Nasce Musicraiser: intervista a Giovanni Gulino dei Marta Sui Tubi, ideatore del progetto

“Senza musica la vita sarebbe un errore” scriveva Friedrich Nietzsche ne “Il crepuscolo degli idoli” e noi che della musica, specialmente quella reggae ne siamo innamorati, vogliamo oggi dare spazio ad un progetto appena nato che non riguarda il reggae ma la musica in generale e che da opportunità a chi ha un sogno “musicale” di giocarsi le sue carte per vederlo finalmente realizzare. Il progetto si chiama Musicraiser ed è stato ideato da Giovanni Gulino, cantante del gruppo siciliano Marta Sui Tubi (che tra l’altro vi consigliamo vivamente avendoli più volte visti del vivo ed avendo il loro ultimo album “Carne con gli occhi”).

E tramite un’intervista Eventireggae e Giovanni Gulino cercheranno di spiegare cosa è Musicraiser. Ecco quindi l’intervista realizzata. Buona lettura.

 

–  Ciao Giovanni e grazie per la disponibilità. Oggi lasciamo da parte strumenti, microfoni e canzoni e parliamo di Musicraiser. Spiega ai lettori in poche parole cosa è Musicraiser.

Musicraiser è un sito nel quale chi vuole realizzare un progetto musicale, sia esso un disco, un festival, un videoclip o altro può trovare fondi per realizzarlo attraverso la vendita di articoli o di ricompense ideate da chi crea il progetto per i propri fans, amici, facebook/twitter followers.

– Si legge che è rivolto un po’ a tutti: dalle band alle case discografiche. Basta semplicemente avere un progetto ed esporlo? 

Esatto, se il progetto verrà ritenuto da noi concreto e fattibile lo metteremo on line per iniziare la campagna di crowdfunding. Un artista può usare questo strumento per pubblicare il proprio disco, una casa discografica per produrre il lavoro di una sua band. Qualsiasi genere musicale ve bene, se l’artista e la sua proposta sono di qualità.

– Andiamo con un esempio pratico: mettiamo che io voglio fare un festival reggae. Vi propongo il mio progetto e indico la somma che mi serve. Poi cosa accade? 

L’organizzatore del festival deve fissare un obiettivo di raccolta fondi che comprende tutte le spese (affitto palco, luci, service, cachet artisti etc,). Se fa il nome di uno o più artisti che suoneranno nel festival abbiamo bisogno di ricevere dagli artisti la liberatoria della disponibilità nella tale data per l’esibizione. Dopo di che mettiamo il progetto on line e diamo inizio alla raccolta fondi che dovrà terminare almeno un mese prima della realizzazione del festival. La campagna fondi può durare da 1 a 3 mesi (la durata la sceglie l’organizzatore) e in questo periodo l’organizzatore deve adoperarsi per invitare i propri  contatti, amici di facebook, twitter followers a partecipare alla raccolta offrendo come corrispettivo per il contributo versato articoli o servizi di sua creazione.

Esempio:
per €10: ingresso al festival al prezzo di 10€ per tutte le serate
per €15 la t-shirt del festival
per €50 assistere al concerto nel backstage
per €100 cena con gli artisti
per € X = quello che vuoi

la creazione delle ricompense è libera, l’unico limite è il rispetto della legge e la propria creatività. Ma la creatività nei festival reggae non manca di sicuro…. 🙂

Chi pre-acquisterà questi articoli o servizi contribuirà a far raggiungere l’obiettivo di raccolta per la realizzazione del festival. Se il progetto raggiunge o supera il 100% della raccolta, l’organizzatore riceverà la cifra raggiunta meno la commissione del sito (il10%) e potrà realizzare il festival. Se il progetto invece raggiungerà meno del 100% della raccolta, l’organizzatore non riceverà nulla, il sito non guadagnerà niente e chi avrà acquistato le ricompense verrà rimborsato senza costi aggiuntivi.

–   Un progetto molto ambizioso. Come mai questa idea, da cosa nasce?

