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Mandato d’arresto per Mavado: la storia si ripete

Ormai non fanno neanche più notizia i vari mandati d’arresto o anche l’arresto vero e proprio dei maggiori artisti del panorama reggae giamaicano. Sappiamo tutti la storia di Buju Banton, per non parlare della più recente vicenda di Busy Signal o quella di Anthony B che per motivi più o meno gravi hanno e stanno ancora scontando la loro pena. Tra questi ci possiamo anche mettere l’artista dancehall Vybz Kartel, attualmente in carcere con l’accusa di omicidio e i vari Ninjaman, anche lui con l’accusa di omicidio e Jah Cure che ha scontato otto anni per stupro e violenza.

Ultimo, ma solo in ordine cronologico, è il mandato di arresto arrivato lo scorso giovedì ai danni di Mavado accusato di non essersi presentato davanti alla corte di giustizia dove doveva essere processato con l’accusa di aggressione ad un agente di polizia, all’esterno di popolare night club di Kingston lo scorso giugno. Aggressione avvenuta in seguito ad una sparatoria in cui rimase ucciso Conroy Edwards, amico e membro dell’entourage di Mavado, all’esterno del locale dove si stava tenendo una festa organizzata da un altro conosciuto artista dancehall, ovvero Bounty Killer. Per l’artista si tratta del secondo mandato d’arresto, dopo che anche l’anno scorso non si presentò ad un’altra data del processo.  Anche quella volta, cosi come è avvenuto giovedì scorso, il suo avvocato è riuscito a trovare un accordo con l’accusa e a mandare in sospensione il mandato d’arresto, almeno fino alla prossima data del processo che è prevista per il 20 giugno.

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