Intervista alla Shella Records: l’incredibile storia dietro questa etichetta

Proveniente dall’Australia e affascinato dalla storia della musica reggae canadese, Chris è un visual artist con la passione per la musica giamaicana, che lo ha portato alla ricerca di indizi per fare luce su una figura ancora avvolta nel mistero:quella di Sheila Rickards, enigmatica artista jazz giamaicana che ha pubblicato solo un singolo reggae. Un’ossessione che lo ha portato a fare delle ricerche e a dedicarli un’etichetta che richiama il suo nome, la Shella Records.

Attualmente Chris si trova impegnato alla realizzazione di un documentario su Rickards e alla promozione della serie “the Toronto’s Buried Reggae History”, con lo scopo di far conoscere al mondo l’enorme impatto che la musica reggae ha avuto sulla città e nazione canadese. Lo abbiamo intervistato per conoscere la sua storia.

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Ciao Chris, grazie per aver accettato il mio invito ed essere qui per chiacchierare con noi!
Grazie per avermi qui man!

Prima di tutto, tu sei il possessore di un’etichetta, la Shella Records: potresti parlarcene un po’?
Ad essere onesto ho aperto quest’etichetta senza avere una chiara idea di cosa avrei fatto poi, non avevo un piano definito e nemmeno punti di distribuzione. Onestamente è stato qualcosa di normale, semplice come il desiderio di condividere un meraviglioso pezzo di musica con le altre persone.

È nato tutto dopo che ebbi trovato un incredibile disco Reggae in un negozio dell’usato, in un paesello del Canada. Rimasi ossessionato da una canzone, che faceva parte di una strana compilation canadese accreditata ad una cantante chiamata “Shella Record”.

Non ho mai sentino nulla di lei fino ad ora, e allora iniziai a chiedermi chi potesse essere, se fosse uno pseudonimo, una cantante Soul che cercava di fare Reggae, che cosa le era successo, dov’era? Nessuno a Toronto sembrava sapere nulla, così decisi di andare in Giamaica per cercare maggiori informazioni.

Mi incontrai con Bunny Lee, che aveva prodotto la suddetta canzone e che ancora aveva i nastri originali nei suoi archivi, ma rimasi scioccato quando scoprii che egli non l’aveva mai  pubblicata in Giamaica. Mi rivelò che Shella Records era Sheila Rickards ma che non l’aveva più vista da quella sessione del 1975.

Ho cercato per tutta la Giamaica ma non riuscii a trovarla. Bunny parlò di mettere la canzone su un quarantacinque giri per la prima volta, assieme al dub di King Tubbys che uscì con l’album Creation Of Dub nella metà degli anni ’70. Fui molto entusiasta perchè le persone avrebbero potuto finalmente sentire questa fantastica tune che mi aveva ipnotizzato.

Un paio di anni più tardi Bunny non ristampò la canzone così mi misi in contatto con lui per vedere se potesse darmi la licenza del brano. Ero agitato a pensare di avere a che fare con una leggenda del genere, che pubblicava canzoni molto prima che io nascessi, ma Bunny è una grande persona e tutto andò bene.

Produssi la ristampa su un 10” nel 2013 e la risposta fu travolgente. Diedi a Dj Gilles Peterson della BBC una copia e lui la suonò in radio e fu come un sogno che si avverava. Dopo di che il pezzo andò sold out rapidamente.

Hai pubblicato due release: la prima di Sheila Rickars  intitolata Jamaican Fruit Of African Roots che, come ci hai detto, risale al 2013. Ma chi è questa Sheila Rickards?
Sheila Rickards era una cantante jazzista giamaicana di Greenwich Town, in West Kingston. Era una bambina prodigio che si esibì con veterani Jazz come Lenny Hibbert and Sonny Bradshaw. Lei fece diversi lavori nelle catene di hotel della costa nord negli anni ’60. Era principalmente una live performer e incise davvero pochi pezzi.

