La recensione di Twinz, il nuovo album dei Mellow Mood

Mellow Mood! Mellow Mood! Mellow Mood! Sono esattamente tre i lavori del gruppo reggae friulano. E con l’ultimo della serie, Twinz, uscito da qualche giorno su etichetta La Tempesta international, si confermano una delle realtà più belle e interessanti della scena reggae italiana e mondiale. Infatti il tour attuale vede una grande quantità di date che li vede in giro per Italia, Europa e Sudamerica.

Ho avuto il piacere di vedere i Mellow Mood dal vivo, ed è proprio quella la dimensione migliore dei gemelli Garzia and co., una esplosione di ritmo e di rime suonate e cantate con grande bravura e in maniera originale e coinvolgente. Il disco viene prodotto dopo un viaggio in Jamaica, che sicuramente è una sorta di “battesimo” per chiunque (dj, band, singer) ha a che fare con il Reggae, con la R maiuscola. A partire dai testi che parlano di temi cari a Bob, come la fratellanza e il potere della musica di unire le persone.

Indubbiamente l’influenza dell’isola si sente, a cominciare dal brano che è una sorta di “manifesto” del cd, “Inna Jamaica” con la partecipazione del cantante portoghese Richie Campbell. Modern roots che “prende” subito l’ascoltatore. Fortunatamente in Jamaica questa corrente sta avendo il giusto riconoscimento (anche grazie a personaggi del calibro di Kabaka Pyramid, Protoje, Jah Mason, Fanton Moja, e tanti altri), ed è anche ovvio, perchè il reggae è una musica che deve far ballare, ma anche pensare. In effetti negli ultimi anni si è esagerato con macchinoni, punnanny, e testi discutibili tentando di scimmiottare i rapper Usa, d’altra parte mi piace pensare che una parte dei giovani giamaicani abbia nel dna una specie di antidoto a queste pessime influenze, è sempre il paese di Bob, Peter e Bunny!
Una piccola gemma di Twinz è “Don’t Leave it Lonely“, una ballad sottolineata da una suggestiva percussione “foundation” e da un organo molto “gospel”, inframmezzata da validissimi inserti in DJ style che entrano quasi a sorpresa, con un effetto gradevolissimo. “Dig dig dig” è un brano che è uscito qualche tempo fa come singolo, molto piacevole come il relativo video. Dopo l’intro, si passa subito alla title track, un reggae con venature calypso che comincia a far dondolare l’ascoltatore. E si continua a ballare con brani come “Closed Doors” e “You Don’t Know“, dove si capisce che i Mellow Mood, hanno ascoltato molto (per fortuna!!) Aswad e Steel Pulse.
One Note” e “Be Around” con la partecipazione rispettivamente di Kg Man, dei Quartiere Coffee e Forelock, degli Arawak, sono delle “combination” in DJ style, la seconda più melodica, una caratteristica nata in Jamaica, nel tempo acquisita (per non dire copiata) da tutti i musicisti del globo terracqueo, e non solo reggae. “One Drop“, che come preannunciato dal titolo è in one drop style, viene punteggiata dagli interventi di Sir Wilson. Esaltazione assoluta del ritmo in levare. Il disco si chiude con “Oh mama” un soul venato di reggae che emoziona e commuove.

Prodotto da Paolo Baldini, “Twinz” si avvale della collaborazione prestigiosa del batterista degli Shengen Clan (il gruppo di Alborosie), Fitzroy Green e del leggendario sassofonista Dean Fraser.
Non voglio confondermi con la triste e miserabile politica italiana, quindi non faccio nessuna allusione, confermo solo che questa produzione merita, a mio parere, 5 stelle!
Jah bless Mellow Mood!

Recensione a cura di Fat Professor.

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