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Il Re Leone del reggae

Il leone è un animale che ha affascinato uomini di ogni epoca e di tante diverse culture. Spesso la sua figura viene infatti usata per simboleggiare la virtù e qualità preziosissime come la fierezza, la nobiltà, la forza d’animo, la giustizia, la regalità e il coraggio. Il leone è l’animale degli eroi e dei re, di chi combatte con forza, di chi è mosso da nobili ideali.

L’immagine del leone popola la mitologia fin dalla notte dei tempi. Nell’epica mesopotamica solo gli eroi Gilgamesh e Enkidu riescono a domare i leoni. Troviamo il leone nella sfinge degli egizi e in molte rappresentazioni del loro pantheon. Le feste del dio persiano Mitra erano chiamate “Leontiche”, proprio in onore dell’animale sacro al dio. Per i cinesi il leone protegge gli uomini dagli spiriti malvagi ed è quindi tradizione in Cina ballare la “danza del leone” ogni capodanno.

È nell’antico trattato di un anonimo alessandrino, detto “Il Fisiologo” (risalente al II-IV secolo d.C.) che al leone viene attribuito per la prima volta l’appellativo di “re degli animali”. Questo testo avrà grande importanza per tutta la cultura medievale europea. Anche nella cultura pop contemporanea il leone è una figura più che ricorrente. Basti pensare al ruggito del leone della nota compagnia di produzione cinematografica statunitense, la Metro-Goldwyn-Mayer. Leone diventato talmente tanto iconico, che la Metro-Goldwyn-Mayer realizzò una sala da gioco in Nevada con le sembianze della testa di un leone.


Una cultura in particolare vede il leone come elemento centrale della sua iconografia: il Rastafarianesimo. Per i Rastafari infatti, il Leone è una figura più che emblematica. Il Leone di Giuda, simbolo antichissimo di origine biblica, rappresenta infatti l’imperatore Hailé Selassié d’Etiopa, incoronato “Re dei re e Leone di Giuda” il 2 novembre del 1930. Questo sovrano rappresenta ancora oggi un simbolo di libertà per il popolo etiope e per tutta l’Africa. Hailé Selassié è stato infatti l’unico monarca africano governatore di uno stato indipendente, paese che governò per oltre 40 anni.

È proprio così, partendo da questa figura, che il leone entra nell’iconografia reggae, nei testi di Peter Tosh, Bob Marley e non solo. Tutta l’iconografia relativa alla figura di Bob Marley rimarrà indelebilmente legata alla figura del leone, che diviene a tutti gli effetti l’alter ego del cantante di Nine Mile. Robert Nesta Marley viene infatti ritratto con le fattezze di un leone, le sue immagini vengono associate sovente a quelle del felino. I dreadlocks della sua capigliatura diventano una criniera imponente, il suo sguardo fiero diventa un punto di riferimento per tutta la comunità nera in ogni angolo del globo, per tutti gli attivisti che vedranno in lui un profeta di giustizia e libertà. In uno dei suoi pezzi più celebri canta: “I’m gonna be Iron like a Lion in Zion”, vale a dire il leone che ogni giorno deve correre svelto per salvarsi, che si batte con fierezza contro l’ingiustizia e l’oppressione. Bob Marley, il re leone giamaicano, si afferma a tutti gli effetti come l’ultima icona di una tradizione che ha origini millenarie, passa per la regalità dell’eroica stirpe regale etiope, fino ad arrivare alle lotte più recenti lotte per la libertà. Riferimento per tutta la comunità Rastafari, ma anche per tutti gli amanti del reggae il suo ruggito continua ad ispirare migliaia di persone da ogni parte del globo.

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