Si spostò in America per proseguire la carriera come cantante Jazz e scomparì completamente. “Jamaican Fruit of African Roots” è stata l’unica canzone Reggae che ebbe mai registrato. Il fatto che lei fosse una cantante jazz è ciò che fa di questa canzone qualcosa di incredibile ed unico, che combina gli stili del Jazz, Soul e Funk su uno dei riddim più tosti mai fatti dagli Aggrovators.

Sheila – Shella, c’è qualche legame dietro il nome della tua etichetta?
Haha si, è praticamente un gioco di parole che si riferisce all’errore di stampa di “Shella Record” su il disco originale che trovai. La cosa divertente è che molte delle persone credono che la mia label si chiami “Sheila” Records, così la confusione prosegue.

Musicalmente parlando, quali sono state le tue impressioni di questo 10”?
Sono rimasto molto contento di questo 10”, ci ho speso molto su e ho usato Dubplates e Mastering di Berlino che han fatto un lavoro fantastico. Ho avuto a che fare con Philip Smart, il leggendario engineer che ha missato la track prima di morire. Philip Smart lavorò con King Tubby quando era giovane ed io mi reputo molto fortunato di averlo conosciuto e averci lavorato insieme.

Seconda pubblicazione uscita lo scorso anno è di Rothadam – Born To Be A Rebel, un’altra grande produzione sconosciuta che costa centinaia di dollari su Discogs…potresti raccontarci la storia che sta dietro questo artista e sul perché hai scelto questa canzone?
Ho trovato questo disco anni fa, quando mi sono spostato per la prima volta in Canada, in un container da spedizione dentro il negozio di Monica’s Records, uno degli ultimi rimasti ancora attivi nel Reggae, sulla Eglinton Avenue West nel quartiere giamaicano di Toronto.

È assolutamente una canzone incredibile, una delle cantoni roots più sconosciute mai prodotte a Toronto. Dal suono pare essere una produzione Black Ark, ma è stato registrato qui. Liricamente è veramente profondo con un messaggio nella quale molti di noi si possono ritrarre. Ho sempre amato la canzone, al tempo non c’era nulla a riguardo sul web, così ebbi un altro mistero da risolvere tra le mie mani.

Seppi che Rothadam aveva contatti con la Half Moon label ma anche lui non sembrava aver inciso molto. Chiesi in giro per anni e onestamente pensavo che fosse morto. Era anche uno dei nomi Reggae più strani che ebbi mai sentito. Misi un annuncio su un giornale caraibico locale e fui molto felice di ricevere una chiamata qualche giorno dopo da uno uomo che diceva:” Hai messo il mio nome sul giornale?”

Non c’è bisogno di dire che ne rimasi elettrizzato, lui vive ancora in Toronto e uscii immediatamente fuori per andarlo a conoscere. È rimasto fuori dal business per molto tempo ma ha ancora una voce potente. È stato veramente felice di vedere il suo singolo ristampato e condividiamo il 50% ciascuno del profitto, perchè ho pensato fosse una scelta etica importante quella di condividere le entrate, considerando l’enorme quantità di ristampe Reggae di dubbia provenienza presenti sul mercato.

Oltre all’attività della label Shella, tu sei coinvolto nella “re-evaluation” della scena Reggae canadese, per far scoprire al mondo intero questa realtà. Storicamente parlando, quanto è stata importante nell’evoluzione della musica giamaicana?
Inizierei a dire che io sono un outstander di questa cultura. Sono un ragazzo bianco e provengo dall’ Australia. Non sono sicuro che sia io la persona giusta a dover raccontare la storia. Detto questo, io vivo e respiro nella storia reggae canadese, è come un’ossessione.

Amo camminare davanti ad un edificio dall’aria noiosa e dire a me stesso:” Qua è dove Jackie Mittoo aveva il suo negozio di dischi”, “Johnny Osbourne ha vissuto qui..” etc etc.  E’ definitivamente la mia missione quella di far capire al mondo, e soprattutto ai canadesi, dell’importanza della musica Reggae e Dancehall che è uscita da questa città. Non ero qui a quell’epoca ma la mia impressione è che la Toronto degli anni ’70 fosse davvero noiosa e conservativa e la scena Reggae fosse veramente piccola.

Le stazioni radio erano disinteressate e persino razziste. Bathurst Street è stato il primo centro caraibico con numerosi records stores ed etichette. La prima musica Reggae canadese era solo composta da e per la comunità caraibica. Attraverso artisti come Chalawa ed Ishan people, Leroy Sibbles e Messenjah è riuscita ad ottenere un certo successo commerciale durante la fine degli anni 70’, seguita dall’accettazione della musica di Bob Marley da parte dell’audience mainstream bianca.

È davvero difficile sapere qual è stato l’impatto a quel tempo sulla musica giamaicana in generale, ma penso che l’impatto degli immigrati giamaicani sulla storia della musica canadese sia enorme, creando indiscutibilmente la miglior musica mai uscita dalla city.

Johnny Osbourne ha vissuto a Toronto per dieci anni cantando qualsiasi cosa la gente volesse, soul e pop incluso. Ha sviluppato molte qualità come cantante, prima di ritornare in Giamaica e registrare “Truths and Rights” allo Studio One, uno dei migliori album Reggae mai registrati. Molta della musica Reggae canadese che ci fa ballare oggi e che è venduta a prezzi esagerati, all’epoca veniva venduta pochissimo da label come Half Moon e Summer Records, che a malapena facevano fatica a darla via.

Potresti menzionare alcuni dei più importanti artisti giamaicani che hanno contribuito allo sviluppo ed arricchimento di questa scena?
Oh man ce ne sono tantissimi, alcuni dei miei preferiti sono: Johnny Osbourne – lui fu molto prolifico, Stranger Cole, Nana Mclean, Jackie Mittoo, Leroy Sibbles, Chalawa… Produttori come King Culture, Oswald Creary (della Half Moon Records), Jerry Brown (della Summer Records) e Bunny Gemini. Tutti fecero dell’incredibile musica nella città.

Perchè secondo te è così sottovalutata e così poco riconosciuta? Pensi che il suo contributo possa essere considerate allo stesso livello dato per esempio dalla scena Reggae americana?

Sono sempre sorpreso nel trovare che molti canadesi non conosco nulla di questa scena, penso che ci siano persone in Europa e Brasile che ne sanno molto di più! Era davvero una piccola realtà, il Canada ha davvero poca popolazione comparata a quella degli Usa. Penso che in termini di qualità di produzioni Reggae che Toronto ha prodotto negli anni ’70 sia facilmente comparabile a città come New York, probabilmente anche meglio, anche se questi dischi erano provenienti da piccole etichette non così popolari all’epoca.

Puoi menzionarci almeno dieci album canadesi che rappresentano al meglio la scena?
In termini di album Roots:

Chalawa-Capture Land: con l’apparizione di Johnny Osbourne e Stranger Cole, è un album fantstico e sofisticato, prodotto da John Forbes e Alex King.

Jackie Mittoo-Stepping Tiger: Non sono sicuro al 100% che sia canadese ma molte delle copie di questo raro disco dicono nasca qui e voci dicono che sia stato registrato alla Summer Records e stampato in Giamaica. I Synthy dub sono all’ordine del giorno, un passo avanti dagli altri album di Jackie registrati in Canada.

Various Artists- Warzone: ovviamente non posso lasciarlo fuori, questo album bizzarro è una compilation di produzioni di Bunny Lee e consiste in lovers tune degli anni ’70. È l’unica release degli anni ’70 della “Shella Records”, ovvero Sheila Rickards e la sua “Jamaican Fruit of African Roots” nascosta alla fine dell’album con una micidiale Dub version.

