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La Tempesta Dub festival live Torino: il nostro report fotografico

Giovedì 26 novembre si è svolta all’Hiroshima Mon Amour, la storica sala concerti di Torino, la terza tappa del mini festival La Tempesta Dub, per celebrare la nascita dell’omonima casa discografica, una “succursale” (come definita dallo stesso Paolo Baldini nell’intervista rilasciataci) della casa madre La Tempesta Dischi. Come per gli eventi precedenti, svoltisi all’Auditorium Flog di Firenze ed al Rivolta di Marghera, la scaletta è molto simile, ma gli artisti, ospiti sul palco, sono diversi e molto attesi: si tratta infatti della ricomparsa italiana di Jah9 e della prima volta nel nostro paese di artisti come il portoghese Richie Campbell e il giamaicano Micah Shemaiah, nuova rivelazione dell’isola patria del ritmo in levare. Purtroppo, diversamente da quanto annunciato sui poster dell’evento, Andrew I e Damas non risultano presenti all’appello.

La serata comincia con lo show della band sarda Arawak: la voce del lead singer Forelock, oltre a intrattenere il pubblico con brani del proprio repertorio quali Dem Fi Know, No Money, Global Backfire e la travolgente Original Style, propongono alla massive torinese un tributo a Jacob Miller reinterpretando Land Called Home. C’è ancora tempo per un po’ di rocksteady, sulle cui note Forelock incita la massive torinese a saltare a ritmo di musica.

Tempo per gli Arawak di lasciare il palco e consentire ai Mellow Mood di prendere il loro posto, e la festa continua: il brano di apertura per questa data torinese è Twinz, sulle cui note i gemelli Jacob e L.O. saltano da un punto all’altro del palco e incitano la massive. Successivamente vengono proposte canzoni come Tun It Up, Sufferation, Criminal, Memba December e She’s So Nice prima che comincino a salire sul palco i diversi ospiti. Sulle note di Inna Jamaica pt 2 vediamo salire sul palco Forelock, pronto a far di nuovo ballare il pubblico, ma gli ospiti sono tanti, e dopo il cantautore sardo è il turno di Micah Shemaiah, ultima rivelazione giamaicana che affiancherà i Mellow Mood per le restanti date del tour; in questa occasione Micah propone un paio di brani, Reggae Rockit e Talkative, ai quali la massive risponde prontamente e coi quali si riesce a percepire l’energia che sa trasmettere questo cantante che speriamo di rivedere prossimamente sui palchi della penisola.

Subito dopo Closed Doors, continua la successione di ospiti giamaicani sul palco, questa volta con un’artista che già lo scorso anno si era esibita con i Mellow Mood come opening band: sulle note di Wipe Away vediamo salire sul palco Jah9 con il pubblico torinese che saluta con un boato la cantante nella sua prima apparizione sui palchi torinesi. Tempo di sciogliere i dreads e rivolgersi alla massive, ricordando che per la ganja per i Rasta non è un semplice strumento ricreativo, che partono le note del brano Steamers A Bubble che movimenta l’atmosfera prima di lasciare spazio sul palco a Richie Campbell. Anche per il cantante portoghese è la prima apparizione sui palchi italiani, e naturalmente il brano di esordio è Inna Jamaica, col quale il trio di voci mostra tutta l’energia che possiedono.

Come per i precedenti artisti, anche Richie sfodera un paio di brani del proprio repertorio, ovvero I Feel Amazing e Best Friend, contenuti anche nel CD-demo distribuito al pubblico durante lo spettacolo. La performance del cantante portoghese è l’ultima tra quella degli artisti ospiti dei Mellow Mood ma lo show è ben lungi dal concludersi: c’è ancora infatti tempo per brani come Innocent, You Don’t Know e Dance Inna Babylon, che fa per l’ennesima volta infuocare la massive, prima di passare a brani più soft e romantici, ideali da ascoltare se abbracciati a qualcuno: a concludere il concerto sono Don’t Leave I Lonely e Bun Mi Heart, durante i quali dal pubblico cominciano a spuntare gli accendini, prima di salutare momentaneamente gli artisti: infatti, basta voltarsi in direzione della postazione della regia audio che comincia la Dub Session, naturalmente con Paolo Baldini alla console e, al suo fianco, i vari artisti prima esibitisi sul palco che si alternano al microfono e cantano sulle basi gestite dal produttore e dubmaster friulano.

Qui di seguito la fotogallery realizzata da Francesco Palazzi e Valeria Fattori.

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