La recensione di Wake Up, album d’esordio di Xana Romeo

La musica reggae ha una caratteristica peculiare spesso assente in altri generi musicali: il passaggio di testimone dai veterani del genere alle nuove leve, spesso figli o nipoti dotati di egual talento. A fianco di questi numerosi figli d’arte che da anni si sono ritagliati un posto nell’Olimpo del reggae, oltre agli ormai noti cognomi Marley, Tosh, Brown, Riley e Morgan –giusto per citarne alcuni– si aggiunge ora il cognome Romeo. In effetti il 2016 è stato un anno importante per la famiglia Romeo, segnato dall’uscita di Horror Zone, album di Max Romeo cui è seguito un tour estivo che ci ha permesso di conoscere Azizzi e Xana Romeo, talentuosi figli dello storico artista roots. Questa volta però a fare notizia non è papà Max ma sua figlia, Xana.

All’anagrafe Azana Makeda Smith, Xana Romeo è cresciuta incoraggiata dal padre a intraprendere il proprio percorso musicale e, dopo anni di studio e sperimentazioni al di là della sola creatività musicale (oltre alle notevoli capacità canore e cantautorali infatti si cimenta anche nelle arti visive), è ora pronta a presentare al pubblico il suo primo lavoro discografico e ritagliarsi il suo spazio nella scena reggae attuale, dimostrandosi una delle voci femminili più interessanti e accattivanti. Wake Up è il titolo dell’album di esordio di Xana, caratterizzato da evidenti influenze roots-dub e che potremmo suddividere in due parti: la prima composta da sei brani, la seconda che presenta cinque dub versions dei brani della prima parte. Fedele alle sue radici musicali, i testi delle canzoni sono caratterizzati da un elevato impegno sociale.

Il disco esordisce con King of Zion. Questo primo brano, dalla linea di basso ipnotica e con un sottofondo di percussioni nyabinghi che scandiscono il ritmo, è una vera e propria ode ad Haile Selassie, senza dimenticarsi però di citare la controparte femminile di Sua Maestà, l’imperatrice Menen. La linea di basso, a volte ipnotica a volte incalzante, è il leitmotiv del disco e si sposa perfettamente con la voce di Xana. I toni riflessivi e rilassanti della prima traccia diventano più incalzanti in Wake Up dove, alternando versi rapidi cantati in maniera decisa e sicura con i “Wake up! Wake up! […] Live up! Live up!” dei ritornelli esorta la Jah people a non perdere tempo a lamentarsi, ma rimboccarsi le maniche e far sì che le diseguaglianze e le ingiustizie cambino, mostrando il cuore da leonessa che sembra appartenere e risaltare maggiormente nella musica di tutte le cantanti reggae.

La prima cosa dell’album di Xana che salta all’occhio ed all’orecchio è la lunghezza dei brani, in particolare Mercy Please che, con i suoi 6’32’’ è il brano più lungo del disco, anche per la presenza verso il fondo di un assaggio di dub music. Il brano, che è stato scelto per annunciare l’uscita del disco, è una ganja tune dai toni più elettronici –senza però dimenticare l’incipit incalzante della linea di basso– in cui, esplodendo come un vulcano nel ritornello (“Dem lock up di ganjaman/Dem neva lock up the pedophiles”), la figlia di Max Romeo denuncia apertamente le ingiustizie che da sempre nell’isola colpiscono i rastaman ed i ganja farmers quando vengono fermati dalla polizia o condotti in carcere.

Ma la vera perla del disco è Glitter Ain’t Gold: l’architettura musicale impeccabile, l’energia trasmessa dai fiati e la voce incredibile di Xana rendono questo quarto brano un capolavoro dalle liriche allo stesso tempo pungenti e toccanti, che incitano a non seguire ciecamente quelle che potrebbero poi rivelarsi persone sbagliate e dare il giusto peso valore a sé stessi. I ritmi ritornano più distesi con Rate Rasta, ma le liriche sono un deciso tributo agli elders ed una dichiarazione di intraprendere il loro stesso percorso, seguendo gli insegnamenti di Selassie. Sulla stessa scia prosegue Righteous Path, brano che vuole ulteriormente omaggiare Ras Tafari e le azioni da lui compiute, esortando a seguire gli insegnamenti di Sua Maestà. L’ascolto del disco continua poi con cinque dub versions egregiamente costruite, con un perfetto equilibrio tra le parti cantate, strumentali e di effettistica capaci di soddisfare i padiglioni dei dub-amatori più esigenti.

Wake Up è nel complesso un disco coinvolgente fin dal primo ascolto, perfettamente bilanciato tra brani tradizionali e dub; la profondità dei testi delle canzoni e l’energia travolgente trasmessa attraverso la musica di Xana sono il punto di forza di quello che si rivela essere uno dei migliori album di artisti roots femminili di quest’anno.

Tracklist Wake Up

01 King of Zion
02 Wake Up
03 Mercy Please
04 Glitter Ain’t Gold
05 Rate Rasta
06 Righteous Path
07 Righteous Path (Dub)
08 Wake Up (Dub)
09 Mercy Please (Dub)
10 Glitter Ain’t Gold (Dub)
11 Rate Rasta (Dub)

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