Venice Sunsplash 2013: report e foto del 19 luglio con Alborosie e Mellow Mood

Ed ecco che arriva il 19 luglio. “Oggi è d’obbligo la presenza al Venice Sunsplash! ” mi dico. Così in buona compagnia incomincia l’esodo: arrivati all’area camping, possiamo apprezzare una comoda zona, che nel suo piccolo, non fa mancare alcun comfort e, cosa più importante di tutte, è dotata di numerosi alberi che consentono una certa frescura; l’aria che si respira è di certo delle grandi occasioni, come dimostra l’ imponente numero di partecipanti, che per la maggior parte è costituita da italiani. Ci sono anche francesi ed, immancabili, gli spagnoli. Finalmente dopo alcuni litigi, anche cruenti, con la tenda esploriamo l’area vera e propria dei concerti. Ed è come entrare in una cittadina vera e propria; si ha la possibilità di acquistare qualsivoglia sfiziosità che nei luoghi “commerciali” è molto difficile trovare: dalle magliette dai motivi tanto insoliti quanto simpatici, agli incensi che hanno la particolarità di essere commestibili e ottimi per l’ igiene orale. Ovviamente non mancano tra gli stessi partecipanti quelli che, come se fossero dei veri e propri organizzatori, intrattengono con le più svariate attività i compagni del Sunsplash. L’ atmosfera, non mi stancherò mai di sottolineare, è veramente fantastica: la facilità con la quale si riesce a familiarizzare è stupefacente, il tutto facilitato anche dall’aria prega di “polline amoroso”. Numerosi sono state le mie peregrinazioni all’interno di questa area, ed ad ogni passaggio scopro qualche particolare che l’occhio non era riuscito a catturare la volta precedente. All’improvviso un colpo di batteria risveglia l’aria: cominciano i Mellow Mood!

Prestazione senza preliminari quella dei Mellow Mood: ancor prima che Jacob sia visibile dalla platea si posso apprezzare i roots inconfondibili di “Man a Express”, sicuramente una delle colonne portanti della giovane ma esperta band di Pordenone; il pubblico è preso alla sprovvista, ma ci vuole veramente poco affinché una massiccia folla si riversi in direzione del main stage. Sempre carichissimi i Mellow sfoderano come seconda canzone “She’ s so nice”. Non si perde neanche un secondo! Il pubblico ormai caldo a puntino ha “sguinzagliato” le proprie ugole e non lascia correre neanche una parola senza averla intonata; si continua sempre ad altissimi livelli con “Inna Jail”,”Moses”,”Tonight” e si arriva al culmine con “Refugee”: il pubblico è lambito dal suo ritmo originale e dal suo ritornello che si presta al duetto tra folla e band; i fratelli Garzia non si lasciano sfuggire l’ occasione e così sfoderano una serie di note gutturali che infiammano la folla. La situazione diventa ancora più rovente con l’entrata in scena di Kg Man che inscena uno spettacolo più dancehall che mai. La loro performance finisce in crescendo con il loro pezzo più popolare “Inna Babylon” a cui fa seguito una valanga di applausi ed ovazioni per una band che in pochissimo tempo ha conquistato una posizione di rilievo nello scenario reggae europeo.

Con amarezza salutiamo i Mellow Mood, ma con sentimenti diametralmente opposti accogliamo l’ inizio della serata di Alborosie & Shengen Clan Band. Apre le danze “Rock the dancehall”, canzone dell’ ultimo album “Sound the System”. E’ uno spettacolo quantomeno emozionante: vedere la folla conoscere testi di un album uscito meno di un mese prima! Albo sa benissimo come fare per surriscaldare l’atmosfera; e con tale obiettivo sfodera subito “Camilla”, canzone che fa parte della vecchia guardia del suo repertorio e naturalmente conosciutissima dal pubblico del Sunsplash. Segue “Play fool”: sprecherei caratteri se mi soffermassi a sottolineare quanto questa non sembri una delle canzoni del nuovo album per quanto è entrata nel sangue dei fan. Seguono incalzanti “No cocaine” e “Informer”. Ma è alle note di “Herbalist” che il pubblico mostra un coinvolgimento quasi religioso. Un Albo instancabile intona fra un calcio ad un palla (arrivata sul palco) e una sventolata di dread altre canzoni del calibro di “Jah Jah Crown”, “I wanna go home”, “ Can’ t stand it”, “International Drama”, dove Alborosie tira fuori dal cilindro una voce ben impostata da soprano. A questo punto gli artisti lasciano il palco, salvo risalirci subito per accontentare un pubblico ancora lontano dall’essere stanco. Così segue ancora “Grow your dreads”. La serata finisce in bellezza con “Respect” da un lato e un fragoroso boato dall’altro. Il pubblico è stremato, ma la notte è ancora giovane!

REPORT 20 LUGLIO (clicca qui)

Report, foto, video di Fabio Fusco

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