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Barbados rinuncia al reggae per promuovere la musica locale. Consensi dalla Giamaica

Le autorità di Barbados hanno vietato il reggae e la dancehall fino alla prima settimana di agosto. La decisione è stata presa per promuovere pienamente il Crop Over, il carnevale dell’isola.
Si spera che in questo i bajan, il colloquiale nome dato agli abitanti dell’isola, si avvicinino maggiormente alla loro cultura e alla loro musica tradizionale.

Contattato dal Jamaican Gleaner, il dj e produttore giamaicano Heavy D ha inaspettatamente condiviso la decisione: “Perché non può farlo anche la Giamaica? Ci piace troppo combattere contro noi stessi. Se il governo di Barbados è stato coinvolto e ha deciso di bloccare la musica straniera per due mesi, perché non possiamo farlo anche noi per un mese promuovendo i nostri musicisti, il nostro reggae e la nostra dancehall?”.

Ruddy Isaacs, fratello ed ex manager di Gregory Isaacs, ha un’opinione simile: “Sostengo Barbados e la scelta di non suonare reggae e dancehall. E’ giunto il momento anche per noi di fare la stessa cosa durante nel ‘Reggae Month’ e nel ‘Reggae Day’. Credo che gli artisti stessi dovrebbero farsi sentire con le radio locali, perché non suonano abbastanza reggae. Invece la maggior parte di loro apre bocca solo per pronunciarsi contro l’omosessualità. Barbados è alla ricerca della propria cultura, e non può permettere al reggae e alla dancehall di eclissarla durante questo loro periodo di festa”.

Per Isaacs parte della responsabilità è però del governo giamaicano, impegnato a bloccare gli eventi di intrattenimento invece che a promuoverli: “E’ nostro compito difendere la nostra cultura e il governo dovrebbe imparare da Barbados. Parlano del brand Jamaica, ma cosa stanno facendo a parte camminare e far chiudere le feste a mezzanotte? Proprio in questo momento la Giamaica paga più royalties per la musica straniera che per quella locale. Questa cosa va risolta”.

La stessa Andrea Davis, organizzatrice dell’ “International Reggae Day”, vede favorevolmente la scelta di Barbados: “Durante l’International Reggae Day, l’1 luglio, invitiamo tutti i giamaicani a indossare i nostri colori e a promuovere, proteggere e celebrare il reggae”.

A chiarire la posizione di Barbados nei confronti della musica giamaicana è dj Indian, uno dei più apprezzati tra i bajan: “Durante il Crop Over dedichiamo l’attenzione alla nostra musica, che porta turismo e costruisce il clima di carnevale. E si vedono i risultati, perché si vede la gente immersa in questo clima e orientata al 100% verso la soca. Non organizzerei mai una festa reggae a Barbados in questo periodo, semplicemente perché non funzionerebbe. Potremmo passare Aidonia o RDX, ma al di fuori di questo… solo soca. I giamaicani non devono metterla sul personale, ma ogni paese ha le sue regole. Il reggae domina le nostre frequenze per il resto dell’anno”.

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