Recensione di Frequency, ultimo album di Jahcoustix

La Germania, potrebbe sembrare un paese freddo e poco solare, quindi poco propenso a ricevere positivamente ritmi “caldi” come il reggae. Invece nonostante le apparenze ingannevoli, è un paese attivissimo da questo punto di vista, potendo contare su alcuni festival importantissimi, non solo reggae come il chiemsee e il reggae jam, ma anche di musica africana, come afrikaba e afrika festival.
Anche da un punto di vista strettamente musicale, questo paese ci ha dato grandi artisti, a cominciare dal famoso gruppo dei Seed, che hanno prodotto ottimi lavori e un disco Live straordinario, per finire a Gentleman, Uwe Banton e Sebastian Sturm. Fra quelli che sono riusciti a farsi conoscere internazionalmente, c’è Jahcoustix, al secolo Dominik Haas, nato in Germania e cresciuto un po’ in giro per il mondo tra Africa, centro America e Stati Uniti.

Ha già inciso qualche album, l’ultimo “Crossroads “ nel 2010, e ora all’inizio di questa estate è uscito “Frequency”, che possiamo condiderare un lavoro “new roots o reggae revival” e che segue l’omonimo movimento che si è sviluppato in Jamaica.
L’album è molto piacevole all’ascolto e coinvolge particolarmente negli episodi che vedono Mr. Haas collaborare con importanti nomi della scena reggae, come Horace Andy in “Strong Man” un bel reggae sinuoso alla “vecchia maniera”, con la voce particolare del “vecchio” Andy che “ricama” rime.

In “Don’t shoot”, canzone anti violenza, c’è la collaborazione di Kabaka Pyramid e di Raphael, come dire la nuova generazione di singers roots. Immediatamente dopo questa traccia, c’è “Better days” cantata insieme ai Dub Inc, famosa band francese, e infatti la cosa divertente di questo brano, peraltro dal testo sempre molto consciouness, e l’alternanza del cantato inglese e francese.
Il cd inizia con la canzone che da il nome all’album, che entra subito al primo ascolto, e spinge a canticchiare il ritornello, che magari ci ritroviamo a ripetere la mattina mentre ci facciamo la barba. “Kings of democracy” nonostante il testo accusatorio nei confronti del potere che limita e distrugge i diritti dei cittadini, è un bel reggae vivace che spinge al ballo. A mio modesto parere, il momento più “ alto” di questo lavoro è “Controller” dal testo “rasta-oriented” con un ritmo assolutamente roots, che incede maestosamente tra basso-batteria e grandi fiati, accompagnato dalla voce di Apple Gabriel, una dei componenti degli Israel Vibration, ed è nota di merito per Jahcoustix essere riuscito a coinvolgere cotanta personalità! Veramente un brano di livello eccezionale.

Un’altra sorpresa è la produzione di questo cd, che è di un team, Irievibrations, austriaco! I cambiamenti climatici del pianeta porteranno ad un cambiamento totale delle situazioni geografiche che conosciamo, con la tropicalizzazione dell’Europa. Dobbiamo dire che dal punto di vista musicale, Germania e Austria si sono portate avanti con il lavoro 🙂
Bravi!

Emilio Chirico

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