One Love Festival #6: report foto e video Groov a Nation, Jaka e Protoje

Giro di boa al One Love World Reggae Festival che sull’onda delle buona vibra italiana di Raphael, giunge esattamente alla sua metà. Mercoledì 22 luglio è ancora una volta il sole ed il caldo ad accompagnare la nostra giornata prima dei concerti che puntuali prendono il via poco dopo le ore 20. Anche in questa serata tanta musica italiana con una ciliegina giamaicana sulla torta.

Ad aprire le danze sono i Groov A Nation, band di otto membri che arriva dal Triveneto. I ragazzi cercano di richiamare nell’area concerto il pubblico ma, nonostante un ottimo sound ed i pregevoli brani proposti sul palco, non riescono in questa missione che appare impossibile. Pian piano però l’onda in levare arriva a catturare la massive che dalle tende e dal padiglione ristoro, arriva timidamente a mostrare il proprio apprezzamento per questi ragazzi a cui rivolgo i miei complimenti: nonostante conoscessi la band, non avevo mai avuto l’opportunità di sentire un loro concerto e me lo sono goduto dalla prima all’ultima nota, evitando la cena: per della buona reggae music questo ed altro.

E tra un Kebab vegano ed un sorso d’acqua buttato giù frettolosamente sentiamo in lontananza l’inizio del secondo concerto. Signori e signori, on stage un veterano del reggae italiano, il leone siciliano adottato da Firenze: Jaka! Accompagnato dalla Fire Band e dalla brava (e bella) MisTilla, il Giacalone parte subito forte proponendo Forza Originaria, una delle sue hit che nella versione originale vede la collaborazione dei Sud Sound System. Per me che vengo da vicino Firenze, il Jaka è sempre un punto di riferimento e nonostante i numerosi live che ho visto, è sempre un piacere rivederlo sopratutto se accompagnato da un’ottima band. Il suo concerto, a mio avviso, è stato uno dei migliori dell’intero festival insieme a quelli di Anthony B e Raphael (in attesa di vedere Bunny Wailer e compagnia). Tra brani storici come la stupenda Reggae a matina realizzata con Luciano, si passa a brani dell’ultimo album Invicible Soul di cui propone la title track e C’è nu jardinu. Il Jaka lascia spesso la scena anche a Irene “MisTilla”, storica corista di artisti come Toni Moretto e lo stesso Jaka ma anche singer degli Earth Beat Movement (EBM): la fiorentina mostra tutta la sua anima black tramite la sua splendida voce che riecheggia a lungo per tutto il One Love Festival. Lo show va verso la sua conclusione ma c’è ancora per l’ultimo pezzo: partono le note di Ganjah ma il mio urlo dalla prima fila arriva all’orecchio del Jaka che mi accontenta. Pull up e parte Raggasoldati con conseguente delirio. La folla apprezza e ne vuole ancora: gli mc sul palco aizzano ancora di più il pubblico ed il ritorno di Jaka & Fire Band è obbligatorio. Si chiude in bellezza e questa volta il brano Ganjah può finalmente essere eseguito.

La massive, grazie anche agli artisti esibiti fin qui, si è riversata nell’area concerto e si intravedono anche le prime bandiere rasta e giamaicane. Sul palco si prepara la Indiggnation band e poco dopo fa il suo ingresso anche Protoje, accompagnato dal boato del pubblico. Il cantante giamaicano figlio di Lorna Bennet, parte subito forte e una dietro l’altra propone le sue più note hit: Who dem a program, I&I, Kingston be wise, Who Knows e un accenno di This is not a marijuana song. C’è spazio anche per i più recenti brani dal suo ultimo disco Ancient Future come ad esempio Answer your name dal suo ritmo rocksteady, seguita da Stylin”, Bubblin e Criminal. Protoje sul palco è davvero ispirato e nella sua faccia vediamo anche tutto il suo entusiasmo e divertimento nell’esibirsi. Dopo un big up generale alla new generation dell’isola del reggae come Chronixx e Jesse Royal, ci fa sentire la nuova voce femminile della Giamaica: sul palco sale Sevana. La cantante ha preso parte proprio ad Ancient Future con il brano Love Gone Cold e adesso sta girando l’Europa ed il mondo al fianco di Protoje per farsi conoscere.

Qui di seguito una gallery della sesta giornata, seguita dal video del concerto di Groov a Nation.

Foto, video e recensione a cura di Andrea Izzo (leggi il diario day by day anche su onelovefestival.it)

 

 

 

 

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