Ziggy Marley al Rugby Sound di Legnano: scaletta, foto e report

Anche questa estate è andato in scena il Rugby Sound Festival, ritrovo annuale in quel di Legnano che puntualmente richiama gli amanti di tutti i generi musicali e da ogni dove della penisola: giunto alla sua diciottesima edizione, l’evento si è svolto all’interno delle mura del caratteristico castello di Legnano, il quale ha visto esibirsi dal 29 giugno all’8 luglio artisti di portata nazionale ed internazionale.

A inaugurare al meglio questa nuova edizione è stato chiamato nientemeno che Ziggy Marley, il quale ha risposto presente all’appello: il cantante primogenito di Bob mancava da ben 7 anni dal nostro paese e non poteva che cogliere al meglio l’opportunità per poter presentare il suo nuovissimo Rebellion Rises, album uscito appena un mese prima.

Un concerto imperdibile, confermato anche dall’elevato numero di persone che si sono accalcate sotto il palco per poter assistere al meglio allo spettacolo dell’ex leader dei Melody Makers, il quale si è presentato al pubblico con un lungo “Wah Gwaan Italia?” seguito da un boato di gioia per dargli un caldo benvenuto.

“I will be glad when you say to me, play Reggae music make me feel irie” sono le prime parole che Ziggy intona davanti al pubblico per aprire le danze e per presentare i pezzi della tracklist del nuovo album: brani che alternano momenti di spensieratezza ma anche di misticismo e polemica, come See Dem Fake Leaders, con cui  sottolinea il periodo di criticità mondiale, rivolgendosi ai potenti che giocano con la vita delle persone, in un brano intriso di percussioni rullanti e ottimo riddim roots.

È quindi importante una World Revolution, senza dimenticarsi però di “restare umani”: Ziggy invita il pubblico ad unirsi a lui e cantare “I’m not a capitalist and I’m not a communist, i’m not a socialist, i’m not the politics; tell me, are these the reasons, you can’t live right? I am a Human“.

Se il pubblico, in visibilio per la prima canzone, mostra di conoscere già i testi dei nuovi pezzi con molta famigliarità, è inutile descrivere come l’intero Castello abbia tremato per una decina di secondi quando sono stati intonati i primi accordi di tastiera di One Love e di Coming From The Cold: la presenza di Bob era quanto mai vicina soprattutto data la somiglianza vocale del primogenito.

Il pubblico, non ancora stanco dopo quasi sessanta minuti di vibes, chiedeva a squarciagola il bis, ed eccolo accontentato: doppietta di Medley con War/ Get up stand up e Is This Love per chiudere in bellezza il repertorio in tributo al padre.

A terminare lo spettacolo, l’esecuzione di pezzi che lo hanno reso famoso, come l’intramontabile Love Is My Religion, True To Myself e la celebre Wild and Free, quest’ultima caratterizzata dagli strabilianti assoli di chitarra di Takeshi Akimoto. Uno Ziggy in forma che ha mostrato carisma ed energia, combinando pezzi nuovi a quelli vecchi e regalando ai nostalgici brevi ritorni al passato.

L’ultimo saluto, prima di scendere al palco, lo ha fatto dedicando alla massive italiana due canzoni: Rebellion Rises e Circle Of Peace, “cause only the willing will see their dreams“.

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Scaletta Ziggy Marley Legnano

I will be glad
See them fake leaders
World revolution
I am a human
Love is my religion
One love
Coming from the cold
True to myself
High on life
We are the people
Wild and free

War get up stand up

Is this love
Rebellion rises
Circle of peace

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