Stranger Cole-Forward in The Land of Sunshine: primo album roots di Stranger Cole affiancato dalla Super 8 Band e registrato alla Half Moon, un album che ha un suono migliore rispetto a molte delle produzioni di Half Moon Recordings e delle bellissime composizioni liriche/strumentali.

Roots (King Tubby/ Winston Jarrett/Bobby Soul): questo album senza cover è stato nella mia lista desideri per anni, assieme alle misteriose canzoni di Bobby Soul chiamate “Message from the Congo” e “God is Love”, mixato da King Tubby. Produzione esclusivamente canadese. Voci di corridoio dicono che Bobby Soul abbia vissuto a Toronto.

More Vibes of Barry Brown: potente come la early dancehall di Barry Brown e Dj Stamma Ranks con King Culture ai controlli.

Mi piace molto anche la digi anni 80’ e la croosover dancehall, eccone alcuni altri:

King Kong- Musical Terrorist: sublime e melanconico digi roots prodotto dal canadese Don King Culture.

Callie B-Let me Be The First: tutto gira in torno alla title track, un solido esempio di synthy digi lovers che suonerebbe egregiamente su un grande impianto.

Chester Miller-Living is Real: una scoperta recente per me, un Miller che suona alla Dennis Brown ed alterna inni roots e pezzi festosi, molto bello per la dancefloor.

Horace Martin – You’ve Changed: ancora una volta la title track è al centro dell’attenzione, una synthy dancehall malinconica che si trasforma in una seria versione dub.

Tu hai recentemente collaborato con il concilio delle arti di Toronto per la realizzazione di una serie intitolata “the Toronto’s Buried Reggae History”: il primo episodio inizia con Stranger Cole, un altro grande artista giamaicano che si è stabilito in Canada… Come lo hai conosciuto? Quali considerazioni hai riguardo al suo repertorio musicale?
Io sono un visual artist, uno sculptor/installation artist. Potete vedere quello che faccio tutti giorni a questo sito: www.chrisflanaganart.com Ho ricevuto un finanziamento per fare un progetto inerente alla storia della musica Reggae di Toronto – originariamente si pensava di fare qualcosa che sarebbe stato esposto in una galleria d’arte.

Si è trasformato in un video project che francamente ha molte più possibilità di raggiungere una più ampia audience. Ho collaborato con Graeme Mathieson, che è un film maker e dj ed ha contribuito alla produzione per il progetto, per il quale ci avrei impiegato molto di più in termini di qualità se avessi fatto da solo. Mossman mi ha portato a conoscere i Kingston Allstars, un gruppo con alcuni dei migliori musicisti giamaicani uniti per un nuovo album.

Loro si stavano esibendo a Toronto con Stranger per il Canada Day concert e Moss ci ha gentilmente messo in contatto. Con Stranger è una gioia lavorarci assieme, un vero gentleman e professionista. Lui era già una leggenda quando arrivò in Canada e rinunciò a molte cose spostandosi qui, tirando avanti con qualche lavoretto.  La sua “I’m living” sulla Half Moon è una delle mie canzoni Reggae preferite di tutti i tempi. Molte persone pensano a lui più come artista Ska ma le sue tunes Reggae made in Canada sono incredibili.

Hai già altri progetti per il futuro?
Io e Graeme stiamo pianificando di lavorare su alcuni progetti in futuro, mi piacerebbe intervistare Rannie Bop, chitarrista dei Wailers che vive qui e anche la veterana dancehall lovers di Studio One Nana Mclean. Ma la grande notizia è che sto finalmente montando il mio documentario inerente alle mie ricerche su Sheila Rickards, sono stati tanti anni di duro lavoro e ora sono eccitato nel rivelare il mistero di Sheila Rickards al mondo!

Per quanto riguarda le nuove produzioni?
Non dovrete aspettare altri quattro anni per una nuova uscita questa volta! Ho un’altra ristampa pronta per essere pubblicata stavolta. Non posso dire molto di più a riguardo ma è un altro graal del Digi Roots canadese. Stay tuned!

