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Finale European Reggae Contest: the winner is…Dubheart. Ecco il nostro racconto

E’ arrivato il giorno tanto atteso da molti di noi e sopratutto dalle band in corsa all’European Reggae Contest. Si è tenuta infatti sabato 25 maggio al Komplex 457 di Zurigo, in Svizzera, la finale del contest organizzato dal Rototom Sunsplash e che permette alla band vincitrice di solcare i principali palchi dei festival europei, tra cui appunto anche quello di Benicassim. Noi abbiamo seguito l’intero evento che ha preso il via verso le 19 e si è protratto fino all’una passata. Ogni band come previsto da regolamento aveva un tempo pari a 45 minuti, compreso il tempo per il cambio del palco. Un sorteggio poco prima del soundcheck ha stabilito l’ordine di esibizione che ha visto esibirsi prima i Shwelleim, poi i Jah Gaia, seguiti da Dubheart, Global Warning, Roots Rocket e Sisyphos. Ecco qui di seguito il nostro racconto, alcune immagini della serata e ovviamente i vincitori finali.

Pochi minuti dopo le 19 si inizia ed è subito il turno degli svizzeri Schwelleim, vincitori della German Speaking Area. La loro esibizione dura cosi come previsto quarantacinque minuti e alle 19.47 lasciano il palco. Come inizio non è niente male: questa band si dimostra davvero interessante e di meritare questa serata. Il loro reggae è coinvolgente e ci fa ballare dall’inizio alla fine anche da casa. La loro presenza sul palco è eccellente, sopratutto quella dei due cantanti Da Nini e Easy Yves che riescono a coinvolgere il pubblico dal primo all’ultimo minuto. Finale con addirittura una standing ovation da parte del pubblico che ha apprezzato particolarmente. Infondo gli Schwelleim essendo svizzeri, precisamente di Basilea, hanno “giocato” in casa e ci si aspettava che il pubblico conoscesse questa band.

Il tempo di allestire nuovamente il palco per l’esibizione successiva ed è il turno dei francesi Jah Gaia. Qualche imprevisto e una preparazione più lunga di quanto si potesse immaginare, oltre a un problema all’alimentazione della tastiera fanno iniziare l’esibizione alle 20.15. Nell’attesa una divertente improvvisazione di raggamuffin su base beatbox. “Good evening Zurich. Are you ready for French reggae music?” queste le prime parole del cantante Jean Baptiste Bertrand che introduce il primo brano cantato, ovvero “Rise Up”. Un gruppo molto roots con un bel sound che si diletta poi anche in un po’ di raggamuffin con il brano che si chiama proprio “Raggamuffin”. L’esibizione del gruppo di Saint-Étienne termina alle 20.48.

Poco dopo, esattamente alle 21.05 è il turno dei Dubheart, band inglese nata addirittura nel 1999 che ha vinto la semifinale della zona nord europea. Sei elementi a rappresentare la band tra cui si mette subito in mostra Steve Parsons, percussionista, che sale sul palco a petto nudo. L’inizio dell’esibizione non è molto esaltante e sicuramente la meno interessante di quelle viste fin qui, almeno per il gusto personale di chi scrive. Qualche canzone interessante, un sound roots molto potente che non si discute e “We Chant”, uno dei brani proposti on stage, mi fanno tornare sui miei passi, anche se continuo a preferire le esibizione dei due gruppi precedenti, in special modo quella dei Schwelleim. L’esibizione degli inglesi termina alle 21.35.

Pochi minuti dopo le 22 è il turno degli spagnoli Global Warning, arrivati alla finale dopo aver trionfato nella zona iberica. Un gruppo che anche se proviene dalla Spagna, ha componenti proveniente da Francia, Senegal e altri paesi, il che rende il loro reggae influenzato da diversi paesi. La loro prova inizia con un classico reggae lento da “dondolio” e che pian piano si scatena sul palco trovando l’approvazione del pubblico. Sicuramente una delle band favorite alla vittoria finale che non hanno bisogno di altre parole. Il finale è stupendo con la scena che viene lasciata ad un assolo di chitarra con un bambino, salito sul palco dal pubblico, che si mette a ballare con il resto della band. Sono le 22.34 e termina anche questa quarta esibizione.

La penultima band a salire sul palco è anche quella che ha fatto più chilometri per raggiungere Zurigo, ovvero la Roots Rocket proveniente da Sofia, in Bulgaria. Il gruppo sale sul palco poco prima delle 23. Anche loro non sono niente male e noi iniziamo ad avere dubbi su chi preferire. C’è da dire che in questa serata si sono visti tanti stili diversi e tanti sound davvero notevoli che dovrebbero essere premiati tutti. L’esibizione dei Roots Rocket termina alle 23.40 con lancio di magliette verso il pubblico.

Finalmente arriva il momento dei rappresentati italiani: ecco i Sisyphos che alle semifinali si sono confrontati con Anima Caribe e Inner City Affair, riuscendo ad ottenere la preferenza della giuria. Ed eccoli quindi salire sul palco della finale europea, dove iniziano ad esibirsi alle 00.05. Il gruppo di Vipiteno non ha bisogno di presentazione per la massive italiana. Sono sei i brani eseguiti tra cui “Ganja Tune”, brano del 2011 tratto dall’Ep Deep in the Music e che a mio avviso è uno dei migliori dei Sisyphos The Alpine Reggae System. Il pubblico risponde bene quando viene invitato a ripetere dai due cantanti “Ganja, Ganja”. I ragazzi italiani abbandonano il palco alle 00.33 e mettono fine a questa edizione dell’European Reggae Contest.

E intorno alle 1.30 arriva anche il nome della band vincitrice. I vincitori della decima edizione dell’European Reggae Contest sono…DUBHEART from UK.

 

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