Light Of Day, la recensione del nuovo album di Alpheus

Usciva lo scorso 26 marzo l’ultimo album di Neil Martin, artista anglo-giamaicano meglio conosciuto come Alpheus, attivo da più di 20 anni nel panorama della musica reggae e giunto al suo quinto album. Debuttava, infatti, nel lontano 1999 con Quality Time, esordio sotto la guida dal leggendario e compianto produttore Clement “Coxone” Dodd che gli aprì la strada verso il firmamento in levare.

Il grande passo in avanti nella carriera di Alpheus sarà grazie al fortunato incontro con Roberto Sánchez, uno dei più affermati produttori reggae proveniente dalla calda penisola spagnola, da cui scaturirà uno stretto legame d’amicizia, capace di dare alla luce album come From Creation e Good Prevails, entrambi ben accolti da pubblico e critica.

Light Of Day rappresenta il terzo tassello di questo significativo legame professionale, che vede al centro di questo universo musicale il profondo amore dei due verso le sonorità ska e rocksteady, generi su cui si baserà l’intero album, cui titolo viene ripreso dal nome della prima e omonima traccia, che trasuda vivacità  grazie ai ritmi travolgenti e all’ipnotico ritornello “In the darkness, we shall find our light” che riecheggia in heavy rotation.

Seconda traccia è Nah Go Tek It, reality tune che esprime tutto il disappunto per un sistema soffocante che cerca di ripiegare ogni individuo verso i propri interessi, seguita da No Way, più malinconica rispetto la precedente e in una visione più introspettiva, di come Babylon reprima anche la più pura delle intenzioni: “Them haffi know how we feel“. In stile rocksteady il trio bellissimo composto da Facety Rudie, dedicata ai rude boys, Positive Move e Love Life, intrisi di messaggi che incoraggiano ad attuare azioni positive perchè “Ain’t nothing inna life’s guaranteed, so mek we live it upright righteously!“.

Con Fantasy, Just a Little e Past Is The Past, Neil mostra nel migliore dei modi la sua vena romantica, in brani amorosi e passionali che sembrano riemergere dalla Giamaica degli anni sessanta. Da non dimenticare All Together e Apart, pezzi che celebrano il celebre detto “unity is strenght” e caratterizzati dall’alternarsi di organo e trombone per rendere il tutto più rétro .

La magica combo Martin – Sánchez conferma di essere più in forma che mai con queste 11 tracce dal sapore vintage ma estremamente attuale, riuscendo a magnetizzare l’attenzione dell’ascoltatore per tutti i 32 minuti di cui si compone l’intero set, dimostrandosi uno dei progetti più rilevanti di questa prima metà dell’anno.

Tracklist Light of Day

 

01. Light of Day
02. Nah Go Tek It
03. Apart
04. No Way
05. Facety Rudie
06. All Together
07. Positive Move
08. Just a Little
09. Fantasy
10. Love Life
11. Past Is the Past

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