Grazie Chris,  per la tua disponibilità ed il tuo grande contributo. Massimo Rispetto.
Grazie a voi!

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Coming from Australia and fascinated by the history of Canadian Reggae music, Chris is a visual artist with a passion for Jamaican music, which led him in search of clues to shed light on a figure still shrouded in mystery: that of Sheila Rickards, the enigmatic Jamaican jazz artist who released only one Reggae single. This obsession that led him to do research and launch Shella Records, a label that recalls her name.

Currently, Chris is committed to making a documentary about Rickards and promoting the “Toronto’s Buried Reggae History” series, with the aim of making the world aware of the enormous impact that reggae music had on the Canadian city and nation. We interviewed him to get to know his story.

Hey Chris, thanks to accept my invitation to come on eventiReggae.it and do some talk!
Thanks for having me man!

First of all, you are owner of a label, Shella Records: could you talk about it?
To be honest I started this label with no real clue of what I was doing, I didn’t have a clear plan or any distribution in place. It was honestly just as simple as the desire to share an amazing piece of music with other people.

It all started after I found an incredible Reggae record in a junk shop in rural Canada. I became obsessed with one song on a weird Canadian compilation album credited to a female singer called “Shella Record” I had never heard anything like her voice in my life and started to ask who she might be, was it a pseudonym, a Soul singer trying Reggae, what happened to her, where is she? No one in Toronto seemed to know so I went to Jamaica to find out.

I met with Bunny Lee who produced the song, he still had  the mastertapes in his archives but I was shocked to find out he had never released it in Jamaica. He revealed that Shella Record was actually Sheila Rickards but he hadn’t seen her since the session in 1975.  I searched all over Jamaica but I couldn’t find her. Bunny talked about putting the song out on a 45 for the first time ever along with the bone shaking King Tubbys Dub which was released on the Creation of Dub Lp back in the mid 70s. I was excited because other people could finally hear this amazing tune that had captivated me.

A couple of years later he hadn’t reissued the song so I approached him to see if he would license it to me. I was nervous dealing with such a legend who was putting out records well before I was born, but Bunny is a great guy and everything worked out well. I put the reissue 10” out in 2013, and the response was overwhelming. I gave BBC Dj Gilles Peterson a copy and he played it on the radio which was a dream come true. After that it sold out very quickly.

You did two releases, the first is from Sheila Rickards’ Jamaican Fruit Of African Roots and is back from 2013. Who is Sheila Rickards?
Sheila Rickards was a Jamaican Jazz singer from Greenwich Town in West Kingston. She was a child star who performed with Jazz pioneers like Lenny Hibbert and Sonny Bradshaw. She did a lot of work on the North Coast hotel circuit in the 1960s. She was mainly a live performer and cut very few records. She moved to the America to persue a career as a Jazz singer and completely disappeared.

“Jamaican Fruit of African Roots” was the only Reggae song she ever recorded. The fact that she was a Jazz singer is what makes this song so incredible and unique, it combines Jazz stylings , soul and funk over one of the hardest Aggrovators riddims ever made.

Sheila – Shella, there is something behind the name of your label?
Haha, yes it’s basically just a joke referencing the “Shella Record” misprint on the original record that I found. Funnily enough a lot of people think my label is called “Sheila” Records so the confusion continues.

Musically speaking, what were your impressions on this 10”?
I’m very happy with the 10”, I spent a lot on it and used Dubplates and Mastering  in Berlinwho did a fantastic job. I also had Philip Smart the legendary engineer mix the track before he passed away. I feel very lucky to have met with and worked with him.

