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Eddie Murphy parla di reggae e del suo nuovo singolo

Da pochi giorni è uscito il nuovo singolo Oh Jah Jah, firmato dall’icona del cinema Eddie Murphy. Un attore con l’amore per la musica e la passione per il jazz ed il reggae, in cui si è cimentato con diversi brani: nel 1993 collaborò infatti con la stella della dancehall Shabba Ranks nel singolo “I Was a King” mentre è più recente la featuring in “Red Light” con Snoop Dogg, all’epoca noto come Snoop Lion.

Partiamo proprio da qui, dall’ingresso nel mondo reggae di questi due personaggi: due entrate in scena simili ma allo stesso tempo molto diverse, con l’attore che si è fatto apprezzare in un lungo periodo di tempo per le sue capacità di suonare e cantare, per un suo stile ben definito e per l’umiltà con il quale ha cercato di farsi ascoltare dagli amanti del genere; il rapper statunitense invece ha fatto parlare di se più per le sue dichiarazioni che per la sua musica, cercando di sfruttare come meglio conveniva il nome di Bob Marley e di Bunny Wailer, pubblicando in poco tempo un album, un film e lungo tour che lo ha portato anche in Italia, salvo poi tornare al suo passato. Forse è proprio per questo che Eddie Murphy oggi viene apprezzato e l’altro fortemente criticato.

La conferma arriva proprio da Murphy che si è raccontato in un’intervista al noto magazine RollingStone: “Nessun album in programma, solo la voglia di fare musica: in questi venti anni non ho mai smesso di farla ed ho realizzato uno studio di registrazione in casa, dove soggiorno molto. Venti anni fa c’erano gruppi di figli di puttana che registravano solo perché erano noti attori. Io non voglio essere uno di quei figli di puttana che vedi in un video e dici “cosa cazzo fa questo?”..io lo faccio perchè mi piace farlo” ha spiegato il buon Eddie.

C’è quindi spazio per parlare di progetti futuri, sottolineando che non è previsto un disco per il momento: “Ho fatto Red Light e mi è piaciuto come è venuto fuori, così ho deciso di metterlo sul web e vedere la reazione della gente. Non ho pensato di fare un album ma solo di fare musica: ho venti anni di collaborazioni sui miei scaffali. Adesso è uscito Oh Jah Jah: sarà la gente a valutare se è un buon lavoro o meno e di conseguenza se potrà uscire un album. Se non sarà così, quella merda rimarrà sugli scaffali di casa mia per i prossimi 100 anni. Io faccio musica gratuitamente e la faccio da tempo: se fai una cosa per anni e anni, alla fine la farai un po’ meglio“.

E sul singolo Oh Jah Jah, svela degli interessanti retroscena: “Non sono un rasta: sto facendo un brano reggae e così come tanti artisti dicono nei loro testi “Jah”, anche io l’ho fatto ma posso chiamarlo Jah, Dio o in altro modo. I primi passi del testo dicono “The devil’s on the move” (il diavolo è in movimento) ma inizialmente era “Ebola’s on the move”. Ho scritto il testo durante il periodo in cui l’ebola era sulla bocca di tutti e mentre a Ferguson succedeva il finimondo: così ho voluto raccontare quello che stava accadendo e cose così le puoi raccontare solo con il reggae, non con un brano R&B“.

Lo vedremo mai in un tour con una band? Ecco la sua risposta: “Il mio sogno è sempre stato quello di avere un palco per fare di tutto: magari avere una band, suonare un po’ di brani per 40 minuti e poi far calare il sipario..rialzarlo e fare un’ora di cose divertenti. Sarebbe uno show unico e che spacca il culo” dice mister Murphy, concludendo con la sua classica risata.

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