Intervista alla Higher Regions Records, la label italiana che produce i veterani del reggae

Attiva dal 2009, la Higher Regions Records è una label italiana che porta avanti, ormai da otto anni a questa parte, la qualità e il messaggio della musica roots rock reggae attraverso alcuni dei suoi più grandi ambasciatori: I Kong, Fred Locks e Mike Brooks nell’ultima produzione “Jah Wipe Away The Tears”, sono solo alcuni dei nomi con cui l’etichetta ha collaborato. Abbiamo intervistato Sebastian per parlare di produzioni, curiosità, progetti per il futuro.

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Quando nasce l’idea di fondare un’etichetta discografica?
Fondamentalmente tutto è nato nel 2007 quando fu pubblicato il mio primo singolo per Ghettocity Productions che era pure un sound system e per cui sono state fatte altre 4 pubblicazioni prodotte da me fino al 2012, anno in cui si è concluso il progetto, ma già nel 2009 avevo deciso di incrementare le produzioni puntando verso le collaborazioni con artisti stranieri, quindi per tornare alla domanda l’esperienza Higher Regions nasce nel 2009.

Da quali esigenze parte questa etichetta? Quali sono i tuoi obiettivi?
Il punto di partenza è la passione radicata negli anni per il Roots Reggae e Dub, tutto nasce da li, poi il fatto di aver avuto in passato un sound system ha sicuramento rafforzato l’idea di avere sempre musica nuova autoprodotta che rispecchiasse il sound, quindi da avere tante produzioni a decidere di pubblicare il passo è stato breve.
Gli obiettivi rimangono gli stessi sin dal primo giorno in cui tutto è iniziato, cioè continuare a produrre musica nel miglior modo possibile.

Hai uno stile particolare di genere a cui sentite avvicinarti maggiormente? A quali esponenti della musica in levare ti affidi per trarre ispirazione?
Il genere è sicuramente il Roots Reggae, influenzato principalmente dall’UK Style. L’ispiratore più grande è stato ed è sicuramente Jah Shaka, per tutto quello che ha fatto nei suoi quarant’anni di carriera, ma le influenze comunque arrivano da tutti i grandi produttori sia Giamaicani che Inglesi, giusto per fare qualche nome potrei dire King Tubby, Lee Perry, Scientists per quanto riguarda la Giamaica oppure Mad Professor, Disciples, Jah Warrior, Conscious Sounds per quanto riguarda l’UK ma mi fermo qua perché la lista potrebbe continuare ancora.

In questi anni hai prodotto ottimi singoli di un certo spessore, sopratutto grazie alla partecipazione di grandi nomi come Fred Locks, I Kong, Mighty Prophet e Mike Brooks, di cui hai appena pubblicato l’ultimo singolo “Jah Wipe Away The Tears”. Quali sensazioni si provano ad avere a che fare con loro? Come ti sei messo in contatto con gli artisti?
Riuscire a produrre artisti che hai ascoltato per anni, di cui hai acquistato i dischi, che hai suonato alle session è una sensazione veramente forte, se poi il risultato è buono e la gente apprezza è ancora meglio.
Sicuramente internet è il posto migliore dove trovare i contatti ma a volte l’unica soluzione è la conoscenza diretta tramite contatti fidati e il telefono.

Il vinile sta ritornando ad essere uno dei supporti maggiormente utilizzati, sorpassando l’industria digitale.. è un elemento positivo per la musica reggae?
Sinceramente nell’ambito in cui mi muovo il vinile è stato la colonna portante e il supporto maggiormente utilizzato. Sound system e vinile è stato per anni un binomio imprescindibile e chiunque fa autoproduzioni in questo ambito punta alla realizzazione di un vinile.
Se ci riferiamo ad altri generi musicali più commerciali negli ultimi anni stiamo assistendo al ritorno al vinile e sempre più gente si sta appassionando al tipo di supporto, anche se ritengo che dire che il vinile abbia superato l’industria digitale mi sembra un po azzardato se penso che negli ultimi anni hanno chiuso parecchi negozi di dischi a causa del calo delle vendite. Certamente possiamo parlare di un ritorno al vinile e le grosse etichette hanno approfittato di questo iniziando a ristampare i grandi album del passato dai loro cataloghi.

D: Parliamo della scena reggae italiana. Nell’ultimo periodo si sta sempre più diffondendo la cultura dei sound system, grazie appunto anche alla continua produzione di nuove produzioni in 7”,10” e 12”.. cosa ne pensi?
Penso che sia un fatto positivo. Io ho iniziato a interessarmi alla scena dei sound system sul finire degli anni 90 e in quel periodo la scena era veramente piccola, i sound erano pochissimi così pure le session, partecipare a una sound system session specialmente dalle mie parti era una cosa molto difficile, adesso invece è molto più facile e ai tempi di internet e dei computer alla portata di tutti le produzioni anche in Italia sono aumentate anche sul piano qualitativo, perciò penso che la scena italiana si stia finalmente portando ai livelli delle altre nazioni europee.

Mentre spostandosi sulla scena internazionale, il reggae va a scontrarsi con la dancehall, subgenere più commerciale che occupa una grossa fetta di mercato.. ci si pone spesso quindi la domanda “ma il reggae sopravviverà?”
Penso che il Roots Reggae abbia superato momenti peggiori e anzi credo stia risorgendo.
Fatto certo è che le due cose non possono accomunarsi anzi vi è una differenza troppo marcata per cui la massive che segue il Roots Reggae lo farà fino in fondo e viceversa.
Sono comunque lontani a mio avviso i tempi in cui alle session Roots & Dub trovavi 20 o 30 persone, adesso si parla di numeri importanti e i festival di genere in Europa contano migliaia di presenze, cosa impensabile fino a un po di anni fa, non si puo più parlare a mio parere di un fenomeno di nicchia com’era anni fa.

E di conseguenza, cosa ne pensate di questo nuovo movimento nominato “Reggae Revival”
Ecco, il Reggae Revival è quello che prima o poi doveva accadere, quello che forse in parecchi aspettavano.
Per troppi anni in Giamaica che è la patria del reggae e dei più grandi produttori del genere, dove ancora vivono a volte in assoluta indigenza alcuni dei più rappresentativi artisti Reggae si è dimenticato dello stile originario che ha reso famosa nel mondo quest’isola.
Credo anche che il fenomeno per lo più Europeo delle ristampe Roots anni ’70 / ’80 abbia fatto si che molti artisti, produttori e nuovi giovani cantanti si siano resi conto che la musica prodotta 40 / 50 anni fa ha mantenuto intatto un certo fascino e che sia ancora molto apprezzata e ricercata specialmente in Europa.
Ritengo che questa nuova ondata di Reggae Revival stia facendo molto bene alla scena e mi auguro continui così ancora per molti anni.

Torniamo a noi con un’ultima domanda: avete progetti futuri di cui poterci dare alcune anticipazioni?
I progetti sono innumerevoli e le collaborazioni molte e abbastanza varie. Come prossima uscita ti posso anticipare la nuova collaborazione con il cantante di Birmingham “Cheshire Cat” che presto sarà disponibile su 7 inch e Digital Download con il titolo “Mr Wicked Man”. Comunque questa è soltanto una delle numerose uscite previste per quest’anno, quindi tenete d’occhio la pagina facebook di Higher Regions o il sito web per restare sempre aggiornati!

Grazie per essere stati con noi e big up a tutta la Higher Regions Records.
Grazie a voi per avermi dato la possibilità di parlare dei miei lavori e un Big Up a tutti i lettori di eventireggae.it. Respect!

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