Recensione di Rastaman Land: il Bob Marley mai raccontato

Dopo tanta attesa, sono riuscito a visionare il documentario “Rastman Land” che tratta dell’unico viaggio di Bob Marley in Etiopia. Da fan e appassionato del mondo Marley, c’era in me tanta curiosità intorno a questa pellicola che racconta qualcosa che mai nessuno in tutti questi anni aveva trattato, nonostante l’importanza che l’Africa e l’Etiopia avessero nella vita del re del reggae, come poi capiamo anche nella maggior parte dei testi delle sue canzoni.

Un documentario che è stato realizzato dal giornalista Rai Giorgio Battaglia, in collaborazione con Renato Tomei meglio noto per noi appassionati di reggae music come Ras Tewelde. Rastaman Land, o meglio l’idea, nasce a fine agosto del 2012, nel backstage del Rototom Sunsplash di Benicassim in Spagna: mentre Giorgio Battaglia stava per portare a termine un suo lavoro biografico su Bob Marley, Ras Tewelde suggerisce all’amico di andare alla radice della storia e quindi al punto di partenza. Il suggerimento è quello di andare in Etiopia, esattamente a Shashamane, terra che Marley ha sempre visto come punto d’inizio e punto di fine di tutto. Il consiglio viene accolto da Giorgio Battaglia con grande entusiasmo e, tempo di tornare dalla Spagna, vola in Etiopia. Le riprese iniziano e si concretizzano in soli 5 giorni ad inizio settembre 2012 con ritmi e tempi di lavoro davvero frenetici.

Il risultato è un lavoro ben fatto che racconta e ripercorre il viaggio che Robert Nesta Marley fece nel paese africano nel 1978, primo e unico suo viaggio in quella terra. Non capiamo come mai, in tutti questi anni, in tutti i libri, documentari e film che sono stati fatti sul leggendario artista, mai nessuno aveva parlato di questo viaggio in cui ci sono storie davvero belle e aneddoti interessanti. In “Rastaman Land” infatti viene per esempio raccontato che la canzone “Zimbabwe” che poi Marley canterà live nel concerto per l’indipendenza del paese (17 aprile 1980), nasce proprio a Shashamane. I rastaman della zona, narrano che la canzone nacque in una notte: Jah Flipping racconta come Marley andò una sera a casa sua e disse di voler scrivere una canzone che parlasse del movimento di liberazione; proprio in quei giorni erano forti le notizie che arrivavano dallo Zimbabwe, cosi prese la sua chitarra e iniziò a scrivere quel testo che poi tutti noi abbiamo ascoltato numerose volte. Altro interessante aneddoto è quello che viene svelato dallo stesso Flipping che per filo e per segno, racconta dell’ultima telefonata che fece con il suo amico Marley, poco prima che quest’ultimo morisse. Nella telefonata Bob si confida, prima dicendo di rendersi conto di essere alle sue ultime ore di vita e successivamente dichiara il suo desiderio di andare a morire in Etiopia ed essere sepolto a Shashamane. Lo stesso Flipping raccontando tutto questo, non si spiega di come quell’aereo che aveva destinazione Etiopia, sia potuto finire a Miami. All’interno del documentario, sempre da parte di Flipping e dei rasta di Shashamane, anche una pacata e giusta polemica verso i numerosi artisti che nelle loro canzoni parlano di Etiopia, di Shashamane, di Jah e che però non fanno mai niente in termini pratici per aiutare la popolazione di queste zone e ancora peggio non hanno mai messo piede in Etiopia.

Esistono due versioni di “Rastaman Land”: una per l’editing televisivo, l’altra invece è quella integrale della durata di 36 minuti che viene proiettata durante i vari concerti o festival reggae. Le due versioni differenziano per alcuni tagli che sono stati imposti per la trasmissione televisiva (che avverrà a settembre): nella versione integrale, ci sono ulteriori chicche come un’intervista fatta nell’oreficeria in cui Bob Marley comprò l’anello che poi vediamo sulla cover dell’album “Legend” (anche se su questo punto, ci sono voci e racconti contrastanti, come ad esempio nel libro “Bob Marley. Una vita di fuoco” di Timothy White dove si legge che tale anello fu regalato a Bob a Londra).

Credits “Rastaman Land – Bob Marley in Etiopia”
di: Giorgio Battaglia
collaborazione di: Renato “Ras Tewelde” Tomei
fotografia: Mauro Crinella
regia: Giancarlo Russo

Qui di seguito vi mostriamo alcuni scatti realizzati durante la presentazione con Ras Tewelde e Giorgio Battaglia, lo scorso giugno al Riddim ‘n’ Rhymes a cui segue un breve estratto audio della presentazione.

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