Open Air Trontano Festival 2013: il nostro report fotografico

Dal 30 agosto al 1 settembre ha avuto luogo la terza edizione di questo festival, cresciuto in maniera esponenziale di anno in anno, raccogliendo un sempre maggior numero di presenze e consensi.
L’Open Air è un festival che si propone all’insegna della multi-musicalità (sui vari palchi sono sfilati gruppi che suonavano i più disparati generi musicali) e dell’eco-compatibilità: tutte gli sfiziosi piatti (vegetariani o più tradizionali) acquistabili all’interno dell’area del festival sono serviti in piatti e con posate completamente biodegradabili. Ma andiamo a vedere nel dettaglio i concerti giorno per giorno.

Giorno 1 (venerdì 30 agosto)
More Colours (reggae)

Appena entrato all’interno del Festival riesco già a percepire il clima genuino e la calorosità delle persone (sia da parte dello staff che degli spettatori). Girando per il festival capita di sentir parlare persone di diverse nazionalità. Infatti, oltre agli italiani, non mancano francesi, svizzeri e inglesi e persone provenienti da tutta Europa.
È ancora presto -son quasi le 5 del pomeriggio- ma, tra soundcheck e jam sessions, comincia già a diffondersi la musica nell’aria. C’è però ancora tempo per esplorare le diverse aree del festival prima che inizino i concerti: oltre al Main Stage, rinominato Caudéra, troviamo anche il Croc Camp, che funge da discoteca a cielo aperto, nella quale vengono suonati tutti i generi musicali -dal reggae alla trance music- e il Circolo Mistico, un terzo palco situato all’interno del bosco, un po’ più isolato rispetto agli altri, dove han luogo jam sessions e improvvisazioni acustiche.

I gruppi si susseguono sul palco: si passa dal folk-gitano della band inglese Buffos’s Wake al reggae dei tanto attesi More Colours (ex Jagga-Bites Combo), capitanati da Norman Akwesi e Easyman Ben.
Avendo già preso parte all’edizione 2012 del festival, per loro il palco di Trontano è ormai familiare: la band esordisce con una fantastica versione acusitca di ‘Positivity’, e la massive si infiamma subito. Il repertorio è vasto: vengono suonati sia i brani risalenti al periodo Jagga-Bites, sia i brani più recenti: ‘Togetherness’, ‘Dem Gone Astray’, ‘Life Is Real’, ‘War’ e ‘Stift und Papier’ sono solo alcuni dei brani eseguiti dalla band di Stoccarda, e ad ogni pezzo la folla risponde prontamente. Un concerto sorprendente, dove l’energia proveniva sia dalla platea che dal paco!
Purtroppo arriva la mezzanotte, e la band deve cedere il palco, ma la notte è ancora giovane… e ci sono ancora altre due giornate di musica ininterrotta.

Ecco qui la scaletta del live dei More Colours:
– Positivity
– Togetherness
– Sow Down
– How Much
– Wenig oder Mehr
– Dem Gone Astray
– Life Is Real
– Party Hard
– War
– That Day
– Rocky Road
– Stift und Papier
– Dollar
– No Matter

Giorno 2 (sabato 31 agosto)
The Roots, the Black & the Ugly (reggae-r&b showcase) e Baba Sissoko (afro-blues)

Oggi approda il Mali sul palco principale dell’Open Air!
Dopo lo showcase del trio musicale The Roots, the Black & the Ugly, formato da Teo Rootical (frontman dei Rootical Foundation), Naima Faraò (voce del gruppo funk-soul The Black Beat Movement) e DJ Agly, che ha saputo scaldare la massive dell’Open Air, con il loro repertorio misto di reggae/funk/soul, sale sul palco il musicista malese Baba Sissoko.

Dopo il fantastico concerto dei More Colours, Baba sa catturare gli spettatori, con musica che sa mescolare la musica tradizionale africana e il blues; inoltre, in alcuni brani è chiaramente udibile una certa impronta reggae nel basso e nella batteria. Canzoni come ‘Kele (War Is Not Good)’ e ‘Su Maya’ colpiscono dritte nel cuore degli spettatori e, anche se non molti capiscono le parole, si alza un coro all’unisono dalla platea, come accade solo quando il messaggio veicolato dalla musica riesce a rompere le barriere del linguaggio.

Giorno 3 (domenica 1 settembre)
Dirty Artichokes (irish-punk) e concerto di chiusura dei Perky Waan + Thee Piatcions
(percussions + psychedelia)

Siamo arrivati all’ultimo giorno del festival (purtroppo): oggi la fa da padrona l’irish punk coi Dirty Artichokes, nato dall’idea di un gruppo di cugini e fratelli di ritrovarsi per suonare musica irlandese.. in mezzo ai monti della Valsusa! La band è cresciuta negli anni, raccogliendo un sempre più vasto audience, suonando al fianco di gruppi pionieri del genere quali i Mahones, i Firkin e i Real McKenzies e diventando un’importante gruppo dell’irish punk made in Italy.

Il gran finale si avvicina, e a chiudere questi tre giorni di musica non-stop ci pensano il gruppo psichedelico Thee Piatcions insieme con i percussionisti locali Perky Waan: il connubio delle chitarre psichedeliche con il suono primordiale e frenetico delle percussioni africane catturano il pubblico, che fino all’ultima nota resta assorto in contemplazione, cercando di assorbire tutte le vibrazioni emesse dalle percussioni, quasi a trarne energia, prima che lo spettacolo finisca.

In attesa della prossima edizione dell’Open Air Festival nel 2014, non possiamo che augurare buona fortuna ai ragazzi di Trontano organizzatori del festival e complimentarci con loro per il grande progetto che son riusciti a portare avanti in questi anni, rendendolo una realtà ormai consolidata.

Report e foto di Francesco Palazzi

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