Yellowman ammette: non sono un santo ma la musica di oggi ha superato ogni limite

I contenuti dei testi musicali della musica reggae, e sopratutto dancehall, odierni sono spesso spunto di riflessione ed in molti hanno detto la proprio a riguardo: da gente come Chris Blackwell che aveva pacatamente ammesso di ritenere troppo negativi alcuni testi ad artisti come Barrington Levy che invece ci era andato giù più pesantemente definendo porno la scena dancehall.

L’ultimo ad esprimere il proprio pensiero a riguardo è stato Yellowman, leggendario artista giamaicano che nella sua carriera è riuscito ad abbattere muri che sembravano indistruttibili. L’autore di hit come Zungguzungguguzungguzeng, in una recente intervista, ha detto che la musica di oggi ha superato ogni limite risultando troppo violenta: “Io non ero certamente un santo ma ho fatto musica con classe” ha proseguito.

Sotto la lente di ingrandimento ci sono i contenuti delle liriche: “Io faccio musica per ispirare le persone, non ha senso fase musica che spinge verso i conflitti. Fortunatamente, a livello mondiale, canzoni come queste non sono molto commerciali ” ha detto Yellowman che poi aggiunge “Quando si inizia a fare musica, bisogna iniziare subito bene se si vuole terminare bene. È per questo motivo che la mia musica e quella di artisti come Bob Marley, Shaggy, Shabba Ranks ed altri veterani è sempre attuale“.

In conclusione una battuta anche sulle nuove sonorità: “Il problema non sono i ritmi della musica ma i contenuti: se uno ha talento, si adatta a qualsiasi sonorità“.

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