Second release came out last year with Rothadam’s Born To Be A Rebel, another great obscure song purchasable for hundreds of dollars on Discogs.. could you tell us the story that stands behind this artist and why did you chose this song?
I found this record years ago when I first moved to Canada inside a shipping barrel inside the basement of Monica’s Records, one of the last operating Reggae stores on Eglinton Avenue West in Toronto’s Jamaican hub. It’s an absolutely incredible song, one of the deepest darkest roots tunes to ever come out of Toronto. It sounds like it could be a Black Ark production but it was recorded right here in Toronto. Lyrically it is very deep too with a message that many of us can relate to.

I always loved the song, at the time there was nothing about it on the internet so I had another mystery on my hands. I knew Rothadam  had connections with the Half Moon label but he didn’t seem to have recorded much. I asked around for years and honestly I assumed he was dead. It was also the weirdest Reggae name I’d ever heard. I put an ad in the local caribbean newspaper and was very happy to get a call a few days later from a man saying “you put my name in the paper?”.

Needless to say I was thrilled, he still lives in Toronto and I immediately went out to meet him. He has pretty much left the business but he still has a wicked voice. He is really happy about the release and we are partnering 50/50 on a profit split which I feel is an important ethical stand with so many dodgy Reggae reissues on the market.

In addiction to Shella’s activity, you are deep involved in the “re-evaluation” of the Canadian Reggae scene, in order to make the whole world rediscover this scene. Historically speaking, how important was it to the development of Jamaican music?
I should start by saying that I am an outsider to the culture. I’m a white guy from Australia. I’m not sure it’s for me to tell the story. That said I live and breathe Canadian Reggae history, it’s something of an obsession. I love walking past a boring looking building and saying to myself “That’s where Jackie Mittoo ran his record store”, “Johnny Osbourne lived here..” etc etc. It is definitely my mission to make the world, and more importantly Canadians aware of the incredible Reggae and dancehall music that came out of Toronto.

I wasn’t around in those times but my impression of Toronto in the 70s is  that it was very boring and conservative and the Reggae music scene was very small. Radio stations were disinterested and even flat out racist. Bathurst Street was the first Caribbean hub with numerous small record stores and labels.

Canadian Reggae music in the early days was really by and for the Caribbean community only. Cross over artists like Chalawa and Ishan people, Leroy Sibbles and Messenjah only achieved commercial success in the late 70s following the acceptance of Bob Marley’s music by a maintream (white) audience.

It’s very hard to know what the impact was at the time on other Jamaican music generally, but I think the impact of Jamaican immgrants on Canada’s music history is  huge, creating arguably the best music that ever came out of the city.  Johnny Osbourne lived in Toronto for 10 years playing whatever the crowds wanted to hear including soul and pop. He developed a lot as a singer  before returning to Jamaica and recording “Truths and Rights” at Studio One, one of the greatest Reggae albums ever made.

Most of the Canadian Reggae music that moves us now and sells for crazy prices online sold very poorly at the time stuff like Half Moon, Summer Records, people could barely give it away.

Could you mention some of the most important Jamaican artists which have contributed to the enrichment of this scene?
Oh man there are so many, some of my personal favourites are: Johnny Osbourne-he was very prolific, Stranger Cole, Nana Mclean, Jackie Mittoo, Leroy Sibbles, Chalawa.. Producers like King Culture, Oswald Creary (Half Moon Records), Jerry Brown (Summer Records) and Bunny Gemini. All made incredible music in the city

Why it is so underestimated and so poor recognized? Do you think its contribution can be considered at the same level of what  gave for example from the US’ Reggae scene?
I’m always surprised to find out that even many Canadians no nothing about this history, I think people know more of this history in Europe and Brazil! It was a very small scene, Canada has a very small population compared to the US and it is very spread out. I think in terms of the quality of Reggae records Toronto produced in the 70s it is easily comparable to a city like New York, probably better, even if these records were on tiny labels and were not popular at the time.

Could you mention at least 10 canadian albums that represent at best the quality of it?

In terms of Roots Lps:

Chalawa – Capture Land: With guest spots by Johnny Osbourne and Stranger Cole it’s a fantastic, sophisticated Deep Roots Lp backed and produced by John Forbes and Alex King.

