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La recensione di Horror Zone, il nuovo disco di Max Romeo

Finita l’attesa per uno degli album più attesi di questa prima parte dell’anno: stiamo parlando di Horror Zone, nuovo album di Max Romeo, ambasciatore mondiale della musica in levare. L’idea di questo progetto nasce a Londra nei Rolling Lion Studio di Daniel Boyle che già in passato aveva collaborato con un altro pioniere del genere, Lee Perry, dando luce a Back On The Controls, disco che venne in seguito nominato per il Grammy Awards.

Un disco che vuole ricreare le atmosfere del leggendario Black Ark Studio, combinando egregiamente attrezzature dell’epoca con le tecnologie moderne e coinvolgendo alcuni membri dei The Upsetter tra cui Vin Gordon al trombone, Robbie Lyn alle tastiere e Glen Da Costa al sassofono. La copertina è stata affidata ad un altro maestro, Tony Right, fautore di famose cover tra cui Natty Dread di Marley, Police And Thieves di Murvin e War Ina Babylon dello stesso Romeo.

La raccolta si compone di otto tracce vocali e otto tracce dub con Lee Perry per un totale di sedici brani: “What if i tell you that the world is in trouble… What if i tell you will die tomorrow? What would you do today?” sono le prime parole che rieccheggiano di What If, brano d’apertura dal sound profondamente roots e dalle liriche mistiche che s’interroga sulle sorti dell’umanità. Fed Up continua sulla mistica del pezzo precedente e descrive come le persone siano stanche di questo sistema che nega la possibilità ad ogni uomo di prosperare.

In What Is Life l’artista si domanda che senso abbia la vita “when you have to spend it all in sorrow”, accompagnato da un interscambiarsi di fiati e percussioni che fanno della tune tra le più significative della raccolta. È il turno di Scammer Jammers dove i toni si fanno ancora più intensi per un brano – denuncia su come religione, sistema legale, polizia, sport e tutto il mondo sia “full of scammer”. Quinta e sesta canzone sono The Sound Of War e Horror Zone, due perle sia per vibrazioni che per tematiche, mai così tanto vere e vicine.

La tune Cigarett evoca indirettamente la figura di Peter Tosh nel pezzo Bush Doctor “The Surgeon General has determinated cigarette smoking is dangerous to your health” rincarando su come l’uso delle sigarette sia dannoso per la salute, in un pezzo dall’elevato misticismo. Ultima traccia vocale è Give Thanks To Jehovah, secondo estratto dopo What If e lode a Dio per tutto ciò che Egli ha fatto.

Horror Zone ha tutte le qualità per arrivare dove Back On The Controls “ha fallito”: Grammy Awards.

cover-max-romeo-horror-zone Tracklist Horror Zone

01. Fed Up
02. Horror Zone
03. What If
04. Scammer Jammers
05. The Sound Of War
06. Cigarette
07. What Is Life?
09. Give Thanks To Jehovah
09. Fed Up To My Dub
10. Dub Zone
11. What If Version feat. Lee Scratch Perry
12. Scamjam Dub
13. The Sound Of Dub
14. Cigarette Stub
15. What Is Dub?
16. Give Thanks Version feat. Lee Scratch Perry

 

 

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