Lee “Scratch” Perry annuncia un nuovo album per il 2018

Con una foto postata sui social network e che lo ritraggono in fase di registrazione ai leggendari Studio Three di Abbey Road, Lee ‘Scratch’ Perry ha annunciato un nuovo album previsto in uscita per il 2018. Un disco che vedrà, ancora una volta, il veterano artista giamaicano affiancato dal produttore Daniel Boyle con il quale aveva già dato alle stampe il disco Back On The Controls, nominato ai Grammy del 2015.

Abbiamo lavorato insieme per quasi sei anni su alcuni progetti e dodici mesi fa abbiamo deciso di iniziarne un altro” ha detto Boyle che ha poi continuato “Lee Perry ha alcune lavori in collaborazione con altri artisti ma abbiamo deciso che era il momento di tornare con un nuovo album da solista. Sarà un disco di matrice reggae con un sound che ci porterà agli anni in cui gli studi giamaicani aggiornavano le proprie attrezzature lavorando su console a 24 canali come la API o la Helios…tracce con tamburi più forzati e bassi più pesanti“.

A chi gli chiede il motivo per cui il disco sarà registrato agli studi di Abbey Road, Daniel Boyle risponde: “Lee ama la storia, ama respirare le vibrazioni dei luoghi e quando gli ho detto che c’era la possibilità di registrare negli studi di Abbey Road lui ha fatto un salto di gioia e abbiamo subito prenotato. E poi ci sono dei forti legami con la storia di questi studi e la vita di Lee Perry: negli anni settanta Paul e Linda McCartney si sono recati ai Lee’s Black Ark studio per registrare alcune tracce tra cui Mr Sandman, brano presente nel disco Wide Prairie di Linda McCartney e in cui Paul e Lee Perry figurano come produttori e ingegneri. Così, Lee Perry era entusiasta di poter registrare in uno studio che ha contribuito così tanto nella vita e la carriera di Paul McCartney e dei Beatles“.

Un disco di cui ancora non conosciamo molto ma che grazie ai racconti di Boyle sappiamo come sta nascendo. Lee Perry è stato così ispirato dagli studi di Abbey Road da scrivere anche alcune tracce sul momento e dando vita a brani come Dub at Abbey Road. Nonostante i suoi 81 anni, il cantante giamaicano era così eccitato del lavoro che non si è seduto un momento e ha completato la registrazione vocale dell’intero album in una sola sessione di registrazione, lavorando anche tutta la notte.

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