Legalizzazione della Cannabis: riparte la battaglia in Parlamento

Dopo una breve sosta che è servita per rifiatare e fare il punto sulla situazione, in Parlamento torna di forte attualità il tema della legalizzazione della cannabis. A lanciare il primo colpo è nuovamente Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri, ex Radicali Italiani e attualmente nella lista Scelta Civica, ma passato agli onori della cronaca soprattutto per aver dato vita all’Intergruppo parlamentare per la legalizzazione della cannabis.

Un organismo nato nel luglio 2015 e composto da diversi parlamentari, provenienti da partiti e movimenti differenti, tutti con l’obiettivo di arrivare finalmente a regolamentare l’utilizzo della cannabis in Italia. C’è stato un momento, a cavallo della scorsa estate, nel quale sembrava che l’obiettivo fosse a portata di mano e si potesse finalmente arrivare a dar vita ad un provvedimento storico. Ma subito dopo è tutto saltato, a causa di una valanga di emendamenti che hanno sepolto la proposta di legge dell’Intergruppo.

A dare nuovamente linfa al tema, un fatto di cronaca registrato pochi giorni fa in provincia di Genova, dove un ragazzo di 16 anni si è gettato dal balcone per essere stato scoperto in possesso di 10 grammi di cannabis nel corso di una perquisizione della Guardia di Finanza.

Solo l’ultimo dei tanti casi di cronaca legati a spaccio di droghe leggere; un tasto sul quale battono molto i fautori della legalizzazione. Perché un regime proibizionista serve solo a mettere fuori legge i possessori di quantitativi anche piccoli; il tutto, tra l’altro, in un contesto quale quello attuale in cui è possibile acquistare senza troppe difficoltà semi di cannabis su negozi online come Zativo e altri.

Una contraddizione evidente, che porta spesso a gettare nell’illegalità chi detiene piccoli quantitativi di cannabis; e al contempo consente alle varie mafie sul territorio di fare affari d’oro con lo spaccio illegale. Un business che verrebbe stroncato in caso di legalizzazione delle droghe leggere.
Ecco allora che nelle scorse ore, anche in seguito al tragico fatto di Genova, il parlamentare Benedetto Della Vedova ha colto la palla al balzo per scrivere una lettera ai presidenti delle commissioni Giustizia e Affari Sociali della Camera; e ai capigruppo di Pd, Sinistra italiana e M5S, ovvero i tre schieramenti politici che hanno appoggiato la sua proposta di legalizzazione.

Obiettivo dell’ex Radicale è quello di arrivare ad una votazione esplicita in Parlamento, così da avere chiaro il quadro su chi voterà a favore e chi andrà invece contro.
In un contesto così immaginato, chi voterà negativamente, sempre secondo Della Vedova, contribuirà a mantenere l’attuale regime di proibizionismo, non facendo altro che alimentare il mercato delle droghe leggere. Che, ad oggi, è un affare molto fiorente per la criminalità organizzata.

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