Marley: la nostra recensione sul film-documentario

Finalmente il grande giorno che tutti i fan di Bob Marley attendevano è arrivato e per molti di noi le attese non sono state deluse. Aspettavamo il 26 giugno da molti mesi, alcuni da anni senza sapere se il progetto di un film questa volta fosse davvero andato in porto. Per nostra fortuna è andata bene, grazie sopratutto alla voglia di un grande regista come Kevin Macdonald che è riuscito nell’impresa di convincere la famiglia Marley.

Fatta questa premessa, capite subito che per noi il film è stato più che positivo e tutto quello che ci aspettavamo è stato soddisfatto in pieno. Prima di passare ad una recensione vera e propria, vogliamo fare una piccola critica che riguarda il costo dei biglietti e l’unicità dell’evento. Il prezzo d’ingresso è stato di 10 euro (11 euro se avevi acquistato in prevendita): un costo esagerato per un film proiettato di martedì e assolutamente poco in linea con il costo di altri film. Se per un fan di Bob Marley alla fine il costo potrebbe essere anche abbordabile, in quanto partecipare ad un evento atteso da tempo non ha prezzo, per coloro che invece avrebbero voluto avvicinarsi o scoprire di più sull’artista non è stato assolutamente un buon “biglietto da visita”. Per quanto riguarda l’unicità dell’evento, la Lucky Red ha marciato per mesi sul fatto che l’evento sarebbe stato trasmesso solo il 26 giugno, salvo poi il giorno seguente uscire fuori con dei numeri positivi che hanno convinto alla proiezione “straordinaria” anche a partire da venerdì 29 giugno per una settimana nelle sale. Bhe, la cosa ci convince molto poco e vi spieghiamo perchè. Il sottoscritto è appassionato di Marley e colleziona tutto quello che riguarda il cantante e che riesce a trovare nel corso della vita. Per questo motivo mi sono informato su come avere la locandina esposta al cinema e chiedendo ad un cassiere mi sono sentito rispondere che la locandina è proprietà SIAE, mentre avrei potuto avere il cartonato (che vedete sotto in foto).  A quel punto il cassiere mi ha detto che il cartonato potevo prenderlo, ma solo se il film non fosse stato più in proiezione. Alla mia risposta che l’evento era unico, ha voluto avere conferma da un responsabile che ha però ha spiegato che il cartonato non potevo ancora prenderlo perchè era prevista  ancora la programmazione del film nelle sale. A me non risultava, ma non ho insistito. Oggi poi ho letto l’annuncio della Lucky Red e mi sono fatto qualche domanda: come è possibile che il responsabile del cinema in cui ho preso visione del film, fosse già a conoscenza di questo fatto appena 10 minuti dopo la fine della proiezione del film? Mistero.

Passiamo al film vero e proprio. Due ore e mezzo di un mix sensazionale di emozioni: dalla gioia e felicità anche per alcuni lati comici di Bob, alla commozione vera e propria per alcuni gesti del cantante che ti fanno capire quanto era importante una figura come la sua in questo mondo. Tristezza pura nella parte finale quando si parla della malattia che piano piano ha portato alla morte di Bob. Semplicemente stupenda l’ormai famosa scena in cui Robert Nesta riesce a far stringere la mano ai due “nemici” politici Jamaicani che di fronte a migliaia di persone (che appena un giorno prima di sparavano per strada e che al concerto erano vicini l’uno all’altro) sono portati alla stretta di mano, segno dell’unità che avrebbe dovuto avere tutta la nazione a partire proprio da chi la rappresentava. Un momento davvero toccante che ti fa capire come potesse una persona così piccola fisicamente, far cose impossibili. Ma di momenti cosi ne è pieno il film, poichè ne è stata piena la vita del cantante: potremo citare il concerto per l’indipendenza dello Zimbawe a cui Marley ha voluto partecipare a proprie spese pur di esserci, oppure all’episodio della sparatoria subita ma che non lo ha convinto ad annullare il concerto previsto per il giorno seguente. Il film è interamente sottotitolato e se almeno all’inizio può essere difficile seguirlo, poi ci si prende l’occhio e scorre molto veloce. L’unico appunto è che forse si poteva evitare di sottotitolare anche le canzoni (che anzi in Italia sono solo trascritte visto che non c’è la traduzione): i sottotitoli alla fine risultano troppo numerosi e per chi non capisce bene l’inglese c’è il rischio di far risultare il film come una lettura, facendo perdere agli spettatori le immagini proiettate. Forse si poteva pensare di doppiare il film, ma in tal caso il lavoro doveva essere fatto minuziosamente curando ogni piccolo particolare e per questo probabilmente si è preferito i sottotitoli per non rischiare un clamoroso flop. Nonostante tutto noi vi consigliamo la visione perchè merita davvero tanto, facendo scoprire lati di Marley che forse molti non conoscono.

Marley è un alternarsi di fotografie, filmati d’epoca, interviste, tra cui vari secondi di materiale inedito come era già annunciato. Il tutto per raccontare anche tramite la voce di famigliari, amici e conoscenti, chi era Bob Marley. Conoscerete lati mai visti del cantante e piano piano, imparerete ad amarlo. Per chi non lo avesse ancora visto, potete trovare qui le sale italiane che lo proietteranno ancora fino a venerdì 6 luglio.

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