Lee Scratch Perry a Salerno: il nostro report fotografico e video

E’ finalmente arrivato il grande giorno. Una delle grandi icone della musica reggae arriva a Salerno, e dopo la magica notte dei Twinkle Brothers a Napoli del 18 luglio (guarda report), ci apprestiamo a vivere con emozione l’incontro con il produttore, musicista e cantante che più di ogni altro ha influenzato la musica jamaicana e non solo, si veda ad esempio la recente collaborazione con gli Orb, un gruppo di ambiente house.

La location è veramente bella, un antico forte piazzato sul lungomare di Salerno, e dalla terrazza dove si svolgerà il concerto si gode il panorama del golfo di Salerno. Arriviamo verso le 21, mentre si prova il sound system da 10000 watt fornito da Social Bass e Bruciatown, i due  sound che apriranno le danze prima del concerto di Mr Perry, e le proseguiranno dopo. L’ambiente è molto rilassato, d’altronde fa molto caldo, è presto, perchè agitarsi….

Nell’aria cominciano a risuonare le note familiari del basso e batteria (a proposito i miei complimenti ai sound system per le “foundation tunes” che si sono susseguite durante la serata) e con calma si attende l’ora X. Nel frattempo la terrazza si è riempita di gente, che aspetta con ansia l’ entrata  di questa autentica leggenda (classe 1936!!). Si balla sulle selezioni dei 2 sound, e l’ambiente viene riscaldato a dovere, si fa un giro tra le bancarelle che vendono dischi in vinile (anche i mitici 7” jamaicani, quelli pieni di formidabili fruscii e che preferiremo per sempre ai perfetti e puliti cd), oggetti, magliette, souvenir dove trionfa il verde-giallo-rosso.

Sul piccolo palco vengono appoggiate delle candele rosse accese, il giovane Dj che accompagna Lee, inizia a suonare e la folla, dopo qualche minuto di attesa, si accorge che il “ragazzino” sta entrando in scena, e appena appare questa figura piccola e minuta, vestita e addobbata in maniera piuttosto improbabile, a cominciare dalla barba tinta di rosso, scatta una autentica ovazione. Comincia così un’ora e venti di concerto “roots and culture” , con una carrellata di successi incredibile (e tante altre tonnellate di vibes avrebbe potuto regalarci, ma evidentemente deve fare una scelta, altrimenti dovrebbe suonare 48 ore!), e il pubblico è rapito da questo musicista che con un fare estremamente “cool” ci invita a guardare in alto, a cercare la pace, a trovare un modo di vita migliore, e ovviamente chiede la legalizzazione della marijuana tra gli applausi convinti della folla. D’altronde, da sempre, Lee “Scratch” Perry afferma che la musica è gioia, unità e rivoluzione. E non si può non essere d’accordo.

L’interpretazione di “Those Crazy Baldheads”, mi lascia senza fiato, pensando che questo anziano signore ha prodotto i primi lavori di Bob, e a cosa doveva essere il Black Ark Studio quando questi mostri sacri ci lavoravano!  “Champion Sound” e “Sun is Shining” sono altri due grandi emozioni, la conclusione con “Chase the Devil” manda tutti in delirio. A questo punto Mr. Perry, prende il giacchetto dal trolley che si era portato con se sul palco, e se ne va, incurante delle richieste di bis, ma ha convinto tutti di avere fatto parte di un rito che omaggiava un genio.

Piccola notazione personale, nella mia piccola valigia dei ricordi (tutti ne abbiamo una) da tantissimi anni giaceva una t-shirt comprata a Londra, sulla quale era stampato un 45 giri della Ska Beat, e il brano era “Roast Duck” di Lee Perry. Il cerchio finalmente si è chiuso, me la sono fatta autografare ed ecco il risultato che voglio condividere con gli amici di eventireggae, la firma sotto il disco è la sua!

Jah bless you, Scratch!

Report, foto e video a cura di Emilio Chirico

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