La recensione di 7, il nuovo album dei Radici nel Cemento

E’ uscito il 14 ottobre “7” il nuovo album dei Radici nel Cemento, disco che vuole festeggiare (involontariamente) anche il ventennale della band romana che nel lontano 1993 iniziava la propria avventura nel mondo della reggae music con il nome di Roots in concrete, due anni più tardi cambiato in quello attuale. Un album pubblicato da RNC produzioni e distribuito da Goodfellas e che arriva a distanza di ben cinque anni dall’ultimo album della band romana “Il Paese di Pulcinella” e a due anni di distanza dall’ultimo live album “Fiesta!”.

“7” contiene 14 tracce che svariano molto per suoni e ritmi: si apre con “Movimento Lento“, singolo lanciato lo scorso 7 ottobre (con tanto di videoclip) e che si propone come un inno alla lentezza ma allo stesso tempo vuole essere un invito a prenderci la vita con più calma e sopratutto riflettere sulla nostra società che corre con ritmi frenetici. Da questo ritmo reggae roots che ci culla con dolcezza, passiamo al rocksteady di “Romareggaeroots” traccia numero due del disco e con testo tra inglese e italiano e al quale si aggiunge anche la voce di Ginko, storico membro della Villa Ada Posse. Un brano davvero coinvolgente che parla della scena reggae romana esaltando musica, il ballo e il concerto dal vivo come ottimi antidepressivi.

Arriva “Libera“, brano che già conoscevamo in quanto uscito nel giugno del 2012: ritmo roots che mette in primo piano i temi tanto cari al gruppo quali la libertà di pensiero e il rispetto della diversità. “La differenza ci può arricchire, unire, mischiare, scoprire, cambiare: questa si chiama civiltà. Prova a pensare ad un cielo che non sia più solo bianco e nero, mille culture come sfumature di una calleidoscopica società” è una parte di questo splendido testo. Con “Quello che io cerco” arrivano le prime sonorità ska che ci accompagnano fino alla traccia cinque “Se voi cambià” che ci indica il modo giusto per cambiare il mondo, invitandoci a partire da noi stessi. “Soleluna” è il terzo e ultimo brano con sonorità più roots e in cui spicca la delicata voce di Julia Kee.

Il ritmo Ska torna nuovamente a far muovere ogni nostro muscolo con “Nina” che dovrebbe essere una dedica d’amore ad una ragazza meglio non identificata ma chiamata appunto Nina. Una ragazza capace di far ridere e piangere, di far volare chi le è accanto ma anche trasformare l’amore da festa a tempesta. Con la “Guerra di Tore (Burning Fire)” arriva la prima di una serie di brani in stile reggae militante. Un testo in cui si parla della storia di Tore, un ragazzo che lascia padre, madre, moglie e figlio per andare in guerra dove ad attenderlo c’è una divisa e un fucile ma sopratutto la morte. Un brano bellissimo che emoziona: il ritornello suona come una grande verità “Non c’è una guerra che regala pace se c’è solo fire“. Sullo stesso stile anche i brani successivi “L’Acqua” in cui si riflette dell’importanza dell’acqua sul nostra pianeta, comparandola al “sangue della terra“, e “Piazza Giuliani“. Quest’ultimo con un ritmo ska con tocchi di dub, è un evidente riferimento ai fatti accaduti al G8 di Genova nel 2001 dove perse la vita Carlo Giuliani. In “Ya Basta!” il monologo iniziale è fatto dalla storica voce dei Banda Bassotti ovvero Sigaro ed è l’ultima delle quattro tracce di impronta reggae militante con un testo completamente in spagnolo.

Con “Tuta e pigiama” torniamo a temi più spensierati rispetto ai precedenti. Questo brano, uscito come singolo ad aprile di quest’anno, è un inno a tutte quelle ragazze acqua e sapone che non hanno bisogno di niente per mostrare la propria bellezza. Il sangue scorre veloce nelle vene quando parte “La skampagnata“; prima di questo brano dovrebbe esserci un avvertimento che consiglia l’ascolto solo a chi è consapevole che questa traccia potrebbe rimanere in testa per molto tempo dopo averla ascoltata.  “Stand By“, traccia numero quattordici, chiude questo disco che festeggia nel migliore dei modi i primi venti anni dei Radici nel Cemento. Un album che deve essere preso come simbolo di come, dopo tutti questi anni, si riesca comunque a fare un prodotto notevole con un contenuto pieno di passione. Un album che consigliamo di avere.

cover-7-radici-nel-cemento Tracklist 7

01. Movimento Lento
02. Romareggaeroots
03. Libera
04. Quello che io cerco
05. Se voi cambià
06. Soleluna
07. Nina
08. La guerra di Tore (Burning Fire)
09. L’acqua
10. Piazza Giuliani
11. Ya Basta! – Tierra Y Libertad
12. Tuta e pigiama
13. La skampagnata
14. Stand by

Commenta

Articoli Correlati

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi