Train To Roots a Firenze: il nostro report foto e video

Il MaggioReggae per la prima serata del 2014 ci ha portato a Firenze i Train To Roots, band sarda che non ha certo bisogno di presentazioni e che mancava nel capoluogo toscano dal 2011. Ad aprire le porte al reggae è stato ancora il Viper che dopo aver ospitato Danny Red, per la seconda volta ha prestato il proprio palco alla musica in levare.

Lo show dei TTR, andato in scena sabato 25 gennaio, è stata una quasi anteprima assoluta: la band infatti è prossima al rilascio di un nuovo disco e di conseguenza ha preparato un tour di promozione dell’album che non vedrà prima di aprile il suo via. La data fiorentina, insieme a quella di Modena del giorno precedente, sono stati due test (una sorta di data zero) di questo tour. Un modo per capire come avrebbe reagito la massive alle nuove canzoni e allo show proposto sul palco. Come è andata? Continuate a leggere ed avrete la vostra risposta.

Come accade sempre nelle serata firmata dai ragazzi del MaggioReggae (che ringraziamo ancora per la bellissima giornata e per l’ospitalità) lo show è iniziato con le selezioni di One-Ito Selectador che è sempre sul pezzo: si è passati da brani dei Ponto de Equilibrio, all’ultimo singolo di Damian Marley. Poi spazio alla live band con l’apertura della Geealadenjo Crew: Gee e Spiff Jo, supportati dagli EBM, si esibiscono nei propri brani e non manca “Be di Ganja Lova” che infiamma i presenti come si vede nel video sotto. I due ragazzi sono come sempre coinvolgenti e riescono a catturare il pubblico, trascinandoli in salti e quant’altro. La loro esibizione si conclude, chiamando sul palco Mistilla, voce degli EBM (Earth Beat Movement). La giovane band propone pezzi dal reggae all’hip hop: dall’ultimo singolo “No Diggity”, si riconoscono anche altri brani come “No Time”, “Give me your beat”. Poi c’è tempo anche per omaggiare due grandi leggende dello ska e del reggae: un medley per gli storici Skatalites dove non può mancare Simmer Down, è una super sequenza dedicata a Bob Marley.

E’ il turno dei tanto attesi Train To Roots e lo si capisce dallo spuntare in prima fila delle prime bandiere sarde. Dopo una prima intro instrumental, si riconoscono le note di “Africans”: da dietro il palco compaiono Bujumannu e Rootsman I e lo show può avere davvero inizio. Le nuove canzoni in scaletta sono tantissime ma tra curiosità e bellezza di tali canzoni, non c’è differenza tra nuovo e vecchio. La massive presente balla e canta a prescindere, imparando in pochi istanti i ritornelli anche dei nuovi brani. Non mancano i classici come “Running on my way” o “Comunication”: quest’ultima canzone inizia a scatenare il pubblico e anche la band inizia ad essere più carica sul palco. Si arriva a “Dem Cyaan”, brano di Rootsman I e facente parte del suo EP “Some Songs” uscito a dicembre. Altro grande pezzo è “Is not a crime” dedicato al Rototom. Su invito di Buju, si alzano le mani e si accendono gli accendini del Viper, mentre Rootsman I chiama l’applauso dedicato ai ragazzi del MaggioReggae e rivolge a loro queste parole: “sono persone semplicissime, umilissime che si sbattono per far circolare un pensiero, un’idea. E’ gente da stimare e mi raccomando datevi da fare anche voi“. L’ultimo brano in scaletta è “Gangstar” che chi ascolta il programma radiofonico “Soul shakedown party” di Pier Tosi, aveva già avuto modo di ascoltare più volte. Siamo arrivati alla fine del concerto? I Train To Roots lasciano il palco, ma Buju e Rootsman I tornano subito per il bis, seguiti a ruota dal resto del gruppo: si continua con lo show e con altri quattro brani.

Si raggiunge l’apice del divertimento con “Smoke the Weeda” ma sopratutto con “Shame”. I due cantanti chiedono a tutti di sfilarsi una maglietta o comunque di sventolare qualcosa al cielo e la massive accontenta creando un qualcosa di stupendo, sia per chi era scatenato nel sotto palco sia per chi osservava dall’alto. Emozioni uniche, divertimento massimo e solo pensieri positivi con tutto il resto che per una volta non conta niente. Siamo arrivati alla fine, ma c’è ancora tempo per un brano dedicato ai bambini ma sopratutto ai genitori: “Crescete bene i vostri figli, portateli al parco e non fateli crescere davanti alla tv” dice Rootsman I prima di intonare le note di “Aprile”. Uno show fantastico, preparato e studiato alla perfezione in tutto quanto, dai balletti alle musiche; uno show che i presenti ricorderanno con emozione per tanto tempo.

Sono le tre passate e riprendono le selezioni after show. Stanchissimi, sudati e felicissimi lasciamo il locale con tante buone vibrazioni e con in mente ancora le parole di Rootsman I: il MaggioReggae ha colpito ancora, con umiltà e semplicità. Big Up Train To Roots e Big Up MaggioReggae.

Qui di seguito foto, scaletta e video della serata

Scaletta concerto Train To Roots

Africans
Street Bwoy
Fogu
Walk
Running on my way
Who
Wake Up
Comunication
Scegli tu
Dem Cyaan
Blind Date
Is not a crime
Enemies
Ospitalità
Money Pull
Hot
Gangstar
Reggae
Smoke the Weeda
Shame
Aprile






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