post-Colonial era. Same shit but different names.

It was published in a particular day in the history of Australia, could you explain it?
The 27th May 1967, was the date when Australia voted to give Aboriginals the vote and citizenship. The Album Launch was on the 50th anniversary of this date.

Post- Colonial World came out three years after Soul Of A Nation. Have you noticed that there was a maturity, an artistic evolution of the group during the various process of the making of this new album?
Yes I think mainly in the production. We produce our own albums so yes second round time we did a better job. Also this album is more dub but I still like the first one and we still perform a lot of songs from that release.

In where circumstances Soul of a Nation was released?
This album was the birth of the band.It touched on the issues of equality, social and environmental justice, subjects such as apartheid and greed. Just writing about what we are observing in our environment.

Does Reggae music and its subgenres are popular in Australia?
Yes it has always been apart of our music since the 80’s. Many indigenous bands express themselves in a reggae/ ska feel but with a bit more of a rock kind of way. Now there are many great reggae bands in Australia that cross over into other stlyes like hip hop or jazz and pop.

Have you ever performed out of your country?
Yes we have performed at a festival in the UK.

Have you already scheduled the next tour?
Not really but we have a few local gigs and festivals booked and a possible support with the original Wailers

Are you already working for some other projects?
We have been working on a project with an English-based organization called Specialized that is raising money for young Cancer victims around the world. We recordred two covers One Love and a dub version of the Jam’s That’s Entertainment. These have been released.

Thanks for being here!
Thank to you guys.

Advertisements

Commenta

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi