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I Red Lions incontrano Mykal Rose: esce The Healing Of The Nation

Lo scorso 2 novembre, è uscito il nuovo album di una delle realtà reggae più interessanti del continente americano: stiamo parlando dei Red Lions, gruppo californiano composto da Burton Eubank e Jeremy Gray, rispettivamente al basso e alla batteria.

Reduci dall’ottimo debutto di Red Lions Dub risalente allo scorso anno, il ruggente duo non ha frenato i lavori che, tra un tour e l’altro in giro per gli Stati Uniti, li ha portati a collaborare con Mykal Rose, leggendaria voce dei Black Uhuru nonché nuovo protagonista di Healing Of The Nation, l’ultimo progetto musicale della band.

Ad aprire la pista è Bad Face, brano dai bassi potenti e dalle liriche taglienti in cui l’artista giamaicano riflette sull’egoismo delle persone:”Full a them a talk then don’t know nothing about you“. Si ritorna nel passato con No Vampire e Gully Bank Life, pezzi da pelle d’oca che riflettono in pieno lo stile Black Uhuru, merito anche del prezioso contributo di Binskee nei panni di produttore, a confermare la collaborazione coi Red Lions per regalarci qualcosa di straordinario e dal sapore molto vintage.

Anche Micheal dimostra di essere molto in forma e di avere ancora un’enorme spirito di adattamento a tematiche differenti: con Dung A Yaad, di cui tra l’altro viene proposto il video ufficiale, i toni si fanno meno duri per parlare della bella Giamaica, dove la vita è bella “although it hard”, e si fanno più malinconici in When I Was A Boy, ballad che rilette ricordi indelebili di una gioventù passata sull’isola:”When i was a boy we didn’t care about nothing, life was so eazy” è il ritornello ipnotico che rieccheggia prepotentemente sopra un riddim one drop.

Settima e ottava traccia sono Get A Life e More Fire, che si coronano i brani meglio riusciti dell’intero set: entrambi caratterizzati da un suono settantiano in cui basso e percussioni si alternano ad una batteria sincopata, che sostiene l’inimitabile Waterhouse singing di Mr. Tu Tu Tweng. Completano il quadro musicale il tris di pezzi senza tempo quali Sinsemilla, Solidarity e General Penitentiary, che superano a ottimi voti l’arduo ostacolo di riuscire a rendere più belli brani che sono passati alla storia della musica in levare.

Un progetto discografico che regala grandi emozioni e riporta sotto i riflettori un Micheal Rose che mancava da Strategy Of Rome, raccolta di brani pubblicata a giugno dello scorso anno; in attesa di vederli esibirsi in Europa, Healing Of The Nation viene pubblicato dalla I-Sight Records e disponibile sia in cd che in vinile.

Tracklist The Healing Of The Nation

01. Bad Face
02. Dung A Yaad
03. My Friend Herb
04. No Vampire
05. Gully Bank Life
06. When I Was A Boy
07. Get A Life
08. More Fire
09. Sinsemilla
10. Solidarity
11. General Penitentary
12. My Friend Dub
13. Gully Bank Dub
14. General Dub

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