Jackie Mittoo-Stepping Tiger: I’m not 100% sure that it is Canadian but most of the copies of this achingly rare Lp show up here and there is a strong rumour that it was recorded at Summer Records and pressed in Jamaica. Wasted synthy Dubs are the order of the day, a far cry from Jackie’s other MOR albums recorded in Canada

V/A- Warzone: Obviously I can’t leave this one out, this bizarre Lp  is a compliation of Bunny Lee tunes and 70s Canadian Reggae love songs. It’s  the only 70s release of “Shella Record” aka Sheila Rickards “Jamaican Fruit of African Roots” buried at the end of the album with a killer Dub version.

Stranger Cole-Forward in The Land of Sunshine: Stranger Cole’s First Roots album backed by The Super 8 Band and recorded at Half Moon, a better sounding Lp than most Half Moon recordings and beautiful songwriting/playing throughout.

Roots (King Tubby/ Winston Jarrett/Bobby Soul): This coverless mystery album has been on my wantslist for years featuring alternate versions of the mysterious Bobby Soul’s “Message from the Congo” and “God is Love” dubbed into oblivion by King Tubby. Canadian only. Rumour has it that Bobby Soul was once living in Toronto..

More Vibes of Barry Brown: Tuff as nails early dancehall from Barry Brown and Toronto Dj Stamma Ranks with King Culture at the controls

I also really love 80s digi and croosover dancehall. Here’s a few more:

King Kong- Musical Terrorist: Sublime melancholy digi Roots produced by Canadian Dub Don King Culture

Callie B-Let me Be The First: It’s all about the title tune, a massive piece of synthy digi lovers that sounds incredible on a big system.

Chester Miller-Living is Real: A recent discovery for me, the Dennis Brown sounding Miller alternates between Roots anthems and party jams, a great one for the dancefloor.

Horace Martin You’ve Changed: Again the title track rules this one, a mournful synthy dancehall ode to heartbreak which plays into a very serious dub version.

You have recentely collaborated with Toronto’s Arts Council for the release of a series about “the Toronto’s Buried Reggae History”: first episode starts with Stranger Cole, another great Jamaican artist established in Canada.. how did you meet him? Which are your considerations about his music’s catalogue?
So my background is actually as a visual artist, I’m really a sculptor/installation artist. This is the kind of work I do on a daily basis: chrisflanaganart.com. I received a grant to do a project about Toronto’s Reggae history-originally it was supposed to be something shown in an art gallery. It morphed into a video project which frankly has a much better chance of reaching a wider audience. I collaborated with Graeme Mathieson who’s a film maker and Dj who brought fantastic production values to the project and took it a lot further than I would have done on my own in terms of quality and reach. Mossman brought the Kingston Allstars, a group of the finest Jamaican session musicians together for a new album. They were touring Toronto with Stranger for a Canada Day concert and Moss kindly put us in touch. Stranger is a joy to work with, a true gentleman and professional.

He was already a legend when he came to Canada and gave up a lot when he moved here having to take menial jobs just to get by. His “I’m living” on Half Moon is one of my favourite Reggae songs of all time. Most people think of him more as a Ska artist but his Canadian Roots tunes are incredible.

Have you already any  project for the future?
Graeme and I are planning to work on a couple more projects in the future, I’d love to Interview Rannie Bop, guitarist  from the Wailers who lives here as well as Studio One veteran and dancehall lovers phenom Nana Mclean. But the big news is I am finally editing my documentary about my search  for Sheila Rickards, it has been many years in the making and I am excited to reveal the mystery of Sheila Rickards to the world!

What about the new releases?
You won’t have to wait 4 years between releases this time! I have another reissue in the pipeline. I can’t say too much about it yet but it is a Canadian Digi Roots grail. Stay tuned!

Thank you Chris, for your kindness and for you great contribution. Maximum Raspect.
Thanks so much for having me.

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