Recensione di Never Surrender my Faith di Lutan Fyah

Anthony Martin, in arte Lutan Fyah è un artista jamaicano ed un esponente di spicco di quella corrente che possiamo chiamare “modern roots”, in quanto le sue canzoni sono intrise di spiritualità e richiami alla religione rasta. E’ già dal titolo di questo suo ultimo lavoro, si può capire come Lutan faccia continui riferimenti alla sua religione.

Non è propriamente un disco nuovo, in quanto si tratta di una raccolta di singoli incisi negli anni precedenti per la Jah Warrior, l’etichetta che ha prodotto il tutto. Il risultato comunque è molto valido e la scelta dei brani risulta fatta in maniera intelligente, e non vi è un momento di stanca, tutte le tracce “prendono” l’ascoltatore.

La prima traccia è quella che da il titolo al cd, roots profondo e voce che accompagna in maniera eccellente il ritmo, con un testo che manifesta l’amore per Rastafari. “What you gonna do” è un altro inno rasta, mentre “Smoke the high grade” su un ritmo molto potente, dichiara la “classica” predilezione per la ganjah, Lutan Fyah cavalca il ritmo con rime veloci e piene di “pathos”. “Ridicoulos” e “She brings me joy” ci introducono alla bellissima “Things better now”, classico reggae da sound system “a palla”, che è un messaggio di speranza, sempre nel nome di Jah. Una cosa che sicuramente non manca in questo artista è la coerenza! “It’s your society” è un electro-reggae che si scaglia contro le brutture di Babylon, “Always be loving” sia musicalmente che come tema è sulla falsariga del precedente.

“Rebellious” è un saluto a tutti i Jah-warrior, su una base dub con una presenza di fiati importante, “Love is for you” mi ha riportato indietro al reggae di metà anni 80, quando l’elettronica iniziava ad entrare negli studi di registrazione Jamaicani, e anche gli echi dub sono gli stessi, il risultato notevole. Si torna al roots moderno con “Love is for you”, e finalmente si arriva al brano che si potrebbe definire di “culto”. “Let righteousness be your guide”, nel quale una base minimale ma ben presente, accompagna la dichiarazione di Lutan Fyah, che invita tutti (rasta e non) a far in modo  che la guida della propria vita sia la giustizia, messaggio validissimo e in genere poco applicato, nello specifico, per quanto riguarda il nostro bel paese, bisogna togliere il poco e sostituirlo con mai. Scusate la divagazione, ma po’ di polemica non fa mai male :-)) Si conclude con due brani “Stay focus” e “Reason without conflict” che confermano con due dub-roots quanto fatto dal bravissimo Mr. Martin. Eccellente compilation di brani che oltre a farsi apprezzare musicalmente, permettono a chi la “gusta” di ricevere le giuste vibrazione dai testi e dalla voce di un grande protagonista della musica jamaicana.

Emilio Chirico

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