Annullato il Vulcano Village di Catania con Ky-Mani Marley. L’ennesimo omicidio di un festival reggae

Grande delusione tra la massive siciliana e non che a pochissime ore dal via del Vulcano Village, devono fare i conti con l’annullamento dell’intero festival che si doveva tenere a Nicolisi (provincia di Catania) dal 26 al 28 luglio. Erano attesi artisti del calibro di Ky-Mani Marley, in Italia per sole due date di cui appunto una al Vulcano Village, Mad Professor, General Levy, Boom Da Bash e Benny Page solo per citarne alcuni.

Un festival che ormai andava avanti da anni e che quest’anno registrava la sua ottava edizione. Un punto di riferimento per chi voleva godersi alcuni giorni estivi di relax, tra musica e natura. Quest’anno invece non sarà così, ancora una volta vince chi vuole spegnere la nostra musica, la nostra passione. Non sappiamo quali siano le vere motivazioni, ma quello che si apprende  è che non dipende dalla volontà degli organizzatori. Siamo il paese che abbiamo mandato via il Rototom Sunsplash, siamo il paese che ogni giorno si lamenta dei luoghi comuni che ci vengono dati all’estero ma che ci attacchiamo a piccolezze del tipo “festival reggae=luogo di spaccio”. Proprio quest’ultimo caso, è uno dei più recenti e riguarda il Castello Reggae 2013, altro festival che si tiene da anni nella splendida cornice di Alvito in provincia di Frosinone ma che quest’anno è stato cancellato dopo una serie di accuse infamanti verso coloro che hanno fatto più del massimo per organizzare con le proprie forze qualcosa di diverso in un posto che altrimenti sarebbe stato morto (leggi qui il tutto). E vogliamo parlare della Festa del Sole che è stata “ammazzata” nel 2012 dopo una serie di rinvii prima del secco “no” giustificato con squallide motivazioni (leggi qui tutta la vicenda).

E queste sono solo alcune delle realtà che hanno fatto più rumore e che quindi sono venute fuori, ma ci sono altre decine di piccole realtà, di gente che con il cuore e la passione e di tasca propria ci ha messo soldi e sudore per organizzare qualcosa di diverso per la propria città, per poi, a poche ore dal via, sentirsi dire “non si può fare, il solaio non è idoneo per sostenere 150 persone”, quando appena tre giorni prima ne avevano sostenute forse anche il triplo (fatti realmente accaduti:  leggi qua).

Ci ritroviamo quindi a darvi l’ennesimo annuncio di un annullamento, di una cancellazione, di una morte culturale. Siamo l’Italia, paese per vecchi, un paese di razzisti e per menti ristrette che si accontentano di una poltrona e una tv, pronte a farsi lobotomizzare da politici e politicanti, da amministrazioni comunali che pensano solo al proprio interesse e al proprio portafoglio, piuttosto che dare svago anche a chi come noi ha avuto la sfortuna (perchè di questo sembra trattarsi) di nascere con una passione colorata di verde, giallo e rosso.

 

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