L’idea di creare un sito come Musicraiser maturava in me da circa 4 anni, quando ho scoperto siti come sellaband e pledgemusic che mettevano in contatto artisti e fans al fine di finanziare le uscite discografiche degli artisti che proponevano i propri progetti.
Per me è stato illuminante e ho subito pensato che questa poteva essere la risposta a una crisi del mercato discografico che sembrava e che si è dimostrata ormai irreversibile.
I tempi oggi, secondo me, sono maturi per far prendere consapevolezza ai veri amanti della musica che la loro diretta partecipazione alla co-produzione discografica o di un evento è indispensabile per il futuro della musica di qualità.

– Chi insieme a te porterà avanti tutto questo?

Siamo un team di 5 persone, io, la mia compagna Tania Varuni, fondatrice di Secretconcerts.it e altre 3 sognatori. Decine di altre persone con esperienza in uffici stampa, case discografiche, agenzie di booking collaborano con noi come talent scouts.

– Di iniziative come queste ne sono nate e ne stanno nascendo sempre di più, ma Musicraiser sarà unica nel suo genere. Vuoi spiegarci perchè?

Quello che ci differenzia dagli altri siti di raccolta fondi sul web è che noi siamo esclusivamente focalizzati sui progetti musicali, siano essi la produzione di un album o di un evento live e non accettiamo progetti che non si muovano in questo ambito.
Quello che vogliamo realizzare è un laboratorio a cielo aperto dei più interessanti progetti musicali in corso di realizzazione e dare la possibilità, a chi lo vorrà, di contribuire alla realizzazione di un progetto attraverso l’acquisto di ricompense esclusive.
Ma la cosa che ci differenzia principalmente è che nel caso di un progetto di realizzazione di un disco, possiamo offrire su richiesta dell’artista, servizi di pubblicazione che comprendono ufficio stampa, distribuzione fisica e digitale. In pratica lavoreremo come una casa discografica “fredda” nel senso che non entreremo nel merito delle scelte artistiche di un artista ma saremo pronti a pubblicarlo se avrà raggiunto il suo obiettivo di raccolta.

Vuole essere in qualche modo una battaglia alla Siae?

Dalla siae aspetto un sacco di soldi che so che probabilmente non arriveranno mai. E’ una struttura obsoleta che assomiglia più a un agenzia di riscossione dei tributi che a una agenzia nata per tutelare i diritti degli artisti…. Ma è un discorso troppo lungo che non mi sembra il caso di affrontare.
Musicraiser comunque non si pone in contrapposizione a nessuna delle disposizioni vigenti nell’ambito dell’attività discografica o dell’organizzazione di eventi live e favoriremo il pieno rispetto di tutti i requisiti di fattibilità dei progetti legati al nostro servizio.

(però se qualcuno ha in mente di fare una rivoluzione fatemelo sapere :D)

– Nel sito c’è anche una sezione “Lavora con noi”, come talent scout. In cosa consiste questo ruolo? Basta la passione per la musica e un buon orecchio?

Basta che ci mandate un curriculum e rispondete al nostro questionario conoscitivo.L’amore e la competenza musicale sono fondamentali. I talent scouts avranno il compito di scovare e contattare i progetti musicali più interessanti che sapranno individuare e invitarli su Musicraiser. Riceveranno un compenso per ogni progetto da loro proposto che centra l’obiettivo di raccolta. E’ un modo di premiare il “passaparola”

– A tal riguardo vuoi fare un appello? Perchè la gente dovrebbe unirsi a voi?

Non si tratta di unirsi a noi ma di scegliere se aspettare qualcuno o qualcosa che renda possibile il tuo sogno o decidere di farlo e basta, facendo partecipare chi già ti sostiene.

– Dove vi si può trovaei? Lascia i vostri contatti, anche social network se già sono stati creati.

Ciao a tutti, con tanta invidia per i vostri dreads… (i’m bold)!

www.musicraiser.com
http://www.facebook.com/Musicraiser

Infinite grazie per la disponibilità e la gentilezza con la quale ci hai risposto. Non ci resta che salutarti e fare a te e tutti i tuoi “colleghi” un grande in bocca al lupo.

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