Lee Perry all’Hemp Fest 4.20 di Milano: il reportage

Si è svolto a Milano, dal 13 al 15 aprile, l’Hemp Fest, la prima fiera internazionale in territorio italiano interamente dedicata alla Canapa,  giunta alla sua terza edizione. Oltre all’esposizione di prodotti di più di 100 espositori con stand, hempfood e la prima Cannabis Light Cup (mai ospitata in una rassegna italiana), il festival dedicato alla pianta terapeutica ha chiamato per l’occasione importanti artisti strettamente legati all’immagine di questa, inaugurando la serata di venerdì 13 aprile nel migliore dei modi: infatti, a esibirsi c’è stato nientedimeno che Lee “Scratch” Perry.

Il grande Upsetter è prontamente arrivato all’Expo nel tardo pomeriggio con vestiti sgargianti e un grande sorriso stampato in faccia, pronto a prestarsi alle richieste di foto da parte dei fan e coloro che sono rimasti subito affascinati dalla presenza di questo piccolo ma grande uomo classe 1936. Nonostante la veneranda età di 82 anni, compiuti lo scorso 20 marzo, Perry si è ripresentato in forma smagliante a notte inoltrata per regalare al pubblico una performance di tutto rispetto.

Il pubblico, già numeroso prima dell’esibizione, si è scaldato con lo show in dj set proposto da Still, progetto musicale di Stefano Trabucchi, già conosciuto per essere coautore del documentario Negus, che ha proposto diverse sonorità spaziando dal dub all’elettronica e ha poi accompagnato il cantante curando la selezione delle basi.

Mr Pipecock Jackson  è subito salito sul palco salutando la massive milanese intonando alcuni dei suoi pezzi più famosi: da Dread Lion a Return of Django, passando per Mooving, con la folla che ha risposto con un boato, riconoscendo i brani e seguendo il singer nel cantare i versi più conosciuti. Belle sono state anche le interpretazioni di De Devil Dead, Run Obeah Run e No More Roastfish, mentre interagiva con un pubblico in visibilio che cercava ogni strategia possibile per potergli dare anche una semplice stretta di mano dal palco.

Ultima canzone prima lasciare l’esposizione è stata I Am The Upsetter, brano con il quale ha concluso la serata, per scendere dal palco e dare prova non solo della sua grandezza di genio musicale, ma anche di persona, andando a stringere la mano ai sound engineers per ringraziarli dell’aiuto nel realizzare una serata in compagnia di ottime vibes.

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